Saremo donne in menopausa con ossa sempre più fragili. Le ragioni della scienza

La menopausa starebbe segnando un incremento delle principali patologie legate alle ossa quali l’osteoporosi, comportando il rischio di rappresentare, in un futuro non troppo lontano, un enorme onere a carico del servizio sanitario nazionale.

La menopausa starebbe determinando un incremento progressivo di patologie legate alle ossa quali l’osteoporosi. Tra le cause principali che vedrebbero le donne in menopausa e post-menopausa, sempre più colpite da eccessiva fragilità a carico delle ossa, emergerebbe infatti il progressivo invecchiamento della popolazione mondiale.

Per quanto dunque la menopausa rappresenti una condizione che sovente tende a passare inosservata, si stima che, degli oltre 3,4 milioni di donne presenti solo nel Regno Unito di età compresa tra 50 e 64 anni, saranno in molte a sperimentare sempre più di frequente, gli effetti collaterali legati al climaterio, gli stessi che in genere spaziano dalle palpitazioni cardiache alle vampate di calore e ancora, ansia, depressione e dolori vaginali.

A rivelarlo è il rapporto “Menopause and bone health; a growing global health concern” da alcuni ricercatori dell’International Menopause Society tra i massimi esperti mondiali nel campo della salute in menopausa, i quali hanno reso noti i dati raccolti, in occasione della Giornata Mondiale della Menopausa: secondo quanto emerso, le crescenti problematiche legate alla salute delle ossa, sarebbero facilmente riconducibili a un sintomo della premenopausa e menopausa comunemente trascurato.

Tra le patologie trattate all’interno del rapporto stilato dall’International Menopause Society, vengono menzionate proprio l’osteoporosi, la sarcopenia e l’osteosarcopenia, tutte condizioni particolarmente diffuse nelle donne: all’interno dello stesso, viene evidenziato come in particolare le donne che convivono da tempo con la menopausa, siano più avvezze a subire fratture ossee, con una frequenza piuttosto allarmante. 

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Sono oltre 200 milioni in tutto il mondo le donne che a oggi soffrono di osteoporosi: una situazione piuttosto allarmante e destinata a peggiorare proprio a causa dell’invecchiamento della popolazione globale. A fronte di numeri decisamente significativi, è auspicabile che 1 donna su 3, superata la soglia dei 50 anni, subirà inevitabilmente fratture da osteoporosi, impattando in maniera incisiva sul sistema sanitario globale.

Condizioni patologiche quali l’osteoporosi comportano infatti un incremento progressivo della fragilità ossea, questo a causa della perdita e dell’impoverimento del tessuto osseo, condizione medica generalmente innescata dai cambiamenti ormonali così come da carenze di calcio e di vitamina D: al contempo le conseguenti fratture, possono determinare un impatto negativo circa la qualità della vita, aumentando il rischio di disabilità.

Steven R Goldstein, professore di ostetricia e ginecologia alla NYU Grossman School of Medicine e presidente dell’International Menopause Society considera la salute delle ossa, una questione cruciale per le donne di mezza età, sottolineando come lo sviluppo dell’osteoporosi possa avere un impatto sostanziale sulla quotidianità, sulla qualità della vita e sulla capacità di vivere in modo indipendente delle persone che ne sono colpite.

Lo stesso, in occasione della Giornata Internazionale della Menopausa, ha dichiarato: 

In tutto il mondo, l’osteoporosi provoca più di 8,9 milioni di fratture ogni anno. Le complicazioni che tale condizione comporta possono essere estremamente gravi: purtroppo il 21% delle donne che si fratturano l’anca, hanno in genere un’aspettativa di vita di circa un anno. Al contempo una carente salute delle ossa pone un enorme onere sui sistemi di assistenza sanitaria e sociale a livello globale

Anche Tobie de Villiers, ginecologo consulente, nonché uno degli autori del rapporto, ha espresso non poche preoccupazioni circa tale patologia a carico delle ossa: 

L’osteoporosi è spesso ritenuta una malattia silenziosa. In precedenza, veniva diagnosticata solo quando si verificava una frattura, ma ora possiamo prevenirla, prendendo in considerazione gli eventuali fattori di rischio.

Dati allarmanti dunque quelli legati alla menopausa e alle relative conseguenze che ogni donna è naturalmente costretta, suo malgrado, ad affrontare: proprio a causa dell’avvento del climaterio, le ovaie interrompono la produzione di estrogeni, riducendo in questo modo anche la resistenza delle ossa. L’osteoporosi si sviluppa e viene diagnosticata solo nel momento stesso in cui la salute delle ossa risulta pregiudicata a tal punto che, anche un banale infortunio può finire per rivelare una frattura. 

I principali fattori di rischio legati all’osteoporosi includono fratture recenti così come l’anamnesi familiare che comprende una frattura dell’anca: non meno incidenti appaiono il basso indice di massa corporea, l’artrite reumatoide, il diabete di tipo 1, la menopausa precoce, e ancora fumo, abuso di alcol e uno stile di vita sedentario.

Ad accompagnare l’osteoporosi, compare la sarcopenia, condizione che manifesta l’inevitabile perdita di massa, forza muscolare e prestazioni da parte dell’apparato muscolo-scheletrico a causa dell’invecchiamento. A tal proposito, gli stessi ricercatori dell’International Menopause Society hanno ancora una volta evidenziato il ruolo assunto dalla forza e dalla funzionalità muscolare nel mantenimento della salute delle ossa, sottolineando che tali elementi non debbano essere trascurati a maggior ragione quando sussistono patologie quali la sarcopenia così come l’osteoporosi.

Le donne in menopausa per vivere serenamente tale condizione, dovrebbero essere dunque sostenute e supportate dal servizio sanitario nazionale non solo in termini di prevenzione ma anche per apportare cambiamenti nello stile di vita, con la possibilità di fruire di farmaci specifici per ripristinare la forza ossea. Gli operatori sanitari dovrebbero altresì riconoscere l’incremento del rischio di fratture associato all’osteosarcopenia in modo tale che la diagnosi e il trattamento diventino parte integrante dell’assistenza sanitaria di routine per le donne in menopausa, diversamente destinate a convivere con tutti i rischi correlati alla fragilità ossea e al degrado della forza muscolare.

Un suggerimento utile arriva in ultimo dall’International Menopause Society che raccomanda alle donne di preservare la salute delle proprie ossa incrementando la quantità di calcio, vitamina D e proteine ​​assunte quotidianamente: l’alimentazione in menopausa è fondamentale per garantire il benessere generale dell’organismo a fronte di tale cambiamento fisiologico.

Altrettanto importante al fine di preservare la massa muscolare, è l’esercizio fisico costante, così come l’astensione, per quanto possibile, dal fumo e dall’assunzione di alcolici. Anche in menopausa la prevenzione può assumere un ruolo rilevante: la salute delle ossa può essere preservata anche e soprattutto attraverso uno stile di vita sano, che permetta di ridurre per quanto possibile, tutti i rischi legati all’osteoporosi e alla fragilità ossea.

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