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Spotting da Impianto: Come Riconoscerlo

Lo spotting da impianto è uno dei primi sintomi relativi ad una gravidanza. Ma in cosa differisce rispetto al normale ciclo mestruale? Quali sono le caratteristiche principali di questo tipo di perdite ematiche, il colore, la loro durata? È bene fugare ogni dubbio per poter godere al meglio la maternità.
Spotting da impianto

Quando si parla di spotting da impianto, spesso capita di avere un po’ di confusone in testa. Queste perdite ematiche, infatti, vengono spesso confuse con quelle legate all’arrivo del ciclo mestruale, con il rischio che non venga data loro la giusta importanza. Ma è bene fare attenzione ragazze: le perdite da impianto, infatti, sono tra i primi sintomi di una possibile gravidanza ed è importante che vengano riconosciute tempestivamente.

Quando l’ovulo si assesta nell’endometrio, infatti, può capitare che alcuni vasi capillari si rompano, provocando così un piccolo sanguinamento: questo fenomeno prende il nome di spotting da impianto, che è abbastanza diffuso e non deve destare preoccupazione. È bene, però, avere le idee chiare su queste particolari perdite ematiche, così da vivere la gravidanza al meglio.

Se avete dei dubbi su come poter distinguere queste perdite dalle mestruazioni vere e proprie, non preoccupatevi: questo articolo vuole fugare ogni vostra perplessità, fornendovi allo stesso tempo anche delle risposte concrete circa la possibile durata dello spotting da impianto, il suo colore e le sue caratteristiche peculiari.

1. Spotting da impianto o mestruazioni?

spotting da impianto o mestruazioni

L’impianto è il momento in cui l’embrione si annida nella parete uterina. Questo insediamento avviene mediamente circa 7-10 giorni dopo il concepimento, ma può verificarsi anche più tardi, fino al dodicesimo giorno. È bene tenere presente, tuttavia, che ogni donna presenta delle caratteristiche particolari e non è detto che la sintomatologia specifica, il giorno dell’ovulazione o il momento in cui si verifica l’impianto stesso siano uguali per tutte.

A fronte di tutto ciò, abbiamo visto come lo spotting da impianto avvenga generalmente da sette a dieci giorni dopo l’ovulazione, ovvero leggermente in anticipo rispetto al presunto ciclo mestruale. Tuttavia, in alcuni casi, può essere facile confondere i due tipi di perdite, soprattutto quando si hanno mestruazioni irregolari o quando lo spotting arriva intorno al dodicesimo giorno o addirittura dopo.

Ulteriori campanelli d’allarme che possono far ipotizzare una gravidanza possono essere dei leggeri crampi uterini, un innalzamento della temperatura basale, una leggera nausea o un intenso dolore al seno. In presenza di questa sintomatologia, magari associata anche a delle perdite ematiche, è bene porsi delle domande.

Se si sta cercando una gravidanza o comunque si hanno avuto dei rapporti non protetti con un quadro complessivo simile è bene rivolgersi al proprio medico di base o ad un ginecologo di fiducia. Solo uno specialista, infatti, può fugare ogni dubbio, dando allo stesso tempo indicazioni precise.

2. Spotting o perdite da impianto: quanto dura?

spotting da impianto quanto dura

Al contrario delle mestruazioni, che iniziano con perdite minime che poi diventano più abbondanti, lo spotting da impianto è destinato a scomparire rapidamente. Se il ciclo mestruale dura mediamente cinque giorni, infatti, le perdite ematiche legate ad una possibile gravidanza durano al massimo quarantotto ore.

L’entità di questo flusso è molto modesta, talvolta quasi impercettibile. In particolari situazioni, tuttavia, nella donna possono verificarsi anche altri tipi di perdite simili a queste, che rischiano di essere confuse con lo spotting o addirittura con il ciclo mestruale.

Se lo spotting si protrae per più giorni, quindi, è bene effettuare comunque una visita specifica. Esistono degli esami e degli accertamenti mirati, infatti, che permettono di verificare la possibile presenza di infezioni, alterazioni ormonali o quant’altro. Se, invece, le perdite ematiche spariscono in poche ore è bene ipotizzare una gravidanza, magari effettuato un test ad hoc o delle analisi del sangue per fugare possibili dubbi.

3. Colore e caratteristiche dello spotting da impianto

perdite da impianto

Rispetto al ciclo mestruale, le perdite da impianto presentano delle caratteristiche ben precise. Questo particolare tipo spotting, infatti, non è generalmente abbondante, ma è caratterizzato da un leggero flusso ematico di colore molto chiaro, tendente quasi al rosaceo.

Come abbiamo visto, infatti, le perdite legate ad una possibile gravidanza diventano via via più leggere e meno marcate, fino a scomparire rapidamente entro un paio di giorni. Capita addirittura che una donna possa accorgersi di averle, semplicemente trovando delle macchie rosa o biancastre sugli slip o sulla carta igienica. Talvolta possono esserci delle striature di sangue o una minima colorazione marroncina, ma tutta la sintomatologia è meno evidente rispetto al normale ciclo mestruale.