Scotoma è un termine che viene dal greco e significa ottenebramento. Viene usato in un celebre dialogo del cinema: ne Il codice da Vinci, Ian McKellen spiega a Audrey Tautou che c’è una donna nascosta nell’Ultima Cena di Leonardo, e questo accade perché l’occhio vede ciò che la mente gli dice di vedere. Naturalmente non è vero, è un’invenzione letteraria, ma in realtà il termine è di ampio utilizzo nell’oculistica, e l’immagine che lega mente e occhio è abbastanza eloquente per definire una forma del fenomeno, ossia lo scotoma scintillante.

MsdManuals definisce gli scotomi come deficit del campo visivo: gli scotomi scintillanti ne sono una tipologia, vengono considerati “positivi” (ora vedremo che significa) e consistono appunto nella visione di punti luminosi o flash scintillanti, che corrispondono alla risposta a una stimolazione anomala di parti del sistema visivo.

Attenzione però: come sempre qui diamo alcune informazioni, che sono una goccia nel mare rispetto a quello che potrebbe dirvi il vostro oculista. Tra l’altro non dovreste nicchiare se nel vostro campo visivo si palesano flash ripetuti e persistenti, perché potrebbero essere il sintomo di un distacco della retina (che tra l’altro è una delle problematiche legate agli scotomi). Per cui chiedete sempre a uno medico specialista.

Vedere strisce davanti agli occhi o specie di filamenti è pericoloso?

Cos’è lo scotoma scintillante?

Scotoma scintillante
Fonte: iStock

Humanitas spiega che gli scotomi sono legati a una diminuzione della sensibilità della retine, per diverse cause.

Lo scotoma positivo (o scintillante) è la percezione di una macchia cangiante e luminosità intermittente nel campo visivo, che può essere legata a diverse condizioni o malattie. Esistono anche degli scotomi negativi, in cui il campo visivo è coperto da una macchia scura.

Come si manifestano gli scotomi scintillanti

Il fenomeno può interessare uno o entrambi gli occhi. Sostanzialmente il sintomo dello scotoma scintillante, spesso legato all’emicrania, consiste in un bagliore luminoso con strisce scintillanti dalla frequenza variabile.

Ma lo scotoma scintillante di solito non supera il quarto d’ora di durata ed è seguito appunto dall’emicrania vera e propria: è molto ricorrente in situazioni di forte stress.

Scotoma scintillante: quali possono essere le cause?

Scotoma scintillante
Fonte: iStock

Se non è legato all’emicrania o cefalea oppure a un disturbo transitorio della vista (cosa che relega lo scotoma a un semplice sintomo passeggero), lo scotoma scintillante può essere il sintomo di un disturbo più grave, come ricorda Humanitas e cioè:

  • cataratta;
  • coroidite disseminata;
  • distacco della retina;
  • emorragia della retina;
  • glaucoma;
  • neurite ottica;
  • policitemia vera;
  • preeclampsia;
  • retinite pigmentosa;
  • retinoblastoma;
  • retinopatia diabetica.
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Quando preoccuparsi per uno scotoma scintillante?

Gli scotomi, dicevamo, non possono essere trascurati, perché potrebbero essere il sintomo di qualcosa di grave. Tanto che possono portare a danni permanenti per i quali non c’è una cura. Humanitas però specifica che ci possono essere dei rimedi per arginare alcune di queste condizioni o malattie, come per esempio colliri ipotonizzanti se lo scotoma è il sintomo di un glaucoma oppure in caso di altre malattie potrebbero venire prescritti farmaci anticoagulanti, mentre per distacco della retina e cataratta ci vuole l’intervento chirurgico e per le patologie vascolari retiniche molti medici consigliano terapie con il laser.

Al medico ci si dovrebbe rivolgere subito: gli scotomi sono evidenti quando la loro causa ha danneggiato l’occhio. La cosa migliore è andare dall’oculista regolarmente, tanto più nel caso il medico noti che avete, per qualche ragione, una predisposizione a sviluppare una di queste condizioni o malattie – a volte le predisposizioni emergono durante visite di routine approfondite che comprendano il controllo del fondo dell’occhio e della retina.

Di solito va bene recarsi dall’oculista una volta l’anno, ma potrebbe essere necessario prenotare una visita ogni sei mesi circa. La prudenza, in questi casi, non è mai troppa.

Articolo originale pubblicato il 24 Maggio 2022

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