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Pillola: il controllo delle nascite aumenta davvero il rischio di tumore al seno?

Secondo una ricerca di un team di scienziati danesi, l'uso della pillola contraccettiva o della spirale potrebbe aumentare il rischio di tumore al seno

Le donne che assumono la pillola contraccettiva o dispositivi che rilasciano ormoni, come la spirale medicata, sarebbero soggette a un rischio maggiore di sviluppare un tumore al seno. L’allarme arriva dall’Università di Copenaghen, in Danimarca, e sta creando non poche preoccupazioni nel mondo della medicina. A coordinare il team di scienziati danesi che ha svolto lo studio è stata Lina Morch, del Copenhagen University Hospital.

La ricerca, pubblicata sul New England Journal of Medicine, ha preso in esame 1,8 milioni di donne danesi di età compresa tra i 15 e i 49 anni, monitorandole per quasi 11 anni. Gli esperti hanno incrociato i dati relativi all’eventuale utilizzo della pillola con diagnosi di tumore al seno e altri potenziali fattori di rischio. Le donne che attualmente usano o hanno usato di recente la contraccezione ormonale correrebbero un rischio più elevato del 20% di sviluppare un tumore del seno.

Secondo lo studio, l’aumento del rischio di tumore al seno variava con l’età e a seconda di quanto tempo le donne assumevano i contraccettivi, comprese pillole, cerotti, anelli vaginali, impianti solo con progestinici e farmaci per via iniettabile. Il rischio era del 9% più alto se questi farmaci venivano usati per un periodo inferiore a un anno e addirittura del 38% in più per chi li usava per oltre 10 anni.

Per quanto riguarda i contraccettivi già in commercio da tempo non si tratta di una novità, dato che era già noto il rischio legato al loro utilizzo. I ricercatori speravano però di non trovare un collegamento tra il tumore al seno e i farmaci di ultima generazione. “Le donne che hanno usato i contraccettivi ormonali per più di cinque anni hanno un aumento del rischio, anche dopo cinque anni dall’interruzione del trattamento”, ha spiegato la Morch, a capo della ricerca. “Non bisogna farsi prendere dal panico da questi risultati. Non vogliamo che le donne abbandonino la contraccezione senza avere alternative”.

Nel valutare i pro e i contro di questo metodo di contraccezione, però, non ci si può limitare al tumore. La pillola ha effetti protettivi nei confronti di altre malattie. Ad esempio, riduce l’anemia legata ai sanguinamenti eccessivi durante le mestruazioni, l’acne, le cisti ovariche e l’osteoporosi. La pillola è anche il metodo contraccettivo più sicuro in assoluto, con un tasso di fallimento inferiore all’1 per cento, e consente alle donne di vivere serenamente la loro vita sessuale.

Non mancano però nemmeno gli effetti negativi verso altre patologie, come malattie tromboemboliche e cardiovascolari. Inoltre, i contraccettivi orali sono già stati associati in alcuni studi a forme benigne di tumori epatici che raramente si trasformano i tumori maligni. Per tutte queste ragioni, le donne che hanno familiarità con il tumore al seno o per altri tipi di tumori dovrebbero discutere la scelta anticoncezionale con un medico esperto, come ad esempio un ginecologo con competenze in oncologia.

I risultati dello studio sono quindi importanti, ma è opportuno non fare allarmismi. Ad esempio, 1 caso su 5 di tumore al seno potrebbe essere prevenuto con un corretto stile di vita, ovvero con una dieta equilibrata, una costante attività fisica e il controllo del peso corporeo. Per quanto riguarda i rischi di tipo ereditario, è poi necessario suggerire alle donne che fanno uso della pillola anticoncezionale di sottoporsi regolarmente a visite di controllo, ecografia e mammografia.