Mentre il dibattito tra pro-vax e no-vax, in ambito Covid, si sta facendo sempre più aspro, emerge un nuovo dato che potrebbe in qualche modo cambiare le carte in tavola: sempre più donne stanno riportando variazioni significative nel proprio ciclo mestruale, in seguito alla somministrazione del vaccino.

13 mila, per l’esattezza, le segnalazioni giunte finora all’Mhra, l’Aifa britannica; un numero considerevole, che ha spinto un gruppo di antropologi dell’Illinois Urbana-Champaign a condurre un sondaggio sull’argomento, raccogliendo 120 mila risposte che conducono tutte ai medesimi risultati: flussi più abbondanti o spotting, in alcuni casi anche dopo la menopausa.

A lanciare il sondaggio l’antropologa Kate Clancy, che ha sperimentato le variazioni in prima persona dopo essersi fatta vaccinare con Moderna e ne ha parlato su Twitter, con l’obiettivo di focalizzarsi su un aspetto dimenticato dalla comunità scientifica durante le fasi di sperimentazione.

Una collega mi ha detto di aver sentito da altre che le loro mestruazioni erano abbondanti dopo il vaccino. Sono curiosa di sapere se anche altre persone hanno notato cambiamenti? Ho fatto la prima dose di Moderna una settimana e mezzo fa, ho avuto il ciclo forse un giorno o due prima, ed è abbondante come se avessi di nuovo 20 anni.

Nelle prime fasi della pandemia il fattore sessuale è stato praticamente ignorato, come spiega Jennifer Guerra in questo articolo per The Vision; secondo uno studio, citato nel pezzo, pubblicato su Nature Communications, “dei 4.420 studi sulla Covid-19 usciti tra gennaio 2020 e gennaio 2021, solo il 4% considerava il sesso una variabile da prendere in considerazione”. Il che significa che anche il fattore mestruazioni è stato lasciato da parte.

Ovviamente i dati giunti con il sondaggio non costituiscono prove scientifiche di una correlazione tra i due elementi, ma va detto che un effetto simile è stato riscontrato, nel recente passato, anche con il vaccino per l’influenza H1N1, la cosiddetta “suina”, e per l’HPV.

Restando nel rango delle mere ipotesi, potrebbero essere gli alti livelli di stress cui si è sottoposti in questo periodo a far “sballare” il ciclo, e in questo caso nulla dipenderebbe dalla composizione dei vaccini. Non è un caso se, anche nel momento di maggiore tensione della pandemia, siano stati riscontrati cambiamenti nel ciclo, perché il cortisolo, l’ormone dello stress, ovviamente può influire in maniera negativa sulla regolarità dell’ovulazione.

Benché le donne sembrino accusare gli effetti peggiori del vaccino, come detto, nessuno finora si è occupato veramente di approfondire la tematica, con il rischio non solo di non fare una corretta informazione, ma anche di creare uno stigma, perché le donne che subiscono variazioni nelle mestruazioni potrebbero non volerne parlare per paura di non essere prese sul serio; del resto, abbiamo già ampie prove di quanto, in generale, il dolore femminile sia sottovalutato in ambito ospedaliero.

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È chiaro che, stando così le cose, il sondaggio condotto da Clancy non possa che rappresentare l’opportunità giusta per affrontare in maniera scientifica un argomento che è di massima importanza per la salute femminile e che, sorprendentemente, finora è stato tenuto davvero poco in conto.

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