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Scialorrea: chi ne soffre e da cosa dipende

L'eccessiva produzione di saliva, che interessa bambini, anziani, donne incinte, ha un nome: si chiama scialorrea. Ecco quali sono le sue cause principali e cosa si può fare per limitarla.
scialorrea
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Forse il termine scialorrea non vi dice nulla, eppure questo nome caratterizza un disturbo piuttosto comune, dalle cause più disparate e di importanza più o meno grave, che può interessare allo stesso modo bambini, adulti e anziani.

La scialorrea non è altro che un’eccessiva salivazione, ovvero una produzione esagerata di saliva. Come abbiamo detto, i motivi alla radice del problema possono essere estremamente eterogenei, e andare da un fattore legato all’età – soprattutto per quanto riguarda bambini e persone anziane – ma anche denotare la presenza di patologie decisamente più gravi, che possono interessare anche l’apparato neurologico.

Le cause principali della scialorrea

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Nei bambini la scialorrea è un problema piuttosto comune, in particolare per quelli che rientrano nella fascia d’età compresa fra uno e due anni; una delle cause principali dell’accumulo di saliva è la dentizione, e in effetti molte avranno notato che, proprio allo spuntare dei dentini, il piccolo può perdere bava dalla bocca. Tuttavia, per fortuna, solo raramente la scialorrea infantile porta a complicazioni gravi o può essere sintomatica di una malattia. Se però il disturbo è accompagnato da febbre e difficoltà nella deglutizione, allora si può pensare a patologie più serie, che possono andare a un semplice mal di gola alla tonsillite e alla mononucleosi.

L’eccessiva produzione di saliva è però molto frequente anche negli anziani, anche se le cause, ovviamente sono diverse, e attengono soprattutto al fatto di indossare la protesi dentale oppure all’assunzione di farmaci che possono generare il disturbo.
Nel caso degli adulti, però, le ragioni che scatenato la scialorrea possono essere varie: ad esempio, può dipendere da uno scarso controllo dei muscoli della bocca o da problemi strutturali alla bocca stessa; l’assunzione di farmaci specifici può rappresentare un’altra causa, così come la difficoltà a deglutire. Anche la nausea e il vomito tendono ad aumentare la salivazione (ecco perché ne soffrono molte donne incinte, come vedremo più avanti), e può essere un sintomo del raffreddore e del naso chiuso, che si manifesta soprattutto nelle ore notturne.
Un’altra causa della scialorrea può essere il reflusso gastroesofageo, mentre tra le cause più importanti e serie troviamo la paralisi cerebrale, il morbo di Parkinson e l’ictus.

Lo abbiamo detto, la scialorrea può colpire soprattutto durante la notte e nel corso della gravidanza. Ecco perché.

La scialorrea notturna

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La scialorrea notturna è generalmente associata a disturbi della deglutizione, della respirazione, ed è comune in individui che russano; dormendo con la bocca aperta, infatti, si può incorrere spesso in un’eccessiva produzione di saliva, aumentando il “lavoro” delle ghiandole salivari, con conseguente perdita di liquidi dalla bocca. Per risolvere il problema è buona norma consultare un otorino, che possa valutare la pervietà delle vie aeree superiori, consigliando eventualmente cure per alleviare i problemi.

La scialorrea gravidica

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Una delle cause della scialorrea è proprio l’iperemesi gravidica, ovvero la condizione, che interessa da 3 a 30 donne in gravidanza su 1000, in cui si hanno episodi ripetuti di vomito con conseguente possibile disidratazione, perdita di peso e squilibrio metabolico. La nausea e il vomito tendono ad aumentare la produzione di saliva, e l’ipersalivazione in gravidanza aumenta soprattutto dopo aver mangiato, soprattutto dopo la cena.
Il motivo principale che causa la scialorrea gravidica riguarda però le fluttuazioni ormonali, in particolare la gonadotropina, che riduce la capacità di deglutizione e che, associata all’iperproduzione di saliva, causa la scialorrea.

La scialorrea gravidica si presenta come “compagna” delle nausee del primo trimestre, la mattina oppure la sera, ma può comparire anche al termine della gravidanza, quando gli sbalzi ormonali sono maggiori. Generalmente tra il quarto e il sesto mese la produzione di saliva, come gli ormoni, tende a stabilizzarsi, limitando il disturbo. Se avvertite un sapore metallico e amaro in bocca, non preoccupatevi: la deglutizione continua causata dall’accumulo di saliva introduce aria nello stomaco, causando l’alitosi, oltre ad altri disturbi tipici come dolori addominali, stitichezza e meteorismo.
Dato che alle donne incinte si sconsiglia di assumere farmaci, chi soffre di scialorrea gravidica tende ad adottare rimedi omeopatici o fitoterapici, da seguire però solo con l’accordo del proprio medico.

I rimedi alla scialorrea

Per tenere sotto controllo la salivazione, sia che siate in gravidanza o no, ci sono piccoli “trucchi”, molto semplici: ad esempio, non si devono mangiare caramelle zuccherate, che fanno solo aumentare la quantità di saliva, mentre si possono mangiare quelle senza zucchero, che favoriscono la deglutizione.

Un altro ottimo rimedio “naturale” è succhiare un limone, o un cubetto di ghiaccio, oppure annusare l’olio essenziale di limone su un tessuto. Portate sempre con voi una bottiglia d’acqua oppure del succo di frutta, e uno snack salato: l’acqua contrasta la disidratazione e il succo di frutta stimola le ghiandole salivari a limitare la produzione di saliva, mentre lo snack aiuta a smaltire la saliva limitando il sovraccarico di aria che viene ingerita senza il cibo.

Per l’igiene orale preferite un collutorio naturale, da utilizzare più volte al giorno, e il dentifricio alla menta. La menta, infatti, anche in foglie, è un ottimo rimedio contro la scialorrea: potete usarla in gomme, oppure in dolci aromatizzati alla menta.

Se la scialorrea è persistente, e si presenta come controindicazione di un problema specifico, è opportuno consigliare il medico, il quale potrà consigliarvi la terapia più appropriata e alcune soluzioni per diminuire il disturbo.