Quell'epidemia che ci sta facendo perdere il sonno (e i sogni) - Roba da Donne

Quell'epidemia che ci sta facendo perdere il sonno (e i sogni)

In un mondo in cui “produrre” sembra essere la cosa più importante, la perdita del sonno e dei sogni sono diventati una vera e propria malattia moderna.

Una delle tendenze maggiori della nostra epoca è quella di dare sempre più spazio ai momenti di veglia, occupando il proprio tempo in modo concreto e costruttivo. Lavoro, sport, attività di ogni genere, un mood condiviso in cui, chi produce di più vince, togliendo spazio e valore alle ore dedicate al riposo.

Ma è davvero la scelta migliore? Secondo Rubin Naiman, psicologo dell’University of Arizona negli Stati Uniti, trascurare e limitare le ore di sonno ha dato via ad un’epidemia silenziosa in cui si sta perdendo la capacità di dormire bene e soprattutto di sognare.

Nella sua ricerca “Senza sogni: l’epidemia silenziosa della perdita del sonno REM”, Naiman evidenzia come l’uomo moderno non sarebbe più in grado di sognare o comunque lo fa meno di prima. Il motivo? Lo stile di vita troppo frenetico, l’abuso di sostanze, l’aumento di disturbi del sonno come l’apnea notturna o l’insonnia e in generale una diminuzione del livello di salute.

Ma non è tutto. La mancanza di sogni arriva anche da un atteggiamento, sempre più diffuso, che tende a sminuire la loro importanza e il loro significato in favore di una vita incentrata su cose più materiali.

Troppo spesso si pensa che sognare sia inutile o infantile. Piccoli frammenti di irreale che perdono di valore appena diventa giorno. Niente di più sbagliato. Sognare fa bene a tutte le età e sotto tantissimi punti di vista!

Per prima cosa il sogno influisce sul nostro benessere. Chi non sogna o non si ricorda di averlo fatto diventa più irritabile e tendente alla depressione, all’acquisto di peso, alla perdita di raziocinio e della memoria, a un abbassamento del sistema immunitario e a trascurare gli aspetti più spirituali della vita.

Il sogno, come dice lo psicologo, è magia, mistero ma anche scienza. Questi disturbi, infatti, sono stati evidenziati grazie a una serie di esperimenti fatti negli anni ‘60, duranti i quali alcune persone venivano svegliate e private della fase REM che è proprio il momento del sonno in cui si sogna.

Un esperimento volontario quello di sessant’anni fa, che nella vita quotidiana, però, si ripete ogni giorno con il suono della sveglia la mattina, la luce o la vibrazione del telefonino durante la notte o con l’illuminazione costante delle città.

Anche i rimedi che spesso vengono utilizzati per rilassarsi come l’utilizzo di alcol, cannabis o farmaci per dormire sono nemici dei sogni, perché aiutano ad aumentare le fasi del sonno più superficiale, trascurando quello profondo, in cui ci si abbandona totalmente all’immaginazione.

Al di là del valore personale che ognuno può dare ai sogni, alla loro interpretazione o al loro significato psicologico, nella dura lotta tra profitto e sonno, tra produzione e riposo, a perdere è sempre la nostra salute.

E se come scrisse Shakespeare nella sua celebre opera La Tempesta, “siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni”, forse vale davvero la pena riconciliarsi con la notte, chiudere gli occhi e abbandonarsi al materasso, dormendo un sonno profondo e pieno di sogni.

Sfogliate la gallery per qualche consiglio per dormire (e sognare) meglio!

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