Sober Curious: la filosofia poco o niente alcol per la chiarezza mentale

Migliorare il proprio benessere fisico e mentale diventando più consapevoli del proprio rapporto con l'alcol. Il movimento dei sober curious ci invita proprio a questo e ci spiega perché farlo

I nostri nonni o papà ce lo dicono da sempre, un bicchiere di vino a pasto non può fare altro che bene. E se da un lato la cultura popolare ci insegna che un goccio di alcol non può causare alcun male, dall’altro l’abuso e il consumo smodato di bevande alcoliche o di super-acolici ha contaminato questa stessa società, a partire già dai giovanissimi. Ma ecco che appare un movimento che vuole porre maggior consapevolezza al consumo di alcol, quello dei Sober Curious.

Cos’è il trend sober curious e come si sviluppa

Una vera e propria tendenza partita tra i millennials e la Gen Z, che va a riformulare la concezione del bere, dimostrando come il limitare il consumo di bevande alcoliche non sia solo una buona cosa per la salute fisica e mentale, ma sia una necessità e un bisogno imprescindibile.

Ma in cosa consiste il trend Sober Curious? La sperimentazione della sobrietà, nulla di nuovo per chi è astemio, ma una svolta di vita per chi è abituato a consumare alcol, dalla birra con gli amici e al consumo di drink e bevande alcoliche come abitudine giornaliera. Una riduzione o l’annullamento totale dell’alcol dalla propria vita, un movimento che punta al benessere sociale in cui, per motivi legati alla salute mentale e fisica, si incoraggiano le persone a diventare più consapevoli della propria relazione con l’alcol e dei vari benefici che si possono ottenere astenendosi dal suo consumo.

Chi si approccia a questo trend, quindi, i sober curious, non diventano astemi totali, anche se questa rimane comunque una possibilità, ma piuttosto imparano a vivere il proprio rapporto con l’alcol in modo più consapevole, riflettendo sul come e sul perché si beve, così come sul quanto, andando a ridurre e a scegliere con maggior intenzione e coscienza quando e se farlo.

Cosa significa essere sober curious

Un movimento che quindi punta a scardinare la dipendenza o l’essere in balia dell’alcol, ma a diventare realmente padroni della propria scelta di bere o non bere, al di là delle abitudini, delle costruzioni mentali, della società, ecc.

Un termine che è stato coniato dalla scrittrice britannica Ruby Warrington, autrice del libro Sober Curious (2018), e che significa proprio riflettete in modo consapevole sulla scelta o meno di bere alcol. Essere Sober Curious, quindi, significa decidere di mettere in discussione le proprie abitudini legate al consumo di alcol. Ma perché “curious”? Perché implicito nel concetto dei sober curious c’è la curiosità di scoprire come la propria vita potrebbe migliorare a 360° senza la presenza dell’alcol.

I benefici dell’essere sobrio

I benefici della mancanza di alcol nella propria vita, infatti, sono tanti, sia a livello fisico che menatale. Nel primo caso, per esempio, moltissimi studi dimostrano come il consumo eccessivo di alcol sia collegato a oltre 200 malattie e disturbi fisici, tra cui patologie cardiovascolari, problemi epatici, l’aumento del rischio di cancro e la compromissione del sistema immunitario in generale.

A livello mentale, invece, evitare di consumare alcol o ridurne notevolmente l’assunzione, porta a:

  • un miglioramento del sonno, poiché l’alcol va a interferire nella fase REM del sonno, peggiorando il risposo reale di chi dorme;
  • un miglioramento a livello di energia, di lucidità mentale, della concentrazione e della produttività;
  • una netta riduzione degli stati di ansia e depressione, oltre che una maggior regolamentazione degli sbalzi di umore.

La sobrietà come strumento per una piena capacità di scelta e di cura di sè

Un concetto che si allinea molto bene al “mindful drinking”, ovvero al bere responsabilmente, scegliendo con consapevolezza come, quando e se farlo, ma anche in virtù del proprio benessere fisico e mentale e della cura di sé.

Un modo concreto per ripensare al proprio stile di vita, scardinando il concetto ormai normalizzato del “bere sociale” per diventare consapevoli di quanto il bere sia più un atto automatico che una scelta, riappropriandosi della possibilità e del diritto di poter decidere di non farlo.

Un trend che invita a prendersi il tempo per riflettere sul proprio rapporto con l’alcol, sulle abitudini e sui motivi che spingono a bere, sulle sensazioni fisiche e mentali che si provano e sui vari cambiamenti che avvengono dentro e fuori di noi. Un passo verso una più piena consapevolezza di sé e verso un approccio più sano anche a questo aspetto della vita.

La discussione continua nel gruppo privato!
Seguici anche su Google News!