L’emergenza climatica ha portato, quest’anno più che mai, alla necessità di risparmiare l’utilizzo dell’acqua. La siccità imperversa in diverse parti del mondo, e anche noi ci ritroviamo a dover trovare metodi per salvaguardare un bene così prezioso.

Da qualche anno è partito un trend che, oltre ad evitare lo spreco di acqua, non utilizza sostanze nocive, che fanno male al corpo e all’ambiente. Si tratta dell’unwashed, la pratica di limitare al minimo le docce, preferendo metodi più naturali per la pulizia personale, piuttosto che lavarsi con acqua, sapone e shampoo tutti i giorni. Scopriamo meglio come funziona il metodo unwashed, seguito anche da famose celebrities.

Cosa significa unwashed?

Il termine unwashed significa letteralmente “non lavato“, e si fa risalire all’inglese Nicky Taylor che nel 2007 iniziò un percorso che la portò a eliminare completamente shampoo, balsami e bagnoschiuma dalla propria routine di bellezza. E soprattutto, a fare pochissime docce al mese, utilizzando solamente prodotti naturali, alcuni dei quali realizzati da lei in autonomia. Nonostante il termine anglosassone sia quello che ha avuto più risonanza, una pratica simile, che si concentra maggiormente sullo spreco d’acqua, più che di prodotti di bellezza, è nata, nello stesso anno, anche in Italia, dal fondatore del WWF Italia Fulco Pratesi.

La pratica consiste non nell’evitare completamente di lavarsi, cosa che risulterebbe dannosa a livello di salute e igiene. Ma di limitare le docce come metodo di pulizia personale. Per fare una doccia servono in media 50 litri di acqua, a cui si sommano quelli utilizzati per lavare i denti, farsi la barba, oltre che per lavare le parti intime durante la giornata e fare pulizie domestiche. Sommando tutti si arriva a una media di 250 litri d’acqua al giorno usati da una sola persona, tenendo conto che in Paesi come gli USA si arriva anche a 600 litri a persona, mentre in altri, come l’India, non si superano i 60 litri pro capite.

Molti personaggi famosi, sia italiani che stranieri, si sono approcciati all’unwashed, e hanno aiutato a diffondere la filosofia. Tra i più fieri unwashed troviamo Johnny Depp, uno dei primi, Brad Pitt, Adele, Lorde, Russel Crowe, Colin Farrel, Matthew McConaughey. In Italia i più noti per portare avanti questa pratica sono l’alpinista, scrittore e scultore Mauro Corona, e il giornalista Giuseppe Cruciani. Il loro approccio all’unwashed varia, tra chi la pratica più radicalmente e chi invece sceglie ad esempio di limitare il lavaggio dei capelli.

Unwashed: i principi

unwashed
Fonte: Pexels

La filosofia unwashed non è univoca, il termine è troppo generico per avere un’unica connotazione. C’è infatti chi si definisce unwashed pur facendo una o due docce alla settimana, perché come principio chiave utilizza solo acqua e prodotti naturali non inquinanti. E chi invece si fa una sola doccia al mese, praticando metodi alternativi come il co-washing o no-poo per mantenere una buona igiene.

Esistono comunque dei principi, o regole di base che fungono da linee guida per la pratica unwashed. Di regola, chi pratica unwashed dovrebbe:

  • fare al massimo una doccia a settimana, anche meno nel periodo invernale o quando si riesce;
  • chiudere il rubinetto mentre ci si insapona o mentre si fa lo shampoo, limitando i minuti con l’acqua che scorre;
  • fare lo shampoo ogni 10 giorni;
  • mantenere igienizzate e pulite le parti intime, che possono essere lavate anche tutti i giorni, così come ascelle e piedi, facendo attenzione a limitare comunque l’uso dell’acqua e a usare prodotti naturali;
  • lavare i denti solamente con acqua e bicarbonato, chiudendo il rubinetto;
  • fare la barba riempiendo il lavandino o una bacinella usando solamente l’acqua, con il rubinetto spento;
  • utilizzare un riduttore di flusso nei rubinetti e nel soffione;
  • non usare acqua troppo calda per lungo tempo;
  • evitare detergenti e prodotti per il corpo troppo aggressivi, meglio usare solamente acqua accompagnata da prodotti naturali, che grazie alle loro proprietà igienizzanti e antisettiche puliscono in profondità.

I benefici del non lavarsi

Il metodo unwashed nasce da motivazioni valide, che al giorno d’oggi più che mai si rivelano necessarie. Evitare lo spreco d’acqua dovrebbe essere un principio seguito da chiunque, non solo da chi segue questa pratica, così come smettere di inquinare le acque con detergenti e saponi ricchi di sostanze nocive. I principali benefici del “non lavarsi” sono quindi ambientali: lavarsi di meno e in maniera più naturale è uno dei possibili metodi per salvaguardare il nostro mondo. Abbiamo visto quanto sia ingente l’impronta idrica media di una persona, pertanto riuscire a diminuire questo valore è già un passo importante per contrastare lo spreco.

Un beneficio importante per quanto riguarda il nostro corpo invece è legato alla pelle e ai capelli. Le sostanze naturali, come oli essenziali, resine e argille, sono molto meno aggressive. Prodotti e saponi artificiali rischiano di eliminare la barriera di olio protettiva della pelle e del cuoio capelluto, rendendo la cute disidratata e secca. Per lo stesso motivo si consiglia anche di ridurre il tempo di permanenza sotto la doccia. Inoltre, anche l’acqua troppo calda può risultare dannosa e irritante per la pelle, oltre che a causare un buon impegno di energia elettrica.

Unwashed: possibili rischi e conseguenze

Pare che praticare unwashed comporti principalmente conseguenze positive al nostro corpo, perché effettuare tante docce alla settimana non è una reale necessità dell’essere umano, ma più che altro un retaggio culturale. I rischi riguardano più che altro l’aspetto dell’igiene personale, perché, come per qualsiasi filosofia e modo di vivere, è importante conoscere e informarsi adeguatamente. Innanzitutto, è da sfatare il mito che gli unwashed hanno un odore sgradevole: i prodotti naturali e vegetali utilizzati per lavarsi, così come l’acqua stessa, sono in grado di eliminare gli odori allo stesso modo, o forse maggiormente, rispetto ai detergenti abituali.

C’è anzi chi trova l’odore naturale della pelle dopo che sono stati eliminati prodotti dannosi molto più gradevole. Tuttavia, è bene far presente che anche se non si fanno docce tutti i giorni, le parti intime, le ascelle, i piedi e le mani andrebbero mantenuti puliti e igienizzati in modo costante. Questo per evitare infezioni e problemi di salute: ad esempio, abbiamo visto tutti come sia importante lavarsi le mani durante la pandemia di Covid19. Ma anche le infezioni ai genitali non sono da sottovalutare.

Insomma, i rischi di chi pratica unwashed sono maggiori se diminuendo o eliminando le docce non si riesce a mantenere la corretta igiene, altrimenti ci sono solamente benefici.

Articolo originale pubblicato il 15 Luglio 2022

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