Abbraccio: tipi, significato e 10 motivi per cui fa bene - Roba da Donne

Cosa succede al nostro corpo e al nostro cervello durante un abbraccio

Lo dice la scienza, viene citato nei testi delle canzoni ed esiste perfino un movimento che lo promuove nel mondo: parliamo dell’abbraccio e del suo magico potere su corpo e mente.

Se è vero che “il bacio è un apostrofo rosa tra le parole t’amo”, come si potrebbe definire l’abbraccio e quella sensazione immediata di calma e benessere che è in grado di suscitare?

Al di là di ogni definizione è innegabile che gli abbracci riescano a scatenare nel nostro organismo tutta una serie di meccanismi che migliorano il nostro stato di salute fisico e mentale. A confermarlo è la scienza che, negli anni, ha individuato cosa succede a corpo e cervello quando veniamo abbracciati da qualcuno e quando lo facciamo a nostra volta.

Ma vediamo più nel dettaglio perché abbracciarsi fa bene e cosa può generare questo semplice ma potentissimo gesto.

L’abbraccio e il corpo: una carica per la salute

A livello fisico, durante un abbraccio si attivano dei recettori sensoriali presenti sulla parte più superficiale della pelle, i corpuscoli di Meissner. Questi inviano dei segnali direttamente al cervello che, una volta arrivati, si trasformano in informazioni rispetto a ciò che si è percepito durante l’abbraccio stesso.

Questi corpuscoli agiscono anche nella regolazione della pressione arteriosa che può variare quando si viene abbracciati.

Ma non è tutto. Durante un abbraccio si alzano i livelli di ossitocina e dopamina, rispettivamente l’ormone dell’amore/felicità e del piacere mentre si riducono i livelli di cortisolo, l’ormone associato allo stress.

Proprio per questo motivo l’abbraccio è di fondamentale importanza, soprattutto nei bambini, poiché svolge un’azione calmante e rassicurante. Non è un caso, infatti, che dopo il parto il neonato venga messo subito in braccio alla mamma.

abbraccio
Fonte: Pixabay

La dopamina svolge anche una funzione migliorativa della capacità decisionale e dell’attenzione. Tutti elementi che facilitano l’apprendimento e aumentano la memoria.

Perché abbracciarsi fa bene? Ecco 10 motivi

Appare chiaro, quindi, quanto l’abbraccio rappresenti un formidabile strumento di benessere che agisce sul corpo a 360°. Ad esempio:

  • migliora l’attività cerebrale nei bambini;
  • agisce a favore del sistema immunitario;
  • comporta effetti positivi sul sistema cardiovascolare;
  • migliora l’autostima;
  • aumenta la fiducia in se stessi;
  • favorisce l’acquisizione del linguaggio;
  • stimola il rilascio di endorfine;
  • rafforza l’identità;
  • fortifica il senso d’appartenenza;
  • aiuta contro i disturbi di depressione.

L’abbraccio e la mente: energia, pace ed equilibrio

Se per il corpo l’abbraccio rappresenta un concentrato di benessere, non si può dire che per la mente non faccia altrettanto.

In uno studio condotto dai ricercatori dell’University College di Londra si è dimostrato come il tatto svolga una funzione lenitiva, capace di favorire la percezione fisica di se stessi e ridurre la sensazione di esclusione sociale, aiutando a sentirsi a proprio agio. Mica poco per un gesto così semplice da fare

In più non bisogna dimenticare che essere abbracciati regala la piacevole sensazione di sentirsi amati e degni di esserlo, generando empatia, complicità e calore. Una ventata di benessere sia per chi lo dà che per chi lo riceve. Come disse anche il noto scrittore Charles Bukowski:

una delle migliori sensazioni al mondo è quando abbracci qualcuno e lui ricambia stringendoti più forte.

A questo proposito la psicoterapeuta Virginia Satir, pioniera nel campo della terapia familiare, avrebbe definito il numero minimo di abbracci giornalieri di cui si avrebbe bisogno a seconda degli obiettivi da raggiungere.

Ad ogni persona servirebbero:

  • quattro abbracci al giorno per sopravvivere;
  • otto per stare bene e mantenerci come siamo;
  • dodici per migliorare il nostro stato di salute psicofisico e consentirci di evolvere.

Ma quanto deve durare un abbraccio per fare davvero effetto? Secondo varie ricerche sembra che il suo potere terapeutico inizi dopo circa venti secondi.In questo lasso di tempo, infatti, si attiva la produzione di ossitocina capace di eliminare paure e angosce, comprese quelle esistenziali come quella della morte.

Gli abbracci però, non sono tutti uguali. A seconda dell’intensità, dei gesti o della posizione del corpo, esistono vari tipi di abbraccio e ognuno ha il suo significato.

5 tipologie e significati di un abbraccio

  1. Abbraccio incrociato: il corpo si abbandona all’altro trasmettendo protezione, amore e il ritorno alle sensazioni dell’infanzia.
  2. Abbraccio con carezza: solitamente si rivolge a persone significative per la propria crescita, comunicando gratitudine, stima e riconoscenza.
  3. Abbraccio a stretta: trasmette un messaggio di pace e riconciliazione, mettendo armonia in chi lo riceve.
  4. Abbraccio di gruppo: solidifica le relazioni, l’unione e l’amicizia.
  5. Abbraccio “spinto”: spesso si fa tra persone che stanno insieme e comunica gioco, desiderio e attrazione.

Un gesto universale che vale più di mille parole ma che, purtroppo, sembra si stia perdendo tra computer e chat. La società attuale, infatti, tende a privilegiare le relazioni virtuali a discapito del contatto fisico, svalutando l’abbraccio e il suo potere. Abbracciarsi o porgere una carezza sta diventando sempre più difficile ed è forse anche a causa di questa tendenza che stiamo assistendo ad un forte aumento dei casi di depressione nel mondo.

Fortunatamente, a controbilanciare e favorire l’arte dell’abbraccio, ci ha pensato un ragazzo australiano conosciuto con lo pseudonimo Juan Mann. Grazie ad un cartello con scritto “Free Hugs” e alla visibilità ottenuta apparendo in un video musicale su YouTube, ha scatenato un vero e proprio movimento che si è concretizzato in una campagna pro-abbracci.

L’iniziativa ha preso talmente piede da spingere lo stesso Mann a indire una giornata internazionale dedicata agli abbracci “liberi”, il primo sabato dopo il 30 giugno. Lo scopo è quello di unire il maggior numero di persone capaci di distribuire abbracci e benessere a chiunque ne abbia bisogno o semplicemente voglia.

Come disse la famosa scrittrice Emily Dickinson, “Quando sentiamo il bisogno di un abbraccio, dobbiamo correre il rischio di chiederlo”, quindi via la timidezza e abbracciamo o lasciamo che ci abbraccino!

La discussione continua nel gruppo privato!

Articolo originale pubblicato il 3 Gennaio 2020

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