diredonna network
logo
Stai leggendo: RDD chiama EfficaceMente: la storia di una di noi.

La sindrome di Stendhal: l'attacco di panico per eccesso di bellezza

"Come posso fare a non vedere ormai tutto nero?"

"Vorrei essere felice, non mi manca nulla ma quegli attacchi di panico..."

Lingua a carta geografica: cos'è e come si cura

Spasmofilia, la "malattia invisibile" di chi è sempre stanco

Depurativo antartico: il segreto della dieta tisanoreica

La dieta senza glutine fa dimagrire, fa male o fa bene?

"Qual è la differenza fra Balfolic e Prefolic?"

Piastrine basse: sintomi, cause e rimedi

"Il vaginismo può essere influenzato dallo stress?"

RDD chiama EfficaceMente: la storia di una di noi.

RDD chiama EFFICACEMENTE: La crescita personale come obiettivo per stare meglio con se stesse e con gli altri
blogger

Quante volte ci siamo sentite insoddisfatte della nostra vita? Quante volte ci guardiamo allo specchio e diciamo “Da oggi inizio (la dieta/ la palestra/ a comportarmi come voglio)?” Quante volte ci guardiamo attorno e vorremmo solo dare un colpo di spugna, far sparire tutto, ricominciare da zero?

Difficile, difficilissimo. Ma non impossibile. Questa è la storia di una di noi, di una che ha provato al mondo, ma prima di tutto a se stessa, che cambiare è possibile. Con tanta ma tanta fatica, ma è possibile. Grazie ai consigli di Andrea del blog EfficaceMente, che oggi sbarca come special guest in RDD, Silvia ci racconta il suo percorso di miglioramento e crescita personale. Senza miracoli, senza false promesse. Tutt’ora in corso.

I consigli di Andrea sono semplici, senza troppi fronzoli e senza false promesse soprattutto. L’idea che passa è chiara: non c’è risultato senza sforzo. Bisogna impegnarsi. Andrea stesso ne è un esempio: qui la sua storia in breve.

Questa è la mia storia. Sono Silvia, scrivo per RDD da un po’ di tempo e ho deciso di condividere qualcosa di più che l’attualità. Non sono mica una miracolata eh. Ma un po’ di tempo fa ero stanca della mia vita. Le solite cose, il solito lavoro, le solite abitudini. Anche il solito comportamento da brava bambina che soddisfa tutto e tutti, che non si impone, che non si propone. Al suo posto alla sua scrivania di segretaria, professionale e quasi invisibile. Nella mia professione come nella mia vita. Una vita classica, normale, predestinata oserei dire.
Ma dentro di me facevo scintille. Che venivano puntualmente ignorate. Loro si manifestavano, nella mia costante insoddisfazione. Morivano nella pigrizia. Ma piano piano le scintille si sono attaccate a qualcosa, hanno iniziato a bruciare. Piano piano. Fino a che ho iniziato a cercare, a cercare, risposte dentro di me e fuori di me. A rimettermi in discussione. Portandomi a delle conclusioni interessanti.

Dove sono andata a finire quindi? Scopri qui la prima parte della mia storia su Efficacemente.

E fammi sapere se la cosa ti può essere stata d’aiuto in qualche maniera.