Conosciamo, anche per sentito dire, alcuni dei sintomi di menopausa e perimenopausa. Molti tra noi avranno sentito nominare, per esempio, le vampate di calore, l’insonnia e il calo della libido associati a questo periodo della vita di una donna. Ma c’è anche un altro effetto da non sottovalutare: le perdite da spotting. Si possono verificare sia in menopausa, che inizia un anno dopo l’ultimo ciclo mestruale, sia in perimenopausa, che può avere luogo tra 2 e 8 anni dall’inizio della menopausa. Ma che fare quando accade?

Perdite in perimenopausa

Perdite in menopausa
Fonte: Pixabay

Durante la perimenopausa, il ciclo mestruale può diventare irregolare e lo spotting può comparire anche in dei giorni abbastanza distanti dalle ultime mestruazioni o in corrispondenza di quella che sarebbe la presunta ovulazione. Il fenomeno è piuttosto comune ed è normale: durante la perimenopausa, in cui la fecondazione è ancora “attiva” seppur meno probabile, si sperimentano grandi cambiamenti nel ciclo. Quindi perdere del sangue, che è stato un elemento nutritivo della mucosa, non è affatto strano. In menopausa invece non si può dire lo stesso, perché, trattandosi di un periodo non riproduttivo, le donne non dovrebbero sperimentare sanguinamento o spotting.

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Per gestire la situazione, bastano assorbenti o tamponi. In alcuni casi sono sufficienti anche solo i proteggi-slip. Per chi soffre di sanguinamenti più gravi, i medici possono consigliare l’ablazione endometriale, una procedura chirurgica che prevede il disfacimento dell’endometrio. Invece, per chi è sotto terapia ormonale nel periodo di post-menopausa, nel caso in cui il medico abbia escluso eventuali anomalie, si può ricorrere a un dispositivo intrauterino con progesterone.

Perdite in menopausa

Perdite in menopausa
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In base a quello che accennavamo, il sanguinamento in menopausa può essere il sintomo di qualcosa che non ha nulla a che fare con la capacità riproduttiva, ed è bene interpellare uno specialista. Probabilmente si verrà sottoposte a un’ecografia pelvica e una biopsia, per escludere l’incipit di un cancro. Però tra le cause possono esserci anche delle anomalie della tiroide. Le perdite in menopausa possono essere accompagnate anche da altri sintomi come affaticamento e anemia. Test ed esami di vario tipo, in base a quello che vi suggerirà il dottore, sono fondamentali per riconoscere la causa del problema.

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Correlata alle perdite in menopausa può essere inoltre l’inizio della terapia ormonale. Può accadere infatti che la dose prescritta al principio non sia corretta per voi, quindi magari dovreste rivolgervi a un altro medico, che sia particolarmente esperto in percorsi e dosaggi della terapia ormonale. In ogni caso, il consulto dei ginecologi è sempre importante per tutto quello che riguarda le modifiche dell’apparato riproduttivo: solo un medico può aiutarvi a capire di cosa si tratta, per cui non fatevi prendere dal panico e fissate un appuntamento quanto prima. A volte anche solo la comprensione di un disturbo può essere rassicurante, e la sua individuazione porta solitamente a una causa e forse a una terapia efficace, a differenza di quando si resta da sole nel limbo degli interrogativi.

Spotting dovuto a secchezza o lacerazioni

Perdite in menopausa
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C’è una situazione comune che può portare alle perdite in perimenopausa o in menopausa: i rapporti sessuali. Durante questo periodo della vita, si sperimentano la secchezza e l’atrofia vaginale: in questi casi, si va dal ginecologo per sincerarsi che non ci siano lesioni, lacerazioni o polipi cervicali, che possono causare spotting dopo i rapporti intimi. Inoltre, in questo periodo della vita è comune il cosiddetto diradamento del tessuto vulvare, che diventa appunto più fragile e più vulnerabile alle lesioni da contatto. Anche se il contatto in questione è una frizione da organi sessuali che è avvenuta tantissime volte in precedenza. La terapia più comune in questi casi è la somministrazione di estrogeni.

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