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Galleria: È arrivata l’emoji delle mestruazioni: perché non è importante… di più

È arrivata l’emoji delle mestruazioni: perché non è importante… di più

È arrivata l’emoji delle mestruazioni: perché non è importante… di più
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Dovrebbero essere la cosa più naturale del mondo, eppure ancora oggi nel mondo le mestruazioni sono circonfuse da un alone di vergogna e pudore. Se in Europa questo si esprime principalmente utilizzando nomignoli per parlarne o nascondendo gli assorbenti, in altre parti del mondo le donne vengono considerate impure durante il ciclo e trattate come tali.

Un piccolo cambiamento positivo è iniziato con l’emoji introdotta pochi giorni fa tra gli aggiornamenti di whatsapp. Si tratta di una semplice e stilizzata goccia di sangue denominata “period” e pur nella sua essenzialità rappresenta un bel passo in avanti per sdoganare un tabù che non avrebbe ragione di esistere.  A sostenerne l’introduzione è stata la Plan International UK, organizzazione che lotta per i diritti delle donne, che aveva iniziato la campagna di promozione sull’argomento già nel 2017 ottenendo oltre 55.000 voti favorevoli.

Per quanto l’emoji sia stata accolta con generale favore, non sono mancate le polemiche di chi l’ha ritenuta troppo generica e comunque insufficiente per affrontare una questione, quella delle mestruazioni, che ha ancora molta strada da fare. Per dirne una, in Italia gli assorbenti vengono tassati come “beni di lusso” con un’Iva al 22% mentre in Scozia sono addirittura passati gratuitamente dal Sistema Sanitario. Non esiste inoltre alcuna agevolazione medica per le donne impossibilitate a recarsi a lavoro in caso di mestruazioni particolarmente invalidanti e dolorose.

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Ma se questi disagi sono comunque rilevanti, in alcuni paesi la situazione è ancora più drammatica. Solo pochi giorni fa a Delhi si è tenuta una manifestazione per sdoganare il tabù delle mestruazioni che addirittura impediscono alle ragazze, considerate impure in quei giorni, di entrare nei templi. L’induismo prevede anche la pratica del chaupadi ossia l’isolamento in tende delle donne durante il periodo delle mestruazioni, che pur essendo considerata fuori legge dal 2005 ancora viene praticata in alcuni villaggi rurali.

Ripercorriamo il tabù del ciclo mestruale nella gallery.