Detergente intimo: come scegliere il più adatto a noi? - Roba da Donne

Detergente intimo: perché con l'età dovresti cambiarlo e come sceglierlo

Le donne attraversano varie fasi durante la vita; per questo, è importante adattare il proprio detergente intimo a ciascuna di esse. Ma come orientarsi per scegliere il migliore?

Curare la propria igiene intima è ovviamente di primaria importanza, ma per essere sicuri di prendersi cura al meglio di una parte tanto delicata del nostro corpo occorre anche seguire alcune piccole “regole”, ad esempio adeguare il detergente intimo che usiamo alla nostra età.

Le donne, infatti, attraversano varie fasi nel corso della vita, soprattutto in momenti particolari come la gravidanza o il post parto, che possono alterare il pH naturale e la microflora vaginale, per questo è fondamentale scegliere prodotti che risultino più efficaci e, soprattutto, meno aggressivi per la pelle.

Detergente intimo: perché usarlo?

Proprio perché parliamo di un’area estremamente delicata, ma spesso soggetta anche a particolari condizioni, come secchezza, irritazione, prurito, o predisposizione alle infezioni, scegliere il giusto detergente intimo si rivela indispensabile per difendere la flora vaginale dagli agenti patogeni.

Ad esempio, uno degli errori più frequenti è quello di usare il bagnoschiuma, che invece può rivelarsi decisamente aggressivo per la mucosa vaginale.

Con l’avanzare dell’età e l’inizio della menopausa, poi, la mucosa si assottiglia ulteriormente per via del calo di estrogeni, quindi l’igiene intima dovrà essere effettuata con ancora maggior cura, evitando di traumatizzare l’epitelio della mucosa.

Ma qual è il parametro principale per scegliere il detergente intimo più adatto a noi? La prima cosa di cui tener conto è il pH vaginale, che varia a seconda dell’età, in base ai cambiamenti ormonali tipici di età prepuberale, fertile e della menopausa.

Per capire di cosa parliamo, per pH vaginale si intende la concentrazione di ioni idrogeno nei tessuti della mucosa, che le conferiscono acidità; in genere i suoi valori spaziano da 0 a 14. In particolare:

  •  da 0 a 6: pH acido
  • 7 è neutro
  • da 8 a 14: pH basico.

Durante l’età fertile il pH vaginale è generalmente compreso tra 4 e 5, i livelli di estrogeni sono alti e i batteri più numerosi della flora vaginale sono i lactobacilli che, metabolizzando il glicogeno presente nella mucosa, producono l’acido lattico, il quale conferisce acidità all’ambiente, indispensabile come difesa nei confronti dei patogeni.

Da qui si capisce perché è importante che l’acidità rimanga costante e non subisca variazioni, anche usando un detergente intimo con pH diverso; perciò è fondamentale scegliere un detergente con Ph uguale al nostro, ovvero – in età fertile – tra 3,5 e 5.

Come leggere l’INCI

Per aiutarci nella scelta del giusto detergente intimo è molto importante anche leggere l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), ovvero l’elenco degli ingredienti cosmetici espresso secondo una nomenclatura standard, che dal 1997 è diventato obbligatorio per tutte le aziende cosmetiche, con determinati standard: deve infatti riportare, in ordine decrescente (da quello con la percentuale maggiore fino a quello con la percentuale minore) l’elenco degli ingredienti di cui è composto.

Cosa esaminare in un detergente intimo, oltre al pH? Ad esempio, se contiene tensioattivi chimici come SLES e SLS, dall’elevato potere sgrassante ma fortemente responsabili di irritazioni alla pelle, soprattutto se il prodotto è usato molto frequentemente. Anche la Cocamide, usata come tensioattivo, è accusata da molti di contenere un potenziale cancerogeno.
Il Triclosan, usato come antibatterico in saponi (anche quelli per le mani) e dentifrici, è considerato un interferente endocrino, che contribuirebbe a sviluppare antibiotico resistenza e inquinerebbe soprattutto i mari, tanto da essere stato bandito già negli USA.

Infine il Phenoxyethanol: ancora ammesso in Italia, è invece estremamente limitato in Francia, che ne ha ridotto il limite di sicurezza dall’1% allo 0,4% del prodotto e sconsiglia di usare i prodotti che lo contengono sulle parti intime, poiché avrebbe effetti tossici su riproduzione e sviluppo.

Come scegliere il detergente intimo in gravidanza e nel post parto

Come detto, fra i momenti particolari che una donna può attraversare nella vita ci sono quelli del parto e della gravidanza, in cui possono venirsi a creare traumi a livello della zona genitale inferiore, soprattutto per quanto riguarda il canale vaginale e la vulva, con la conseguenza di avere dolore, infiammazione e gonfiore della zona intima.

Come alleviare le irritazioni? Oltre a rimedi naturali come gli impacchi di calendula è importante scegliere un detergente intimo a pH neutro; se poi avete subito un’episiotomia, l’attenzione si sposta ovviamente sulla prevenzione delle infezioni che riguardano la ferita, perciò è fondamentale mantenere la parte pulita e il più asciutta possibile.

Evitare di usare detergenti intimi aggressivi e con pH basso può andare bene in caso di infezioni, dato che aiutano a creare un ambiente inospitale per i batteri.

Infine, portare in ospedale il proprio detergente intimo può aiutare, dato che spesso quelli presenti in ospedale sono troppo aggressivi e potrebbero causare disagio e irritazione.

I migliori detergenti intimi

Come orientarsi nella scelta del detergente intimo più adatto alle nostre specifiche esigenze? Leggendo le varie recensioni su Amazon abbiamo valutato questi come i migliori detergenti intimi.

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