Cos'è la Sindrome di Kallmann o dei "genitali sottosviluppati" di cui pare soffrisse Hitler

Ecco cos'è davvero la Sindrome di Kallmann, e che, al di là delle dicerie, poteva essere la malattia genetica di cui era affetto il dittatore tedesco Adolf Hitler

Nelle ultime settimane, è andato in onda uno dei tanti e nuovo documentario riguardante la figura di Adolf Hitler, “Hitler’s DNA: Blueprint of a Dictator”, e come spesso accade quando si parla di personalità così complesse, sembrano uscire sempre nuovi dettagli, come una malattia genetica di cui pare che Hitler soffrisse, la Sindrome di Kallmann. Nulla che abbia influito in modo determinante verso ciò che quest’uomo ha fatto, ma che senza dubbio va a integrare un quadro già complesso e che può aver contribuito a indirizzare la sua psiche e la sua visione di se stesso e del mondo circostante.

Una malattia genetica che, come riportato anche sul Manuale MSD, colpisce sia femmine che maschi (in maggior percentuale) determinando un ritardo della pubertà. Nello specifico, negli uomini si caratterizza per la scarsa produzione di due ormoni in particolare, che sono strettamente associati ai caratteri sessuali. Due gonadotropine, luteinizzante e follicolo-stimolante e che porta gli uomini che ne soffrono ad avere l’organi sessuale, in questo caso il pene e i testicoli, di dimensioni molto ridotte.

Cos’è la sindrome di Kallmann

Ma di cosa si tratta esattamente? Quando si parla di Sindrome di Kallmann, secondo quanto spiegato dai Manuali MSD, si parla di una forma di ipogonadismo secondario, un disturbo genetico che si manifesta nel momento in cui “l’ipotalamo o l’ipofisi non secernono gli ormoni che stimolano i testicoli”, (ormone luteinizzante e ormone follicolo-stimolante).

Nell’ipogonadismo primario, invece, l’attività ridotta riguarda in modo diretto i testicoli.

In linea generale, l’ipogonadismo indica una serie di condizioni per le quali esiste una produzione anomala di sperma e/o testosterone, l’ormone che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo maschile durante la fase di vita della pubertà. Una condizione che è presente sin dalla nascita, ma che può anche manifestarsi più avanti, nel corso della vita, scatenata da lesioni o infezioni.

Altra carenza riscontrabile nella sindrome di Kallmann, poi, riguarda l’olfatto, e che si manifesta con una anosmia, la totale assenza di olfatto o l’iposmia, l’olfatto ridotto.

Hitler soffriva davvero di questa malattia genetica?

Sulla figura di Hitler, nel corso degli anni, sono state dette tantissime cose, un po’ per cercare una spiegazione più profonda per capire le sue azioni, un po’ perché, come spesso accade, si dicono sempre tante cose, soprattutto verso chi è molto noto, a prescindere dai motivi. E su di lui non è nuova la teoria che avesse un micropene, una diceria nata in associazione alla sua ascesa al potere e supportata dalla sua difficoltà a relazionarsi con le donne.

Una diceria che operò oggi sembra trovare una parziale conferma, in seguito a uno studio eseguito da un sequenziamento del DNA avuta da una traccia di sangue post suicidio del Führer, prelevata da un pezzetto di tessuto del divano insanguinato nel maggio 1945, dal colonnello Roswell P. Rosengren, assistente stampa del generale americano Eisenhower.

Uno studio che ha portato alla scoperta della presenza della Sindrome di Kallmann.

Quello che è emerso dal documentario “Hitler’s DNA: Blueprint of a Dictator”, quindi, mette in luce il fatto che Hitler avesse una malattia genetica, ma questo non significa necessariamente che la dimensione del suo pene fosse ridotta come potrebbe risultare dalla Sindrome di Kallmann.

Cosa è emerso dall’indagine genetica

Di certo, poiché risultante da alcuni documenti storici, c’è che Hitler avesse un testicolo non disceso e una forma di ipospadia, ovvero una malformazione congenita del pene, in cui il meato uretrale (si tratta dell’apertura attraverso cui passa l’urina) non si trova nella sua normale posizione, all’apice del glande, ma è posta in corrispondenza di una parte più bassa della superficie ventrale del pene.  Una condizione che nasce a causa di uno sviluppo non completo dell’uretra nel corso della gestazione. E che quindi si manifesta immediatamente alla nascita.

Due condizioni che però non sono necessariamente collegate a un pene piccolo.  E questo è stato anche confermato dalla genetista che si è occupata di questa indagine genetica, Turi King, che ha sottolineato come questi risultati dimostrano che esisteva una reale predisposizione genetica ad avere determinate condizioni fisiche, anche se non si tratta di avere o meno una conferma sul presunto (e anche molto chiacchierato) micropene di Hitler.

Una scoperta che non aggiunge o toglie nulla alla terribile storia passata, ma che mette in luce un nuovo aspetto del dittatore tedesco, che alimenta l’idea che alla base della totale dedizione alla sua terribile ideologia ci fossero diversi complessi legati anche al suo aspetto fisico e alla sua vita privata. E che, come anche affermato dalla stessa Dottoressa e genetista Turi King, “Se Adolf Hitler avesse dato un’occhiata al suo Dna si sarebbe fatto mandare pure lui nei lager”.

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