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Domanda all'esperto

Come smettere di mangiare (troppo)

Tra poco compirò 26 anni, ho un viso carino ma il mio corpo è un disastro. Sono alta 1,60 e peso 65 kg. Non riesco a smettere di mangiare.

Io ci provo a mangiare di meno, ma non ce la faccio: se mangio 80 gr. di pasta sento che muoio di fame, non riesco proprio a pensare. Ho bisogno di mangiare in continuazione. Considerato tutto quello che riesco a spazzolare in un giorno è quasi un miracolo che io non pesi di più. Non mi piaccio per niente ma non riesco a controllarmi.

Ho la bulimia, dottoressa? Mi aiuti, cosa posso fare per smettere di mangiare?

Domanda di Marilena91

La risposta dell'esperto

Cara Marilena,
per parlare di bulimia, devono essere presenti tutti i seguenti criteri diagnostici:

A. Ricorrenti episodi di crisi bulimiche cioè:
1. Introduzione in un definito periodo di tempo (per esempio di due ore), di una quantità di cibo che è decisamente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo e nelle stesse circostanze.
2. Sensazione di perdita di controllo su quello che si mangia durante l’episodio (per esempio la sensazione di non poter smettere di mangiare o di non poter controllare cosa e quanto si mangia).

B. Presenza di comportamenti inappropriati finalizzati al controllo del peso: vomito autoindotto, uso improprio di lassativi e/o diuretici, digiuno, intensa attività fisica, clisteri.

C. Le crisi bulimiche e i comportamenti per controllare il peso avvengono, in media, almeno due volte alla settimana per tre mesi.

D. Alterazione del modo di vivere il proprio corpo (insoddisfazione per il proprio aspetto, vergogna nel confrontarsi con gli altri, scarsa familiarità con il proprio corpo) e una eccessiva importanza data alla propria figura ed al proprio peso nel determinare la stima di sé.

La diagnosi è necessaria nel momento in cui vai da un medico ed inizi un trattamento specifico.
Allo stato attuale il mio consiglio è quello di conoscere meglio le tue sensazioni, il tuo corpo e lavorare sulla tua autostima e sulla tua motivazione.
Dalle tue parole sembra che il cibo controlli te… ed il tuo obiettivo è ottenere una situazione contraria: cioè tu che controlli il cibo in base alle tue esigenze.

E visto che devi conoscere il tuo nemico per sconfiggerlo, allora tirati su le maniche e armati di pazienza e impegno: compra un bel quaderno e scrivi un diario alimentare.
Un diario in cui scriverai cosa mangi, quanto ed a che ora ed in cui aggiungerai anche le sensazioni che hai provato prima, durante e dopo.
Poi domandati una cosa: perché metti tutta la tua attenzione sul cibo ? Da cosa la stai spostando? Qual è il vantaggio e l’utilità di questo sintomo?

Spesso l’errore è concentrarsi sul rapporto col cibo senza individuare e lavorare sull’origine del problema.

Per farti un esempio, ho lavorato con una ragazza che lamentava scarso controllo della fame con frequenti abbuffate, andando avanti con la terapia è emerso che in quel periodo stava scrivendo la tesi, un lavoro molto impegnativo per lei e che quindi inconsciamente tendeva a rimandare aumentando i tempi dei pasti.

Il suo pensiero era: più dura il pranzo, più rimando il momento di mettermi sui libri. Abbiamo quindi lavorato prima sulla sua organizzazione allo studio e poi, automaticamente, il suo controllo sul cibo è aumentato.

E succederà lo stesso anche a te! Anche tu puoi vivere finalmente la vita che vuoi con il tuo peso corporeo ideale. Inizia subito a lavorarci.
Con il sostegno di uno psicologo sarà comunque tutto più facile.

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Risponde Dottoressa Cristina Colantuono

Psicologa Psicoterapeuta

Domanda all'esperto

Esperta in Psicologia Giuridica, si occupa di terapie individuali e familiari e offre supporto sulle seguenti tematiche: relazioni di coppia, sessualità, affidamento, divorzio, mobbing, abuso sessuale, disagi psicologici (ansia, depressione, etc..), genitorialità e infanzia.

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* Il consulto online è puramente orientativo e non sostituisce in alcun modo il parere del medico curante o dello specialista di riferimento

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