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Etimologia e ragioni scientifiche dell'abbiocco, il nemico della concentrazione dopo il pranzo

Cos'è l'abbiocco, e da cosa deriva quella sensazione di sonno e stanchezza che ci fa pregare per il sonnellino pomeridiano?
abbiocco

L’abbiocco è lo stato di sonnolenza che colpisce tante persone durante la giornata dopo pranzo, anche a lavoro e a scuola. A differenza di ciò che qualcuno può pensare, l’abbiocco è una situazione reale, con una spiegazione scientifica.

Solitamente si avverte maggiormente verso le 3 del pomeriggio al momento della digestione, ma si può provare stanchezza anche la mattina o più tardi nel pomeriggio. Vediamo insieme da cosa deriva questa parola, quali sono le cause ed eventuali metodi per evitare l’abbiocco pomeridiano.

Abbiocco: significato ed etimologia

Il termine “abbiocco” deriva etimologicamente dal verbo abbioccare, abbioccarsi. È una parola di origine dialettale, nata nell’Italia centrale soprattutto in Lazio e nelle Marche, che significa “diventare chioccia, covare le uova”. Inizialmente dunque il sostantivo e l’aggettivo abbioccato si riferivano all’essere accovacciati o accoccolati, e solo successivamente il significato si è esteso anche all’idea del sonno e della stanchezza.

Secondo il dizionario Treccani, nella lingua scritta il termine è comparso come verbo nel XIX secolo, ma solo dalla metà del ‘900 ha iniziato ad essere utilizzato con l’accezione moderna di torpore. In particolare oggi il termine vale in forma transitiva come stancare, buttare giù, ma viene utilizzato soprattutto nella forma intransitiva per intendere assopirsi, essere vinti dal sonno.

L’abbiocco sul posto di lavoro o a scuola: cause

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Fonte: iStock

L’abbiocco ha origini scientifiche, e ha a che fare con il ritmo circadiano e l’omeostasi del sonno. Sembrano parole difficili, ma fanno riferimento sostanzialmente a un ciclo naturale con cui il corpo equilibra le ore di sonno. Più precisamente, il ritmo circadiano è definito come un orologio biologico che regola alcuni processi fisiologici, tra cui gli ormoni, la temperatura, e appunto il sonno e la veglia, mentre l’omeostasi si occupa di trovare il giusto bilanciamento tra le ore di riposo e di attività.

Lo studio sul ritmo circadiano dà anche la spiegazione al perché l’abbiocco si avverta soprattutto tra le 14 e le 15 del pomeriggio. Queste ore si trovano infatti al picco opposto rispetto alle 2 e 3 di notte, le ore in cui il ciclo circadiano e il sonno sono al massimo. Di conseguenza, l’omeostasi del sonno sente la necessità di dormire.

L’abbiocco può avere altre cause, o essere intensificato da altri fattori quali:

  • disturbi o irregolarità del sonno, come in situazioni di particolare stress, o ritmi di vita che fanno dormire poco;
  • sbalzi ormonali dovuti a condizioni fisiologiche o per esempio al cambio di stagione, che altera la produzione di melatonina, l’ormone del sonno;
  • assunzione di farmaci, di sostanze eccitanti come la caffeina, di alcol e droga.

Esistono anche casi in cui il senso di stanchezza e sonnolenza è causato da vere e proprie patologie. Si tratta di un sintomo comune a diverse malattie, che riguardano tutto l’organismo: infettive, renali, neurologiche, cardiache, e molto altro (una di queste è la narcolessia). Se il sonno non passa e rischia di compromettere in modo serio le attività quotidiane, è bene rivolgersi a un medico per escludere un disturbo più grave.

Le cause dell’abbiocco post pranzo

Abbiamo detto che l’abbiocco si manifesta nella maggior parte dei casi dopo pranzo. Ad accompagnare il senso di sazietà infatti, nelle ore che seguono il pasto ritroviamo quella sensazione di sonnolenza che ci invita ad abbandonarci al riposo, invece che stare attivi e concentrati sul lavoro. La causa dell’abbiocco post pranzo, oltre che al ritmo circadiano, è da ricercare nella dieta e in particolari cibi che danno stanchezza.

L’eccesso di glicemia che deriva dopo aver mangiato è dovuta non solo a pasti eccessivi, ma anche a un pranzo ricco di carboidrati. Secondo gli studi, ciò che aiuta a mantenere il cervello attivo e concentrato sono soprattutto le proteine. Di conseguenza, un pasto che contiene un buon apporto di zuccheri e carboidrati, rallenta in modo notevole la digestione, e fa salire la glicemia che causa il senso di pesantezza e assopimento tipici dell’abbiocco.

Come prevenire ed evitare l’abbiocco

L’abbiocco, se non si ha modo di riposare nel pomeriggio, può diventare un vero e proprio nemico della concentrazione. Per fortuna esistono dei metodi efficaci per prevenirlo o limitarlo in ufficio e a scuola.

  • Dormire bene di notte. Come abbiamo visto, il nostro organismo contiene un orologio autoregolatore, e ha bisogno della giusta quantità di ore di sonno per poter funzionare al meglio da sveglio.
  • Mangiare correttamente a pranzo: prediligere proteine e carboidrati complessi, cibi che danno energia e aiutano la concentrazione come verdure, cereali integrali, proteine magre.
  • Non mangiare troppo a pranzo, per evitare il senso di pesantezza e l’aumento del senso di abbiocco. È fondamentale anche non saltare il pranzo, e non far passare troppe ore senza mangiare, al massimo facendo spuntini sani durante la mattinata.
  • Muoversi e passeggiare prima di tornare a lavoro, meglio se all’aria aperta. Grazie al movimento e a una boccata di ossigeno, il corpo e la mente si riattivano in modo naturale, e si rischia meno di crollare per il sonno. Meglio evitare l’attività fisica invece prima di coricarsi la sera, perché ha un’azione eccitante.
  • Non bere il caffè o altre sostanze eccitanti prima di dormire: si dorme male e si ha più sonno il giorno dopo. È consigliato evitare il caffè anche dopo pranzo, perché a lungo andare le sue proprietà energetiche decrescono, un po’ come succede con l’assuefazione ai medicinali.
  • Bere molta acqua: l’idratazione aiuta la mente a lavorare meglio.
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