logo
Stai leggendo: Malocclusione dentale: cause e cura delle arcate non allineate

Malocclusione dentale: cause e cura delle arcate non allineate

La malocclusione dentale è un'imperfetta chiusura delle arcate: quella superiore non è allineata perfettamente con quella inferiore.
malocclusione dentale

Normalmente le due arcate dentarie, per compiere correttamente le funzioni legate alla masticazione e alla fonetica, dovrebbero essere tra loro in rapporto equilibrato e armonico. In realtà sono pochissime le persone che presentano un allineamento dentale perfetto e quando ciò non si verifica si parla di malocclusione dentale, più o meno accentuata.

Si tratta, dunque, di un’imperfetta occlusione delle arcate. I denti di quella superiore non sono allineati perfettamente con i denti di quella inferiore. Ciò va a determinare anche un anomalo rapporto mandibola – mascella. Le ripercussioni sono più o meno fastidiose a seconda della gravità del disturbo: mal di schiena, ronzio alle orecchie, mal di testa, dolore cervicale e così via. Dai sintomi dipende anche il tipo di intervento correttivo, che va dal semplice apparecchio ortodontico (fisso o mobile) all’intervento di ortodonzia correttiva o di chirurgia. Resta fondamentale un’igiene meticolosa e completa di bocca, denti ed eventuale apparecchio.

Il dentista effettua la diagnosi osservando il modo in cui le arcate si chiudono e si allineano e il modo in cui il paziente serra i denti. Alla semplice osservazione è necessaria l’aggiunta di una radiografia delle arcate dentarie e una radiografia di testa, cranio e faccia per constatare con esattezza la gravità del disturbo. Si aggiunge il calco in gesso delle arcate, per poter produrre alla perfezione l’eventuale apparecchio ortodontico più indicato.

Malocclusione: le cause

In alcuni casi la malocclusione è tramandata geneticamente, in altri è una problematica derivante da comportamenti scorretti o da ulteriori patologie. Nello specifico può dipendere da:

  • uso prolungato del biberon e del ciuccio (oltre i 3 anni);
  • abitudine di succhiare il pollice oltre i 5 anni d’età;
  • denti gravemente scheggiati;
  • bruxismo (serrare i denti anche e soprattutto durante la notte);
  • perdita di denti;
  • frattura mandibolare;
  • interventi non riusciti (incapsulamento dentale, impianto dentale);
  • tumori di mandibola e bocca;
  • artrite reumatoide, in rari casi.

Malocclusione: i sintomi

I sintomi della malocclusione si manifestano diversamente da persona a persona. A volte la problematica è talmente minima da passare inosservata e da non avere sintomi rilevanti. Tra i più comuni comunque ci sono:

  • mascella troppo grande oppure troppo piccola rispetto alla forma dei denti;
  • ronzii alle orecchie e vertigini;
  • sovraffollamento dei denti;
  • alterazione nella pronuncia di alcune lettere come la S (sigmatismo), la R (rotacismo), la Z (zetacismo);
  • aumento del rischio di carie e gengiviti;
  • morso inverso (quando l’arcata inferiore si spinge più avanti rispetto a quella superiore);
  • difficoltà nella masticazione;
  • tendenza a respirare a bocca aperta;
  • asma, bronchite, difficoltà respiratorie, rinosinusite, tosse cronica;
  • mal di schiena.

Malocclusione: le tipologie e le classi

malocclusione dentale
Fonte: iStock

Il disturbo presenta tre classificazioni. Esaminiamole nello specifico.

Malocclusione dentale di 1° grado

I denti dell’arcata superiore sovrastano lievemente quelli della mandibola, ma il morso è normale.

Malocclusione dentale di 2° grado

Questa malocclusione è detta retrognatismo o affollamento dentale. L’arcata superiore sovrasta in modo evidente quella inferiore. Visivamente si presenta anche con uno spazio interdentale dei denti incisivi superiori e inferiori molto pronunciato.

Malocclusione dentale di 3° grado

Si parla qui di prognatismo o morso inverso. I denti della mandibola sono visibilmente più avanzati rispetto a quelli della mascella.

Malocclusione: rimedi e cure

Si interviene sulla malocclusione a seconda della sua gravità. In alcuni casi i sintomi sono talmente lievi da non avere significato patologico.

La correzione può essere o un intervento di ortodonzia (estrazione dentaria, se alcuni denti spingono sugli altri generando un affollamento) o addirittura di chirurgia. Questo è il caso delle malocclusioni dentali gravi, dove si agisce con un rimodellamento chirurgico di allungamento – accorciamento mandibolare. Oppure si opera in questo modo in caso di malocclusioni dentali congenite, che generano alterazioni antiestetiche ma soprattutto dannose per la salute. Il più delle volte è sufficiente l’applicazione di apparecchi ortodontici fissi o mobili.

Rating: 5.0/5. Su un totale di 1 voto.
Attendere prego...