Ci sono almeno 34 sintomi di perimenopausa, ma nessuno ce ne parla

La perimenopausa è un periodo della vita femminile tanto importante quanto, purtroppo, sconosciuto e sottovalutato: ecco alcuni sintomi che è bene le donna conoscano per vivere al meglio questa nuova fase che accompagna alla menopausa.

La menopausa è un periodo fondamentale della vita della donna, da sempre sottovalutato e guardato con un’aura di negatività e sospetto, che, però, fortunatamente, negli ultimi anni sta ottenendo a fatica l’attenzione che merita e la giusta dignità.

Non si può dire lo stesso del periodo che la precede, la perimenopausa, tecnicamente quel periodo di transizione della vita femminile il cui inizio e durata variano da donna a donna e che termina dopo 12 mesi consecutivi di assenza di ciclo mestruale, dando appunto inizio alla menopausa vera e propria. Si tratta di un argomento poco conosciuto dalle donne e indagato dalla stessa letteratura scientifica ma di fondamentale importanza perché rappresenta una fase centrale della vita femminile, caratterizzata da cambiamenti e specifiche caratteristiche, di cui le donne dovrebbero essere consapevoli per viverla al meglio sia da un punto di vista fisico che psicologico.

Come abbiamo detto, età e durata non sono standard ma variano da donna a donna, come del resto succede per la menopausa. Un ruolo importante in questo caso è giocato dall’ereditarietà, ma si può dire che la forbice è compresa indicativamente tra i 45 anni e i 55 anni e la sua durata è in media di 4 anni, anche se in alcuni casi può essere solo di pochi mesi o prolungarsi anche fino a 14 anni.

Ma perché questa fase femminile è così poco esplorata? E quali sono i sintomi che la caratterizzano e di cui donne e specialisti dovrebbero essere a conoscenza? Proviamo a spiegarlo di seguito.

Perminepausa: un periodo “sconosciuto” della vita della donna

Come dichiara al New York Times la Dottoressa Stephanie S. Faubion, direttore medico della North American Menopause Society, c’è un enorme buco in termini di educazione e conoscenza in materia di perimenopausa e menopausa, sia da parte dei medici e degli specialisti che delle stesse pazienti.

Una prima ragione della scarsa sensibilità culturale e medica sul tema della perimenopausa potrebbe derivare dal fatto che questo periodo di transizione, come abbiamo visto, presenta una manifestazione e una durata molto variabili, il che complicherebbe le cose nell’identificarlo come una fase standard universale – come invece succede ad esempio per il menarca e la stessa menopausa. Una motivazione che non può però rappresentare una giustificazione.

Un’altra causa potrebbe derivare dal fatto che i sintomi di cui si caratterizza questa fase sono eterogenei e includono diverse aree della salute, non solo quella ginecologica, pertanto lo studio e l’analisi della perimenopausa – e della menopausa – sarebbe un argomento maggiormente di competenza di uno specialista di medicina interna o appartenente al regno della medicina di famiglia, proprio per l’eterogeneità delle aree mediche che interessa. Sappiamo infatti che molti dei sintomi riguardano problemi di tipo articolare, rischi per il cuore, cambiamenti di peso, stati di ansia e problemi di concentrazione – giusto per citarne alcuni. Ma al momento, i programmi previsti per la formazione degli specialisti in medicina interna e nella medicina di famiglia non contemplano un’adeguata e approfondita trattazione dei temi della perimenopausa e, in generale, della stessa menopausa.

Come riferisce la Dottoressa Faubion, circa il 20% degli specializzandi in medicina interna, medicina di famiglia e ginecologia che sono stati intervistati in merito, ha riferito di non aver avuto alcuna formazione sulla menopausa durante i loro studi (“hanno avuto forse una o due ore totali di formazione sulla menopausa“, riferisce Faubion), e solo il 7% di loro dichiara di sentirsi preparato a trattare le donne in menopausa.

I sintomi della perimenopausa di cui nessuno parla

Come abbiamo accennato, i sintomi della perimenopausa sono numerosi ed eterogenei, ma su di loro continua a esserci una scarsa consapevolezza e informazione da parte della medicina e dell’opinione pubblica. Una situazione in parte derivata dal fatto che per molto tempo la menopausa, e in generale questa lungo periodo che porta alla fase più matura della femminilità, sia stata considerata un tabù, oltre che un momento di minore importanza, di serie B, quasi inutile e non proficuo.

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Eppure, i cambiamenti che coinvolgono il fisico e la psicologia femminile in questo periodo che prepara il corpo alla menopausa sono tutt’altro che irrilevanti e devono pertanto essere conosciuti adeguatamente perché le donne possano trovarsi preparate ad accoglierli e a gestirli nel modo più sereno possibile e non vedersi limitate o condizionate nella vita di tutti i giorni.

Sono almeno 34 i cambiamenti a cui assistiamo in questa fase, la maggior parte dei quali è determinata da importanti cambiamenti ormonali, primo tra tutti un’oscillazione della produzione degli estrogeni, i principali ormoni sessuali femminili, che svolgono un ruolo centrale in molti processi fisiologici.

I sintomi più noti della perimenopausa

Ecco i sintomi più noti di questa fase femminile:

  • Cicli irregolari: possono infatti presentarsi periodi mestruali più corti, più lunghi, molto scarsi o al contrario con un flusso abbondante, episodi di spotting, sangue scuro e anche l’assenza di ciclo.
  • Vampate di calore  e sudorazioni notturne, le cui cause sono a oggi ancora sconosciute, ma che potrebbero dipendere da cambiamenti ormonali che influenzano l’ipotalamo, la ghiandola che regola la temperatura corporea.
  • Secchezza vaginale e perdita di libido: anche in questo caso, la causa è una diminuzione degli ormoni sessuali, soprattutto estrogeni e testosterone. In particolare l’abbassamento del livello degli estrogeni riduce l’apporto di sangue alla vagina, provocando secchezza.

I sintomi fisici della perimenopausa

Oltre a quelli che abbiamo appena visto, possono poi verificarsi diversi sintomi, più o meno importanti, che riguardano il fisico. Eccoli nel dettaglio.

  • Perdita di capelli, unghie fragili e pelle secca: la diminuzione degli estrogeni provoca un calo di produzione del collagene, dell’elastina e della cheratina, fondamentali per garantire la salute generale di unghie e pelle, inoltre, insieme all’abbassamento del livello di progesterone, contribuisce a rendere i capelli meno forti e resistenti, facilitandone la caduta.
  • Parestesia, o formicolio, alle estremità, soprattutto a braccia e gambe, e scosse elettriche, che spesso segnalano l’inizio di una vampata di calore.
  • Vertigini, che possono essere dovute a stanchezza o ansia, ma anche a un aumento della pressione sanguigna, un sintomo ben più grave, che merita di essere sottoposto all’attenzione del proprio medico.
  • Stanchezza e problemi di insonnia.
  • Gonfiore e aumento di peso (soprattutto localizzato a livello della pancia).
  • Incontinenza da sforzo: con gli anni si può assistere a un indebolimento dei muscoli del pavimento pelvico, questo può causare nelle donne più mature perdita di urina, soprattutto se sottoposto a sforzi, o quando ridono, tossiscono o starnutiscono.
  • L’insorgere di allergie alimentari o respiratorie, a causa di una risposta eccessiva del proprio sistema immunitario,  e cambiamento nell’odore del corpo, anche in questo caso dettati da cambiamenti ormonali e dall’aumento della sudorazione per via delle vampate di calore.
  • Bruciore in bocca, per via, nuovamente, dalla diminuzione degli estrogeni in circolazione
  • Mal di testa ed emicranie dovuti alla fluttuazione degli ormoni.
  • Problemi digestivi.
  • Tensione muscolare: con i bassi livelli di estrogeni e un aumento del cortisone, o ormone dello stress, i muscoli tendono a stancarsi e a tendersi con maggiore facilità.
  • Dolore al seno e tensione mammaria.
  • Osteoporosi e dolore alle articolazioni, a causa dell’invecchiamento e della perdita di massa muscolare, oltre alla diminuzione degli estrogeni.
  • Problemi alle gengive: legato al punto precedente, poiché la perdita ossea che caratterizza anche l’osso mascellare può portare alla retrazione delle gengive e a una più facile comparsa di carie.
  • Battito cardiaco irregolare con possibili aritmie cardiache e un aumento della frequenza cardiaca e delle palpitazioni.
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I sintomi mentali e psicologici della perimenopausa

Anche in questo caso è soprattutto la diminuzione degli estrogeni, a influenzare i cambiamenti mentali. Questo succede perché gli estrogeni hanno un ruolo centrale nella regolazione di neuro-ormoni – tra cui serotonina, noradrenalina e dopamina – che aiutano a stabilizzare l’umore. Ecco i cambiamenti più frequenti in questo ambito:

  • Sbalzi d’umore e irritabilità.
  • Ansia, attacchi di panico e depressione. Possono presentarsi come episodi sporadici o non gravi, ma è bene consultare il medico per poterli affrontare in maniera adeguata e gestirli nel migliore dei modi.
  • Nebbia cerebrale e difficoltà di concentrazione: gli estrogeni contribuiscono anche a sostenere il funzionamento cognitivo, pertanto una loro diminuzione può impattare sulla capacità di attenzione e le donne in questa fase della loro vita possono avvertire una sensazione di confusione e minore lucidità.
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