La terapia ormonale sostitutiva viene applicata a molte donne in menopausa, ma non sempre tutte ricevono un’informazione corretta in merito.

Secondo un rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità dal titolo Conoscenza, atteggiamenti e comportamenti su menopausa e terapia ormonale, che ha coinvolto campioni di donne di età compresa tra 45 e 60 anni residenti in Lombardia, Lazio, Toscana e Sicilia, è emerso che sebbene la menopausa sia una buona esperienza per un terzo delle donne, solo il 34% ha ricevuto informazioni sulla terapia ormonale e il 31% sulle alternative di tipo fito-naturale. A essere penalizzate sono le donne con un livello più basso di istruzione.

In questo articolo parleremo quindi di terapia ormonale sostitutiva, ricordandovi un dettaglio non di poco conto: è sempre bene rivolgersi al proprio medico o al proprio ginecologo se la menopausa dovesse darvi sintomi sgradevoli. Tanto più che la terapia ormonale va prescritta dopo che è stato stimato il dosaggio in seguito a diversi esami e che quindi può differire da donna a donna.

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Terapia ormonale sostitutiva: in cosa consiste?

Terapia ormonale sostitutiva
Fonte: Pixabay

Si tratta fondamentalmente della somministrazione di ormoni sessuali “in sostituzione” di quelli che una donna non produce più perché è in menopausa. Gli ormoni somministrati, che spiega Humanitas, sono per lo più estrogeni, insieme con progesterone e altre sostanze che hanno un’azione simile, con lo scopo di proteggere l’utero.

Le donne che hanno avuto un’isterectomia potrebbero trovarsi invece ad assumere i soli estrogeni. La terapia viene somministrata sotto forma di pastiglie da prendere per bocca, creme e gel, il cosiddetto anello vaginale oppure i cerotti transdermici.

La terapia ormonale – spiega sul sito della Fondazione Veronesi Marco Gambacciani, ginecologo e responsabile del Centro Menopausa dell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana – è uno degli strumenti per gestire la menopausa. È una prescrizione complessa, che richiede visita, pap test, ecografia, poi almeno mezz’ora di colloquio per capire i bisogni della donna e spiegare gli effetti collaterali, chiarire i possibili dubbi. La scelta dei farmaci dipende dall’età, dalla salute e dallo stile di vita della donna. Il 25-30% delle donne non ha bisogno di nulla. Chi segue una terapia ormonale deve sottoporsi a visita ed esami ogni anno.

Terapia ormonale sostitutiva e menopausa

L’effetto principale della terapia ormonale è quella di ridurre gli effetti della menopausa, come vampate, sbalzi di umore, insonnia, tachicardia, secchezza vaginale, depressione e osteoporosi. Naturalmente non tutte le donne in menopausa presentano questi sintomi e, va da sé, la terapia ormonale sostitutiva non viene somministrata a tutte le donne in questa particolare fase della vita.

Come abbiamo già accennato, questa terapia deve essere prescritta e viene effettuata su donne in menopausa precoce o che abbiano assistito a una riduzione della qualità della loro vita in seguito all’arrivo della menopausa.

Terapia ormonale sostitutiva e menopausa precoce

Terapia ormonale sostitutiva
Fonte: Pixabay

La menopausa precoce arriva a un’età precedente a quella stimata di solito per questa fase della vita. Questo significa che una donna in menopausa precoce potrebbe aver più bisogno di altre di consigli, aiuto e terapie. Come abbiamo detto prima tuttavia non vale per tutte: la medicina cerca a volte di prevenire una necessità, in modo da avere la risposta giusta al momento giusto alla domanda di una persona che sta soffrendo.

Terapia ormonale sostitutiva: effetti collaterali

In passato si temeva che la terapia ormonale sostitutiva costituisse un fattore di incidenza per il tumore al seno, ma oggi i medici sono divisi su questo punto. La terapia non può essere effettuata se il tumore mammario lo si abbia già avuto o se in passato c’è stata una malattia trombotica.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, tra le controindicazioni ci sono anche problemi alla coagulazione del sangue (come l’emofilia per esempio), la pressione sanguigna alta, le malattie croniche del fegato. E non mancano gli effetti collaterali indesiderati. Tra essi si annoverano: gonfiore, sensibilità al seno, nausea, crampi muscolari, emicranie e mal di testa, sbalzi d’umore, difficoltà a digerire, perdite vaginali di sangue.

Articolo originale pubblicato il 18 Marzo 2020

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