Forse qualcuno ne avrà sentito parlare, mentre per altri potrebbe rivelarsi una piacevole novità. Parliamo del jackfruit, alimento considerato fra le più valide alternative alla carne, che vanta nomi diversi a seconda del Paese in cui lo trovate. Si può infatti chiamare jaca, in portoghese, o giaca, come viene chiamato in Italia.

Catala è invece il nome che deriva dall’hindi katahal; se i latinisti si appelleranno alla classificazione “ufficiale” botanica, Artocarpus heterophyllus, per gli anglofoni sarà semplicemente jackfruit.

Nello specifico stiamo parlando di un albero appartenente alla famiglia delle Moraceae il cui frutto può raggiungere dimensioni estremamente importanti, con un diametro fino a 40 centimetri e un peso di oltre 25 chili. La sua buccia verdognola, una volta completamente maturata, acquista un colore giallo scuro, mentre l’interno, composto da bulbi commestibili, è giallo-aranciato.

A immetterlo per prima sul mercato, e a farne un nuovo alimento, è stata l’azienda Upton’s Natural, con sede a Chicago. “Fino a questo momento il jackfruit era venduto solo in Asia – ha spiegato al Chicago Tribune Sidney Siegel, direttore commerciale dell’azienda – ma ora il mercato di chi non può consumare soia o alimenti con il glutine, finalmente, ha il suo prodotto. Le vendite stanno andando molto bene“.

Superfood: cosa sono e cosa li rende speciali

Dove si trova il jackfruit?

A quanto pare la pianta ha origine in tempi antichissimi nelle foreste pluviali indiane, e da lì si è poi diffuso in tutto il sud-est asiatico, nella fascia atlantica del Brasile e anche in alcuni stati africani e in parte dell’Australia. Nonostante sia un frutto tropicale, recentemente ha dato prova di sapersi adattare egregiamente anche in climi subtropicali.

Anche nel nostro Paese si trova ormai nella grande distribuzione (a marchio Panela), nei negozi biologici o alimentari asiatici – in una versione dolce, sciroppata e in lattina – ma ovviamente non manca neppure il mercato online.

Il sapore del jackfruit

jackfruit
Fonte: web

Il jackfruit ha un aroma dolce e fruttato; se la polpa rappresenta un ottimo rifornimento di fibre, il sapore richiama quello dell’ananas, della mela, della banana, del mango, con un vago sentore di vaniglia.

Proprietà e benefici del jackfruit

Questo frutto è considerato un’eccellente fonte di vitamine A, B e C, ma garantisce anche una ricca riserva di ferro, potassio, magnesio e manganese. Il jackfruit si può gustare quando è ben maturo, anche se è bene ricordare che i semi, da crudi, risultano indigesti, perciò possono essere mangiati solo dopo averli bolliti o arrostiti.

Se Thailandia e Vietnam, tra i massimi produttori di jackfruit, tendono a conservarlo in fette sottili sotto sciroppo, in Indonesia se ne preparano piccole porzioni fritte, oppure si trita unendolo a ghiaccio e zucchero; in Bangladesh ne esiste una versione salata, in cui il jackfruit viene arrostito e poi condito con sale, peperoncino e altre spezie a scelta, e una gommosa, realizzata come una caramella grazie all’estratto del frutto.

Il jackfruit, in generale, può essere la base giusta per preparare zuppe, accompagnandolo magari con del curry, oppure può essere un croccante contorno, se fritto o grigliato. Spesso considerato l’alimento del futuro, ha elevate proprietà antiossidanti, e fa molto bene alla salute della pelle, degli occhi, del sistema circolatorio, del cuore e del colon, in quanto capace di prevenire alcune forme tumorali.

Essendo ricco di sali minerali e di un buon apporto calorico, il jackfruit è un alimento energizzante adatto per chi pratica sport; la sua polpa è povera di grassi e ha proprietà antiossidanti derivate dalla vitamina C, tanto che 100 grammi circa contengono un quarto della dose media giornaliera raccomandata. Anche vitamina B6 e vitamina B1, che rafforzano il sistema immunitario, sono presenti in gran quantità nel frutto.

Inoltre, la fibra alimentare di cui è composto apporta benefici contro la stipsi, mentre i semi, da consumare come spiegato, sono ricchissimi di proteine. Senza glutine, il jackfruit è ideale sia per i vegani che per i celiaci.
Unici due nei: oltre a marcire molto velocemente, ha anche un prezzo piuttosto elevato: un frutto da 7-8 chilogrammi può infatti arrivare a costare da noi fino a 100 euro, anche se all’interno del frutto possono esserci centinaia di semi edibili.

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