Ci sono alcuni segnali inequivocabili che indicano che le bambine stanno diventando grandi, segnali che non sfuggono all’occhio attento delle mamme e che le bambine stesse a volte possono vivere con disagio, perché devono fare i conti con cambiamenti importanti del loro corpo. Uno di questi interessa il telarca, più comunemente conosciuto come bottone mammario.

La crescita del seno si accompagna ad altri elementi, che fanno parte del fisiologico ingresso nella pubertà.

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Cos’è il telarca?

Col termine telarca si indica lo sviluppo monolaterale o bilaterale, a volte anche asimmetrico, delle ghiandole mammarie che avviene fisiologicamente tra i 10 e gli 11 anni delle bambine. Non interessa i maschi, pur possedendo questi ultimi le mammelle. A consentirne l’accrescimento sono gli estrogeni prodotti dalle gonadi femminili (le ovaie).

Il telarca precede di circa due anni il menarca (la comparsa della prima mestruazione) e l’ingresso nella fase della pubertà.

Quando si verifica?

Benché da un punto di vista fisiologico il telarca si manifesti durante la prima infanzia, esistono casi di telarca prematuro che interessano bambine di appena due o tre anni. Non c’è sviluppo dei capezzoli né iperpigmentazione dell’areola (tipica caratteristica della pubertà), ma solo un lieve ingrossamento del seno, non accompagnato da peluria pubica né da alterazioni delle grandi labbra vaginali. Possono invece comparire piccole cisti all’ovaio, che vanno a stimolare la produzione ormonale.

Questa situazione può essere indice di una futura pubertà precoce, sia in forma idiopatica (cioè non riconducibile a una causa identificata), sia secondaria (cioè riconducibile a una patologia organica).

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Come si manifesta il telarca?

La scala di Tanner (dal nome di James Tanner, un pediatra britannico, che la definì negli anni Sessanta) indica le diverse fasi di sviluppo fisico dei bambini strutturandolo in base ai cambiamenti delle caratteristiche esterne degli organi sessuali primari e secondari.

Nello specifico, per il maschio si prendono in considerazione il volume testicolare, la morfologia e le dimensioni del pene, lo sviluppo dello scroto, lo spessore dei peli pubici. Nella femmina si valutano la morfologia e le dimensioni dei seni, la morfologia e le dimensioni dei genitali esterni, la distribuzione dei peli pubici.

I cosiddetti stadi puberali vanno dal grado 1, che corrisponde a un fenotipo prepubere, al grado 5, corrispondente a piena maturazione genitale. Lo stadio 2 della scala di Tanner corrisponde all’inizio dello sviluppo mammario.

Di seguito la suddivisione degli stadi di maturazione sessuale nelle femmine secondo la scala di Tanner:

  1. peluria e mammelle assenti, con capezzolo poco rilevato;
  2. peluria rada e lievemente pigmentata sul bordo delle grandi labbra, accompagnata da leggero rilievo del capezzolo e dell’areola, la quale aumenta di diametro;
  3. la peluria, più abbondante e più pigmentata, comincia ad arricciarsi e si estende fino al pube mentre il seno aumenta di volume;
  4. compare peluria nella zona delle ascelle e c’è ulteriore aumento di volume del seno, con sollevamento di areola e capezzolo;
  5. la peluria al pube assume un aspetto a triangolo e l’aumento del seno è ancora maggiore.

Telarca precoce o prematuro: tipologie

Ecco i diversi tipi di telarca che possono interessare le bambine:

  • telarca prematuro esagerato: l’ingrossamento prematuro della mammella si accompagna a un aumento della crescita corporea e a un modesto avanzamento dell’età scheletrica;
  • thelarche variant (forma mista di telarca): è una situazione intermedia tra il quadro clinico del telarca prematuro e la pubertà precoce vera. Le bambine che ne sono affette mostrano un ingrossamento mammario spesso associato a perdite ematiche pseudo mestruali;
  • telarca precoce isolato: l’età ossea coincide con l’età fisiologica e l’ingrossamento delle ghiandole mammarie non va di pari passo a sintomi di pubertà precoce. Tende a regredire autonomamente in un periodo variabile tra i pochi mesi e i pochi anni, senza necessità di intervento terapeutico. Solo in rari casi non c’è regressione bensì progressione verso una condizione di pubertà precoce.
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