L’ipersensibilità è una condizione che porta a sentire tutto ciò che si verifica intorno a noi in modo drammaticamente profondo. Ma cosa significa, nello specifico, essere una Persona Altamente Sensibile (PAS)?

Secondo uno studio pubblicato nel 2018 dagli psicologi Yang e Girgus, alcune persone hanno il costante bisogno di mantenere relazioni positive con gli altri, per evitare di sentirsi inutili o minacciati nella loro tranquillità. Queste persone – definite dai due psicologi ‘ipersensibili’ – legano la propria autostima alla percezione che gli altri hanno di loro. Nel dettaglio, i due studiosi hanno riscontrato che all’aumentare dell’ipersensibilità diminuiva l’autostima.

Si tratta di una condizione chiaramente molto difficile da sopportare, soprattutto perché spesso la persona che ne soffre viene definita “esagerata” dalle persone che la circondano. Secondo Elaine Aron, la timidezza e l’introversione non devono essere confuse con l’ipersensibilità. Ci sono, infatti, persone ipersensibili estroverse che cercano, attraverso un atteggiamento falsamente rilassato, di camuffare la loro bassa autostima.

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Caratteristiche di una Persona Altamente Sensibile (PAS)

Ma quali sono i tratti distintivi di una Persona Altamente Sensibile? Chi soffre di ipersensibilità tende a essere molto empatico e a mettersi spesso nei panni degli altri. Ogni emozione è vissuta con incredibile intensità, anche se niente traspare all’esterno. Le persone ipersensibili cercano, infatti, di nascondere a tutti i loro sentimenti per non mostrare la propria vulnerabilità. Questo rende inevitabilmente più lenta la guarigione dalle ferite emotive.

Una Persona Altamente Sensibile, inoltre, ama la solitudine ed evita il caos e i rumori forti, che la mettono in forte disagio. Perfezionista per natura, tende a ragionare molto prima di fare qualsiasi cosa ed è molto severa con se stessa. Possiede, inoltre, la non comune capacità di ascoltare gli altri e di capire le loro esigenze e persino, a volte, i loro pensieri.

Tipi di ipersensibilità

Esistono tre tipi principali di ipersensibilità. Vediamoli più da vicino.

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1 – Ipersensibilità sensoriale

Per le persone che soffrono di ipersensibilità sensoriale anche un semplice tocco può essere fastidioso, così come un particolare odore o suono a cui non si è abituati.

2 – Ipersensibilità emotiva

Questo tipo di ipersensibilità è il più difficile da sopportare. Alcuni individui che ne soffrono possono sperimentare periodi di depressione, perché ogni sensazione o emozione è così intensa da essere quasi insostenibile. Chi soffre di questo tipo di ipersensibilità è molto ricettivo nei confronti di ciò che lo circonda, ha una forte emotività e una grande espressività.

È molto ansioso e, spesso, questa ansia viene espressa attraverso eccessi (droghe, alcol, sesso ecc…): l’unico modo per sfuggire a questo senso di oppressione. L’ipersensibile emotivo apprezza la solitudine ma sa anche essere un prezioso supporto morale per chi gli è vicino, essendo molto empatico.

3 – Ipersensibilità ritardata

Chi soffre di ipersensibilità ritardata tende a rivivere con forte emozione e partecipazione un evento accaduto nel passato. Il coinvolgimento è tale da portare la persona sull’orlo della depressione.

Come controllare l’ipersensibilità

L’ipersensibile è dotato di una capacità di sentire e percepire la realtà circostante in modo molto più profondo rispetto a una persona normale. I cinque sensi sono molto più sviluppati. Possiede anche un sesto senso molto importante: quello dell’istinto.

Per gestire l’ipersensibilità possono essere utili attività come lo yoga o la meditazione, che possono aiutare a tenere a bada le emozioni. Se il senso di oppressione è troppo difficile da sopportare, è sempre consigliabile consultare un terapeuta.

Articolo originale pubblicato il 4 Maggio 2022

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