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"Ho la psoriasi, è doloroso ma voglio parlarne"

In un post condiviso su Instagram Chloe racconta cosa significa vivere con la psoriasi: "È dolorosa, mentalmente e letteralmente, ma non me ne devo vergognare".

Voglio condividere sempre di più sulla mia psoriasi, ma è, in senso figurato e letteralmente, molto doloroso. Internet ha alcune community fantastiche, che sfortunatamente però si focalizzano quasi sempre sul ‘dopo’, dando quindi la speranza che si possa migliorare. Il che va bene, ma a dire la verità non mi ha dato molto conforto. Essendo una malattia cronica, sono consapevole che ci saranno alti e bassi, e, per definizione, potrebbe non essere curabile. Sono così felice che chi ha deciso di diventare vegano, o di non mangiare pomodori eccetera abbia trovato in questo modo la sua cura, ma così non è stato per me. Ho provato tutto ciò che Internet suggerisce, oltre a tre dei trattamenti medici più collaudati disponibili nel nostro sistema sanitario nazionale. Alcuni hanno funzionato, ma mi hanno dato problemi peggiori, alcuni non mi hanno aiutata affatto. In definitiva sto cercando di farcela e ho deciso di godermi le cose che mi piacciono perché nessuno sa veramente cosa cazzo causa la psoriasi. In questo momento, quello peggiore, la mia salute mentale naturalmente ne risente – ma ho fatto molta strada da quando ha fatto la sua prima comparsa, quando avevo 18 anni. Credo di voler solo dimostrare che anche per qualcuno come me, che si vanta di avere fiducia in se stessa e di fregarsene di ciò che pensano gli altri, in realtà possa ancora essere difficile.

Chloe ha scoperto di avere la psoriasi a 18 anni, e dice che la sua vita è stata sicuramente resa più difficile dalla malattia, soprattutto a causa dei farmaci sperimentali che sta provando. Nonostante ciò, cerca di non farsi condizionare troppo dal suo problema, ne parla sinceramente con le altre persone,  e il suo obiettivo è anche far sapere agli altri proprio come la psoriasi possa influire sull’umore e la percezione di sé delle persone che ne soffrono.

Una malattia cronica non è nulla di cui vergognarsi, ma è una lotta, quindi cerco davvero di dare priorità alla mia salute mentale.

Ci ha detto. Per fortuna, a differenza di molte altre persone che con lei condividono questa problematica, Chloe non è mai stata vittima di bullismo, avendola sviluppata in età adulta. In più, lei afferma di avere la forza per non lasciarsi toccare dal giudizio delle altre persone:

Se non ti vergogni e sei consapevole di ciò che hai, nessuno può dire nulla che possa ferirti.

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