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Overthinking: i rischi di chi ha troppi pensieri e 7 modi per non pensare troppo

Ci sono dei momenti in cui la testa inizia a pensare, e dai pensieri nascono nuovi pensieri. Ma pensare troppo non fa bene, ed è il caso del cosiddetto "overthinking". Vediamo cos'è e come liberarsene per stare meglio.
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Pensare ai problemi può aiutare a trovarne la causa, a individuare una soluzione e a imparare dai propri errori, ma bisogna fare attenzione. L’overthinking è la tendenza a pensare troppo e incessantemente a qualcosa che dà preoccupazione, rimuginando su come e perché si è arrivati a quel punto, ma senza riflettere su un problem solving.

Si tratta di un comportamento diffuso specialmente tra le donne, e che si manifesta soprattutto nei momenti di pausa dalle attività quotidiane, quando si ha tempo di iniziare a pensare. L’essere umano ha il dono del pensiero, ma se non riesce a controllarlo, può cadere vittima dell’overthinking, che porta a conseguenze non piacevoli. Vediamo perché pensare troppo fa male, e come fare per liberarsi di questa fastidiosa abitudine.

Overthinking: cos’è?

L’overthinking, termine inglese che significa “pensare troppo, rimuginare”, è la tendenza a ripensare a qualcosa che preoccupa, un problema o un fattore di sofferenza, come la fine di una relazione o altro, in maniera ossessiva. La nostra mente è dotata di pensiero critico, cosa molto utile a riflettere sulle situazioni per comprenderne l’origine ma soprattutto la soluzione. Purtroppo c’è chi non riesce a fermare la mente, arrivando così a provare stati di ansia e sofferenza.

La rumination, ossia l’atto di rimuginare sulle cose passate, è stata argomento di studio di Susan Nolen-Hoeksema, Capo del Dipartimento di Psicologia presso l’Università di Yale. Nelle sue ricerche Nolen-Hoeksema cercava la correlazione tra overthinking e depressione. Nel testo The role of rumination in depressive disorders and mixed anxiety/depressive symptoms definisce l’overthinking come

la tendenza a rispondere a un disagio focalizzandosi sulle cause e sulle conseguenze dei propri problemi, senza intraprendere nessuna azione di problem-solving concreto.

Dagli studi sembra anche che la tendenza a rimuginare sia più diffusa tra le donne, che hanno un diverso modo di vivere le proprie emozioni. Gli uomini sembrerebbero infatti più propensi all’azione, riuscendo in questo modo a smettere di riflettere e agire per cercare una soluzione, anche se non necessariamente quella giusta.

Overthinking: rischi e conseguenze

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Fonte: Web

Riflettere sulle situazioni, specialmente quelle spiacevoli o preoccupanti, serve a comprendere meglio le cause, e di conseguenza le nostre scelte giuste o sbagliate e lo stato d’animo. Tuttavia, pensare solamente alle cause e alle conseguenze delle nostre azioni non ci porta a trovare una soluzione. Questo fa sì che continuiamo a ripetere non solo a noi stessi, ma anche agli altri, la stessa cosa, provocando ansia e e concentrandoci su ciò che ci fa stare male invece di risolverlo.

Secondo Susan Nolen-Hoeksema l’overthinking porta a diversi disturbi emotivi e psicologici. A partire da forte stress, con tutte le conseguenze che comporta per l’organismo, e stati di ansia gravi che possono portare anche alla depressione e ad abuso di alcol e sostanze nocive. Sembrano correlati anche casi di bulimia e disturbi dell’alimentazione, legati all’ansia di non avere il controllo sul proprio corpo e sulla propria vita. Non riuscire a spegnere la mente causa anche notti insonni, che determinano a loro volta conseguenze spiacevoli come spossatezza, mancanza di concentrazione e produttività.

7 modi per liberarsi dell’overthinking

La cosa positiva dell’overthinking è che, se si riconosce di essere vittime di questo problema, si può fare qualcosa per liberarsene. Si può trattare di qualsiasi genere di pensieri, dalla fine di una relazione affettiva, a una scadenza di lavoro, a situazioni burocratiche o legali che causano preoccupazione. Si tratta infatti di una condizione della mente, che si può evitare adottando alcuni atteggiamenti e comportamenti salutari.

1. Trovare il lato positivo delle cose

Continuare a rimuginare porta anche a continue lamentele, sul presente e sul passato, che non giovano a nessuno. Essere grati per ogni giorno che la vita ci regala aiuta a trovare il lato positivo delle cose. Certo, questo non farà sparire i problemi, ma aiuta a metterli nella giusta prospettiva e a capire che non serve a nulla continuare a pensare per farsi del male.

2. Lasciare il controllo

Chi soffre di overthinking è solitamente una persona a cui piace avere il controllo. Il suo problema principale è proprio la volontà e l’illusione di sapere tutto e poter prevedere le conseguenze delle proprie azioni. La realtà è che niente è prevedibile al 100% e non si possono controllare gli eventi. Di conseguenza, riuscire ad abbandonare il controllo e la ricerca della perfezione aiuta molto a non concentrarsi su ciò che si è sbagliato, ma a trovare piuttosto una soluzione.

3. Non criticarsi troppo

Fare errori e prendere decisioni che portano a un problema porta all’autocritica. Si crea così un circolo vizioso: inizialmente ci si arrabbia con se stessi perché ci si incolpa di essere arrivati a un punto difficile. Poi perché si rimane chiusi nell’overthinking senza riuscire ad uscirne. Tutto ciò non è sano, e non porta a nulla di buono: è importante sapersi perdonare e smettere di criticarsi, pensando invece alle proprie qualità e al problem solving.

4. Pensare al presente

Ciò che fa rimuginare sulle cose spesso è ripensare al passato e cercare di prevedere il futuro, pensando alle conseguenze possibili. Per riuscire a liberarsi dell’overthinking è meglio invece concentrarsi sul presente, su ciò che accade ora. Questo aiuta a non viaggiare nel tempo con i pensieri e a riflettere solamente su cosa poter fare per cambiare la situazione attuale.

5. Fare una pausa

I problemi e le preoccupazioni quotidiane sono la principale causa di overthinking. È consigliato allora prendersi ogni tanto una pausa, specialmente quando si sentono i pensieri arrovellarsi nella mente. Una pausa da qualsiasi cosa, non solo da ciò che crea l’ansia. Non serve fuggire lontano, basta prendersi qualche ora quando possibile, e dedicarla a se stessi con un passatempo o uno svago.

6. Distrarsi

Simile al punto precedente, l’importante per fuggire dalla propria mente è occuparla in altri pensieri, che possono essere cose astratte ma che danno certezza, oppure occupazioni pratiche e immediate. In questo modo troviamo una buona distrazione per bloccare il flusso di pensieri ansiosi e trasferirli altrove.

7. Scrivere i propri pensieri

Un altro modo per ridimensionare i propri pensieri è trascriverli su un foglio: vederli scritti nero su bianco aiuta a guardare i problemi da un’altra prospettiva e a visualizzare meglio un’eventuale soluzione.

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