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Sifilide: contagio, rischi e cura

La sifilide ha a che vedere con le malattie a trasmissione sessuale, ma non solo: ecco come si può essere contagiati, cosa si rischia e come la si può curare, soprattutto se scoperta per tempo.
Sifilide
Fonte: Pixabay

La sifilide è una malattia causata da un batterio: una malattia che molte di noi collocano erroneamente nel passato. Ci fa pensare ai bordelli vittoriani e alla storia di Jack lo Squartatore, ai soldati della Guerra di Crimea cui veniva insegnato a «non beccarsi una malattia sociale». Perché nell’immaginario collettivo, l’unica via di contagio per la sifilide è la trasmissione sessuale. Non è così: è la principale, ma non la sola.

E come tutte le malattie sessualmente trasmissibili, la sifilide non guarda in faccia nessuno, non fa distinzione di età, sesso, colore della pelle, dichiarazione dei redditi. Proviamo quindi a delineare di cosa si tratta, come si contrae e si evolve e come si cura. Naturalmente, vale ciò che vale per qualunque disturbo serio: non ci si deve curare da sole, ma consultare un medico, perché solo lui ha le risposte più giuste per ognuna di noi. La sifilide è una malattia che causa anche la morte, quindi bisogna andarci molto caute.

Sifilide: come avviene il contagio

Sifilide
Fonte: Pixabay

Come dicevamo, il modo principale per restare contagiati dalla sifilide è la trasmissione sessuale. Come per tutte le malattie a trasmissione sessuale, è consigliabile ricorrere sempre all’uso del preservativo quando si hanno più partner sessuali o quando si pensa che il proprio partner ne abbia altri. In generale, di questi tempi, sarebbe bene fare sempre sesso protetto, a meno che non si stia cercando di avere un bambino. Perché la sifilide non è la sola malattia a trasmissione sessuale dietro l’angolo. E anzi, quando se ne si è affetti, è molto più probabile contrarre altri virus in questo modo e contestuali, come l’HIV.

Altri modi per essere contagiati dalla sifilide: venire a contatto con le mucose di una persona infetta e, talvolta, ma è davvero raro, anche con un bacio. Più diffusa invece la possibilità di contagiarsi attraverso un contatto di sangue infetto.

È molto pericoloso contrarre la sifilide in gravidanza, perché tutti i problemi cerebrali o la cecità che la malattia all’ultimo stadio porta con sé potrebbero essere trasferiti al feto. O, peggio ancora, la sifilide potrebbe portare a un aborto o alla morte prematura del bambino dopo la nascita.

Sifilide: i principali sintomi

La sifilide si presenta inizialmente con una piccola lesione nella zona genitale. È una lesione che fa male, ma che scompare dopo alcuni giorni, rimpiazzata da altre piccole lesioni in tutto il resto del corpo. Anche quelle vanno via, perché tra la sifilide secondaria e terziaria, che spiegheremo più avanti, c’è un cosiddetto periodo di latenza. In questo periodo di latenza, così come quando prima la sola lesione genitale poi le altre scompaiono, non si è guariti dalla sifilide. Si tratta invece di diversi stadi della malattia. Certe volte, non compaiono sintomi fino al terzo stadio.

Sifilide primaria, secondaria e terziaria

Sifilide primaria secondaria terziaria
Fonte: Pixabay

Ci sono tre stadi per la sifilide, più una fase latente cui accennavamo prima. Nella sifilide primaria compare quindi questa piccola lesione sull’area genitale, entro tre mesi dal contagio. La lesione però è destinata a sparire a breve.

Nella sifilide secondaria, le lesioni diventano molte di più, anche mesi dopo la comparsa della prima. Ma ci sono anche molti altri disturbi che fanno la loro comparsa: tra questi febbre, inappetenza, perdita di peso e di capelli, cefalea, dolori e spossatezza. Possono inoltre comparire delle macchie verdi o bianche simili a verruche nei pressi della bocca, dell’ano e dell’area genitale. In qualche caso si può arrivare alla meningite in questo stadio.

Nella sifilide terziaria, che può comparire anche molti anni dopo il contagio, i disturbi sono tutti connessi con il funzionamento del cervello, quindi non è raro sviluppare anche disturbi mentali. Si hanno anche problemi di equilibrio e deambulazione, problemi di vista, scarsa sensibilità, impotenza e incontinenza.

Sifilide: la cura

È già bene correre dal medico quando si ha il sospetto di essere infettati dalla sifilide. Dopo un esame del sangue e un controllo, se siete infetti, vi sarà prescritta una cura antibiotica a base di penicillina. Le dosi di queste variano secondo lo stadio della sifilide e quindi la sua gravità. È bene continuare a effettuare controlli periodici entro un anno dalla guarigione. Finché non si è del tutto guariti, va da sé che non si dovrebbero avere rapporti sessuali, per evitare ulteriori contagi e non solo.