Alcune patologie sono sicuramente meno conosciute di altre, ma non per questo meno invalidanti. Fra queste malattie semi sconosciute possiamo menzionare la sindrome di Sjögren, di cui soffre, ad esempio, la tennista Venus Williams.

Venus Williams e la malattia: “Convivo con la sindrome di Sjögren”

L’atleta ha rivelato di avere la patologia per la prima volta nel 2011, quando ha dichiarato

Questo virus autoimmune si è preso le mie energie, mi stanca e causa dolori articolari. Conoscere la diagnosi mi ha tranquillizzata, ora mi concentrerò sul mio recupero e il ritorno alle competizioni.

C’è stato chi pensò che il ritiro da Wimbledon di quell’anno dipendesse proprio dalla sindrome, di cui la sportiva è tornata a parlare nel corso degli anni.

Sono sempre convalescente perché purtroppo la mia malattia non se ne andrà – le sue dichiarazioni riportate da tennis.it nel 2013 – Devo riposarmi ogni giorno. Nei miei sogni, arriverà un giorno in cui la sindrome se ne andrà, ma so che non accadrà.

Nel 2017, infine, Venus ha raccontato ancora come sia convivere con la sindrome:

Alcune mattine mi sento davvero a pezzi, come quando non riesci a dormire o hai l’influenza, e più cerco di farmi forza e più è dura.

Del modo di Venus Williams di affrontare la malattia ha parlato anche Serena, la sorella minore campionessa di tennis.

Il suo spirito è davvero fantastico, perché so quanto si stia impegnando più di chiunque altro. A volte le cose vanno bene, altre volte è più difficile. Potrebbe perdere match che normalmente vincerebbe dieci volte su dieci, ma il modo in cui riesce ad accettarlo e ad andare avanti è davvero sorprendente.

Come detto, la sindrome di Sjögren rientra nel campo delle malattie rare, per questo non è molto conosciuta. Cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Che cos’è la sindrome di Sjögren?

Parliamo di una malattia immunologica che si caratterizza principalmente per la secchezza orale e oculare, ma può coinvolgere anche altri organi e apparati, ad esempio il sistema nervoso centrale e periferico e le articolazioni.

La malattia colpisce più frequentemente le donne, soprattutto fra i 30 e i 50 anni, con un rapporto maschi:femmine di 1:20. rientra nel campo delle malattie infiammatorie croniche autoimmuni, e colpisce in genere le ghiandole esocrine, in particolare quelle lacrimali e salivari, provocando appunto la secchezza.

La progressiva perdita della secrezione ghiandolare dipende dall’infiltrazione di alcune cellule del sistema immunitario nelle ghiandole, che impediscono a queste ultime di funzionare correttamente. Vengono, in sostanza, prodotte poche lacrime e poca saliva, perciò i pazienti lamentano secchezza.

Sindrome di Sjögren secondaria

La malattia può essere primaria, o sicca, caratterizzata dall’assenza di altre patologie, o secondaria, invece, laddove si accompagni ad altre malattie autoimmuni, ad esempio:

  • artrite reumatoide;
  • lupus eritematoso sistemico;
  • sclerodermia;
  • connettivite mista;
  • tiroidite di Hashimoto;
  • crioglobulinemia mista;
  • miositi autoimmuni;
  • vasculiti;
  • colite ulcerosa;
  • morbo di Crohn;
  • cirrosi biliare primitiva;
  • mieloma multiplo;
  • linfomi.

Quali sono le cause della sindrome di Sjögren?

Al momento non sono ancora note, anche se si ritiene che alla base della sindrome ci sia un trigger infettivo che porta a una reazione autoimmune contro l’epitelio dei dotti ghiandolari. Si ipotizza anche un’eziologia multifattoriale, con il concorso di fattori genetici, ormonali e ambientali, che comprendono agenti infettivi (virus di Epstein-Barr, citomegalovirus, HCV, herpes virus) responsabili di una alterazione della struttura ghiandolare.

I sintomi della sindrome di Sjögren

Come detto la secchezza oculare e salivare sono i sintomi più caratteristici, che si possono associare anche a:

  • congiuntiviti e parodontopatie;
  • ingrossamento delle ghiandole salivari (soprattutto le parotidi);
  • tosse secca;
  • secchezza della pelle e degli organi genitali.

Può manifestarsi anche con atralgie, parestesie, astenia, o vasculite cutanea.

Sindrome di Sjögren e alimentazione

sindrome di Sjögren
Fonte: web

Come per tutte le malattie autoimmuni, anche per la sindrome di Sjögren esistono cibi maggiormente indicati per seguire una dieta salutare ed equilibrata. Le indicazioni alimentari principali prediligono una dieta basata su cibi di origine vegetale (cereali, legumi, verdura, frutta, semi, noci), a cui aggiungere altri piccoli accorgimenti, ad esempio:

  • limitare il più possibile l’apporto di acidi grassi saturi animali e di acido arachidonico come latte, formaggi, burro, uova, carne, salumi (che vanno eliminati del tutto nelle fasi di riacutizzazione);
  • ridurre il consumo di acidi grassi della serie omega 6 come olio di soia, olio di girasole, olio di mais, olio di sesamo, olio di semi vari, margarina, maionese, semi di girasole;
  • incrementare l’assunzione di cibi ricchi di acidi grassi polinsaturi della serie omega 3 come olio di lino (solo a crudo), semi di lino, noci, rosmarino ed origano secco, semi di zucca, fagioli di soia, portulaca, mandorle e nocciole;
  • assumere giornalmente alimenti ad alto contenuto di vitamine antiossidanti A, C, E come prezzemolo secco, carote, peperoncino rosso, basilico, zucca gialla, radicchio verde (vitamina A), peperoncini piccanti, ribes nero, ortica, prezzemolo, peperoni, arance (vitamina C), nocciole, mandorle, germe di grano, olio extra vergine d’oliva, pinoli, salvia e rosmarino secchi (vitamina E).

La terapia per la sindrome di Sjögren

Attualmente non esiste una terapia specifica per la sindrome di Sjögren; la secchezza oculare viene generalmente trattata con sostituti lacrimali o immunosoppressori topici, mentre quella del cavo orale viene tenuta sotto controllo con farmaci che stimolano la secrezione salivare, anche se in questo caso è sempre importante mantenere anche un’accurata igiene orale per minimizzare il rischio di infezioni. Per lo stesso motivo è importante lubrificare le mucose vaginali.

Possono essere usati farmaci anti-infiammatori non steroidei, glucocorticoidi, antimalarici e immunosoppressori laddove siano presenti manifestazioni extra-ghiandolari.

Sindrome di Sjögren e invalidità

La sindrome di Sjögren non è una malattia rara ma una patologia cronica e invalidante.

Così la ex Ministra della Salute, Giulia Grillo, ha parlato della sindrome, ribadendo il concetto già contenuto nel parere fornito in merito dal Consiglio superiore di sanità nel 2016, rispondendo a un’interrogazione depositata al Senato da Paolo Tosato, esponente della Lega.

Occorre precisare preliminarmente che l’individuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza [dal cui elenco la sindrome è stata tolta, ndr.] non attiene all’indicazione delle patologie, quanto alle prestazioni ad esse riconducibili, alle quali i cittadini hanno diritto dietro pagamento del ticket, ovvero gratuitamente, qualora siano esenti per malattia o per reddito. Pertanto, gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croniche ed invalidanti hanno lo scopo di riconoscere, alle persone che ne sono affette, il diritto all’esenzione dal ticket relativo alle connesse prestazioni sanitarie.

Ciò premesso, la sindrome di Sjögren non è inserita tra le malattie rare, bensì tra le malattie croniche invalidanti contenute negli allegati 8 e 8- bis al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017. Le persone che ne sono affette hanno dunque diritto all’esenzione per le prestazioni sanitarie correlate, indicate dagli stessi allegati.

Eppure, da anni i malati reclamano per ottenere il riconoscimento della rarità, che ovviamente escluderebbe gli affetti dalla sindrome dal pagamento del ticket per le prestazioni sanitarie. Attualmente, il codice di esenzione per la malattia di Sjogren è 030.710.2.

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