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La flebite: quando le vene si infiammano

La flebite è una infiammazione delle vene, più frequentemente superficiali e degli arti inferiori, che può essere causata da immobilità prolungata, familiarità, obesità e da molti altri fattori. Nei casi meno gravi si risolve spontaneamente, ma è opportuno rivolgersi al medico per trovare la cura più adeguata.

Per flebite si intente in maniera molto generale l’infiammazione di una vena. Se causata da un trombo, ossia un coagulo di sangue, prende il nome di tromboflebite. Più frequentemente, le vene colpite sono quelle superficiali. Più raramente la flebite interessa le vene più profonde. Quando questo accade si parla di trombosi venosa profonda, e proprio in questo caso il pericolo a cui si va incontro è maggiore.

Solitamente la flebite colpisce le vene delle gambe. Più raramente l’infiammazione interessa le braccia e ancora più raramente le vene del tronco. Comunque, potenzialmente, tutte le vene potrebbero infiammarsi.

Esistono dei fattori di rischio che non vanno sottovalutati e, quando possibile, andrebbero limitati: obesità e sovrappeso in primo luogo, sedentarietà, immobilità prolungata, magari dovuta a una situazione post operatoria in cui si è costretti a lungo a letto, o il mantenere a lungo una posizione seduta, come nel caso di un volo aereo o in treno o in automobile particolarmente lungo. Anche avere il gesso può generare una infiammazione venosa.

La flebite può insorgere anche a seguito di un trauma, di una frattura, oppure dell’inserimento di un catetere venoso o di una iniezione. La familiarità con soggetti che ne soffrono, il fumo, alcuni tipi di tumori e alcune malattie sono altri fattori di rischio.

Anche le vene varicose, la gravidanza e il consumo dei contraccettivi orali sono cause di rischio, soprattutto nei soggetti predisposti.

I sintomi della flebite

flebite
fonte: pixabay

Il primo sintomo della flebite è il dolore all’arto colpito che, anche se all’inizio è un dolore poco intenso, tende a crescere con il passare del tempo. Sulla vena infiammata possono apparire dei gonfiori, delle tumefazioni e degli arrossamenti e si può avvertire una sensazione di prurito. Raramente un sintomo è la febbre e altrettanto raramente si incontra difficoltà nel muovere l’arto colpito.

Nel caso si riconoscano questi sintomi è bene parlarne con il medico per valutare come trattare la flebite. Se a questi sintomi si aggiunge un dolore molto intenso, difficoltà respiratoria e affaticamento diffuso, è urgente invece rivolgersi al pronto soccorso, perché potrebbe trattarsi di una flebite venosa profonda, che necessità di un tempestivo intervento per scongiurare conseguenze gravi.

Anche se si ha già sofferto di flebite in passato i sintomi non vanno mai sottovalutati, perché purtroppo incorrere in una recidiva è piuttosto frequente.

La diagnosi va effettuata sempre da un medico che, oltre che avvalersi dell’anamnesi e dell’esame obiettivo, può approfondire l’esame della situazione clinica con una ecografia o una tac.

La cura della flebite

La cura più comune è farmacologica, molto meno frequentemente è chirurgica. Gli anticoagulanti devono essere prescritti esclusivamente dal medico a seguito della diagnosi, mentre altri farmaci antinfiammatori di automedicazione, come l’aspirina, possono ridurre il gonfiore o l’infiammazione.

In alcuni casi, in quelli meno gravi, la flebite si risolve spontaneamente nell’arco di alcune settimane di tempo.

Oltre alle cure prescritte dal medico, sono opportuni alcuni accorgimenti, come ad esempio tener sollevato l’arto colpito per aiutare la circolazione sanguigna. Esistono in commercio calze a compressione graduata che possono aiutare.

Importantissimo è poi condurre uno stile di vita sano, evitando il fumo, il sovrappeso, la sedentarietà. In caso si sia costretti a mantenere a lungo la stessa posizione, bisogna ricordarsi di alzarsi e sgranchirsi le gambe non appena è possibile, o almeno di muovere i piedi e flettere le caviglie da seduti. Anche bere molta acqua per mantenersi idratati ed evitare gli abiti troppo stretti aiuta la circolazione.

Poiché la sedentarietà è un fattore di rischio, è importante abituarsi al movimento per combattere la flebite. Non servono esercizi specifici o attività particolari: camminare molto è già un sufficiente allenamento contro la flebite.

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