Sono calva e mi amo: dall'alopecia ho imparato che una donna non è i suoi capelli | Roba da Donne

Sono calva e mi amo: dall'alopecia ho imparato che una donna non è i suoi capelli

Sono calva e mi amo: dall'alopecia ho imparato che una donna non è i suoi capelli
Fonte: instagram @silvia_amorosino
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Settembre è il mese dell’alopecia areata, malattia autoimmune che provoca la caduta improvvisa e irregolare dei capelli e di cui soffre circa il 2% della popolazione, 145 milioni di persone nel mondo.

L’alopecia si definisce areata qualora interessi tutto il cuoio capelluto, e diventa universale se si evidenzia su tutta la superficie cutanea, provocando anche la perdita dei peli, oltre che dei capelli. Non sempre è una malattia cronica, ci sono casi in cui la condizione è acuta ma a breve termine. In ogni caso, parlarne contribuisce ad alimentare l’informazione sulla malattia, abbattendo pregiudizi e tabù come accaduto, in precedenza, con la vitiligine, ad esempio, grazie anche alle testimonianze di persone che vi convivono.

E non serve essere Keira Knightley – star che ne soffre – per sensibilizzare sull’argomento; a volte, anche attraverso i social si può offrire maggiore conoscenza e dare risposte a dubbi e perplessità delle persone, senza alcun imbarazzo o reticenza. Noi, ad esempio, ne abbiamo parlato con Silvia Amorosino, che attraverso il suo Instagram porta continuamente un flusso di informazioni e consapevolezza rispetto all’alopecia, di cui soffre dall’adolescenza.

Designer di maglieria che si occupa di sviluppo prodotto moda trentenne, Silvia è diventata calva nel 2005, e da quel momento ha deciso che sarebbe riuscita a raccontare al mondo la sua storia, proprio via social, prima su Instagram e poi su YouTube, perché, spiega:

Volevo che chi aveva passato o stava passano quello che è successo a me potesse sentirsi meno solo. In particolare il messaggio che voglio passare è che siamo donne belle anche se non abbiamo i capelli.

Partiamo allora dalla comparsa dell’alopecia. Silvia ricorda quel momento in maniera molto concisa, ma diretta.

La mia alopecia si è manifestata all’età di 14 anni e a 15 ero completamente senza capelli e peli del corpo. Una mattina mi sono svegliata e ho notato delle chiazze. Poi il mio mondo è cambiato per sempre.

Un mondo che cambia, un aspetto che non è più come prima, la paura degli sguardi della gente, del giudizio altrui per una cosa per cui non si hanno colpe, accade e basta. Silvia, nonostante tutto, afferma di non aver mai subito bullismo a scuola, ma proprio su quei social attraverso cui cerca di diffondere consapevolezza, ha invece trovato chi ha tentato di farla sentire sbagliata.

Ho subito bullismo sui social da persone che conosco nella mia vita ‘reale’, in quanto non credono che io possa piacermi così come sono. Probabilmente hanno loro difficoltà ad accettarsi per come sono e non concepiscono che alcune persone invece hanno capito che è fondamentale amarsi e prendere quello che la vita decide di darci.

Hai espresso un concetto chiave, prima: le persone spesso pensano che le donne, per essere considerate tali, debbano avere i capelli. Lasciando perdere tutti i retaggi maschilisti e la cultura sessista che è alla base di questi discorsi, ci sono altri motivi per cui la gente pensa ancora una cosa simile?

È abbastanza normale credere questo. I capelli sono parte fondamentale della sensualità di una donna, o meglio, siamo abituati dalle origini della storia a vedere nei capelli un’importante arma di seduzione. Anche io penso che i capelli siano importantissimi nell’estetica e aiutano molto, ma questo non significa che una donna pelata come lo sono io non sia ugualmente bella o sensuale“.

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Rimaniamo però per un attimo sulla dicotomia uomo-donna: credi ci siano differenze, nella percezione degli altri, fra un uomo con alopecia e una donna con alopecia?

Sicuramente nella percezione degli altri c’è differenza. Molto più comunemente vediamo un uomo calvo di una donna calva. Ma ricordiamo che l’alopecia può portare alla perdita di sopracciglia e ciglia e questo reca enormi modifiche allo sguardo a prescindere dal sesso“.

Perché è stato istituito il mese dell’alopecia? C’è ancora bisogno di sensibilizzare sul tema?

“C’è tantissimo bisogno di sensibilizzazione sul tema dell’alopecia. Questa malattia esiste ed è diffusa nel mondo ma pochi la conoscono e ancora meno ne parlano. Per questo motivo io come tante altre persone sui social o le associazioni raccontiamo l’alopecia e le nostre esperienze”.

Sfogliate la gallery per leggere alcuni dei post più belli di Silvia.

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