
Autosabotaggio: cos'è e come superarlo
Quali sono cause e sintomi e come uscirne: l'autosabotaggio può capitare nelle nostre vite, influenzando l'esistenza quotidiana e gli obiettivi a lungo termine

Quali sono cause e sintomi e come uscirne: l'autosabotaggio può capitare nelle nostre vite, influenzando l'esistenza quotidiana e gli obiettivi a lungo termine

Partiamo innanzitutto dal significato di autosabotaggio in psicologia. Questo fenomeno indica l’insieme di comportamenti, pensieri e atteggiamenti (spesso inconsapevoli) che frenano o allontanano il raggiungimento dei propri obiettivi, minando il successo, il benessere o la crescita personale. Si verifica quando una parte di sé desidera un determinato risultato, ma un’altra parte mettere in atto strategie per evitarlo.
Non è detto che i sintomi dell’autosabotaggio si manifestino nell’immediato o contemporaneamente. Non è neanche semplice identificarli chiaramente, perché spesso si tratta di atteggiamenti inconsapevoli e che passano inosservati al radar della nostra coscienza. Come spiegato su PsychologyToday, questo fenomeno può però manifestarsi con:
Mentre le manifestazioni dell’autosabotaggio sono facilmente visibili nei nostri comportamenti quotidiani, le sue origini affondano le radici in dinamiche psicologiche più profonde e spesso inconsapevoli. Comprendere cosa si cela dietro queste condotte è fondamentale: non si tratta di semplice pigrizia o mancanza di volontà, ma di sofisticati meccanismi di difesa che la nostra mente attiva per proteggerci da vulnerabilità, paure e cambiamenti percepiti come minacciosi.

Com’è facile immaginare, l’autosabotaggio è un fenomeno che può manifestarsi in qualsiasi ambito della vita, dalla sfera professionale alle relazioni. Per comprendere meglio come agisce nel quotidiano, ecco una serie di esempi concreti.
La situazione tipica si presenta davanti a scadenze importanti, come la consegna di un progetto o l’avvicinarsi di un esame. Si tende a procrastinare lo studio, a rimandare il momento di mettersi al lavoro in attesa dell’ispirazione “perfetta” o a perdersi in dettagli secondari, trascurando la sostanza. In alcuni casi, l’ansia da prestazione o la paura di fallire possono spingere all’uso disfunzionale di sostanze, con la falsa illusione di migliorare le proprie prestazioni o per creare un alibi preventivo in caso di insuccesso.
Nelle interazioni personali, l’autosabotaggio si concretizza spesso con forme di autoisolamento. All’interno di un gruppo di amici o colleghi, si può percepire un senso di estraneità e inadeguatezza, convincendosi di essere meno interessanti o capaci degli altri. Questa insicurezza porta a tirarsi indietro prima ancora di essere rifiutati o a fare un uso eccessivo di alcol per “sciogliersi”, innescando meccanismi di dipendenza anziché una reale apertura verso gli altri.

Anche in amore le dinamiche sabotanti sono frequenti. La mancanza di autostima e la sensazione di non meritare affetto portano a dubitare del sentimento del partner. Questo senso di insicurezza si traduce spesso in un atteggiamento ipercritico, provocazioni, silenzi punitivi o litigi per motivi futili, spinti dal timore inconscio di essere abbandonati o dalla paura di mostrare la propria vulnerabilità.
È importante chiedere l’aiuto di un professionista o una professionista, che potrebbero avviare una terapia individuale. Solitamente ci si orienta sulla terapia cognitivo-comportamentale per alleviare le distorsioni cognitive e sostituire gli schemi di pensiero, oppure sulla terapia dialettico-comportamentale per regolare gli impulsi e i problemi relazionali.
Prima o durante l’aiuto psicologico, può diventare importante documentare, analizzare e riconoscere un comportamento autosabotatorio, cercando di individuare quale possa essere la fonte di stress. Ma accanto alle terapie ci sono anche buone pratiche che possono essere abbracciate: la mindfulness, l’apprendimento della tolleranza, la coltivazione dell’autocompassione, la comprensione degli schemi relazionali a partire dall’infanzia per permettere di individuare i fattori scatenanti.
Aiuta anche porre una maggiore attenzione per i propri pensieri, la condivisione dei sentimenti, e trovare nuove fonti di relax come l’esercizio fisico o un hobby.

Vorrei vivere in un incubo di David Lynch. #betweentwoworlds
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