Quando si entra in qualsiasi supermercato a fare la spesa il reparto che attira subito l’attenzione, soprattutto quella dei bambini, è quello delle bibite. Il motivo è semplice, montagne di bottiglie di tutte le forme e di tutti i colori creano murales accattivanti che riempiono gli occhi e le papille gustative di qualcosa che il nostro cervello elabora come “buono” e “dolce”, anche se in realtà di buono non c’è molto e di dolce c’è fin troppo.

Per non parlare d’estate, quando di bibite ghiacciate non ne faremmo mai a meno. Tuttavia, proprio come con piatti quali prosciutto e melone, dovremmo stare attente all’uso di questi alimenti.

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Ci sono 10 i validi motivi per non farsi attrarre dai colori e dalle forme di queste bibite gassate riportati dal blog Fooducate.com, il quale si premura di fornire un sistema di classificazione dei cibi in commercio sviluppato da scienziati, dietisti e genitori attraverso un algoritmo scientifico basato sui valori nutrizionali e sulla lista degli ingredienti.

Ecco i 10 validi motivi per dire basta alle bibite gassate o quantomeno per ridurne il consumo:

1. Fanno ingrassare velocemente

Fonte: pixabay.com/it

 

Le bibite gassate sono ricche di zuccheri o dolcificanti che si vanno ad accumulare all’apporto calorico giornaliero e senza che ci si renda conto, il peso aumenta. Secondo quanto riportato dal blog Fooducate, berne una lattina al giorno può provocare un aumento di peso considerevole, rispetto a quanto avverrebbe preferendo l’acqua, il che può portare conseguenze sulla salute.

2. Ingannano il corpo

Le bibite denominate “diet” non contengono calorie, ma hanno un sapore che inganna il cervello e fanno si che il corpo rilasci insulina per assorbire gli zuccheri che il corpo, però, non riceverà mai, incrementando così le cellule adipose.

3. Dolcificanti artificiali

Fonte: pixabay.com/it

 

I dolcificanti usati per rendere appetibili e piacevoli queste bibite sono risultati cancerogeni in diversi studi. Lo stesso zucchero raffinato dovrebbe essere considerato come una vera e propria sostanza nociva per l’organismo.

4. Aumentano il rischio diabete

Gli studi effettuati dal Center For Science in the Public Interest hanno dimostrato un legame tra consumo di bibite e diabete di tipo 2. L’elevata quantità di zucchero nelle bevande analcoliche aumenta quindi le probabilità di diabete.

5. Rovinano i denti

Fonte: pixabay.com/it

 

Ancora peggio di bere la bibita è sorseggiarla. Lo zucchero si deposita sui denti insieme all’acido fosforico, all’acido malico e/o l’acido citrico. Questi composti danneggiano lo smalto dei denti favorendo la comparsa delle carie.

6. Risparmio economico

Le bibite gassate costano molto rispetto all’acqua. Smettere di acquistarle rappresenterebbe un vero e proprio guadagno sia per il portafogli che per la salute.

7. Coloranti artificiali

Fonte: pixabay.com/it

 

Alcune bibite gassate contengono coloranti come la tartrazina, che si sospettano provocare iperattività nei bambini.

8. Danneggiano le papille gustative

Il gusto delle bevande gassate altera le papille gustative a tal punto che quando si gusta un pranzo fatto in casa e cucinato alla perfezione, non si riesce a gustare appieno i sapori che vengono alterati dagli acidi e dallo zucchero.

Diminuendo le quantità di zucchero raffinato consumato giornalmente, e di bevande eccessivamente dolci, si ricomincerà ad apprezzare il reale sapore degli alimenti più salutari.

9. Danneggiano l’ambiente

Fonte: pixabay.com/it

 

Le lattine e le bottigliette di plastica stanno sommergendo la Terra, il riciclaggio non è ancora in grado di sopperire alla stragrande maggioranza di questi rifiuti. L’unica soluzione rimane quella di limitarne o meglio evitarne il consumo.

10. Ragioni morali

L’acqua impiegata per la produzione di bibite gassate da dove proviene? In passato, alcune delle più note multinazionali produttrici delle stesse sono state accusate di sottrarre illegalmente acqua potabile alle popolazioni povere dell’India, sfruttandone inoltre i lavoratori per la produzione, come riporta il magazine Green Me.

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