La Food and Drug Administration (FDA) statunitense avverte che le protesi mammarie più comuni, ovvero quelle riempite di soluzione fisiologica o silicone, potrebbero causare il cancro. Si tratta di casi rari, ma quelli documentati sono abbastanza gravi.

Questi tipi tumori che si sviluppano nel tessuto cicatriziale che circonda le protesi mammarie potrebbero essere carcinomi a cellule squamose, linfomi o tumori che che si originano nel sistema immunitario.

I due tipi di linfoma che sono stati associati alle protesi mammarie sono il linfoma a cellule T e il linfoma a cellule B. Questi sono tutti associati alla pelle e al sistema immunitario e non sono veri e propri tumori al seno.

Essendo localizzati in zone molto vicine al tessuto mammario, sono difficili da individuare attraverso le normali mammografie, asserisce lo studio della FDA.

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Quella che si è riscontrata fino ad oggi è solo una correlazione tra le protesi mammarie e questi tipi di tumori. Occorrono però studi più approfonditi per poter dare una risposta definitiva a quella che per il momento è solo una supposizione.

Resta il fatto che i pazienti spesso non vengono informati in modo approfondito e chiaro sui possibili rischi dell’operazione. E anche la ricerca è in ritardo. “Il problema non sembra essere la protesi mammaria in sé”, ha asserito in una intervista al Los Angeles Times John Grossman, un chirurgo estetico. “Anche se questa forma di medicina è diversa dalle altre, pensare che sia priva di rischi è sciocco”.

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Di recente è stata inoltre scoperta un tipo particolare di malattia, la malattia da impianto mammario, una condizione ancora poco studiata in cui si possono lamentare molti sintomi debilitanti. Secondo i resoconti aneddotici, questi sintomi scompaiono quasi immediatamente dopo l’espianto, ovvero la rimozione chirurgica degli impianti.

Questi problemi hanno messo sotto la lente d’ingrandimento la leggerezza con la quale molto spesso si sceglie di sottoporsi a questo tipo di interventi, anche a causa delle scarse informazioni ricevute mai medici.

Basti pensare al tanto discusso Brazilian Butt Lift, un intervento basato sull’impianto di protesi in silicone nei glutei. La procedura è stata portata in auge da persone come Kim Kardashian e Kylie Jenner, che l’hanno resa una vera e propria tendenza. Eppure numerosi studi hanno dimostrato che questi tipi di intervento sono tra i più pericolosi tra tutte le procedure cosmetiche.

Si stima che le persone che hanno perso la vita durante queste operazioni sono 2 su 60.000, il più alto tasso di mortalità di qualsiasi procedura cosmetica.

Il problema maggiore, oltre alla mancanza di informazione, è la scarsa regolamentazione in grado di impedire a persone non qualificate di eseguire procedure mediche rischiose e complesse.

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