Il piede cavo è in un certo senso il contrario di piede piatto. Da cosa è provocato? Per caso le scarpe che indossiamo, e in particolare i tacchi alti, hanno qualche colpa nel fenomeno? Lo abbiamo chiesto a Paolo Merenda, tecnico ortopedico specializzato in ortesi del piede e degli arti inferiori.

In generale, il passaggio al tecnico ortopedico è condizionato da una visita a un* medic* ortopedic*, che vi consiglierà sul percorso ottimale per voi.

Piede cavo: cos’è?

È una malformazione delle ossa del piede che colpisce l’arco plantare. quest’ultimo ha una forma caratteristica in un piede sano, che può andare incontro a uno schiacciamento (quindi parliamo di piede piatto) o a una curva maggiore con un incavo maggiore (e in questo caso parliamo appunto di piede cavo).

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Le cause del piede cavo

Piede cavo
Fonte: Pexels

Le cause del piede cavo possono essere di due tipi: congenite o acquisite. Le prime sono solitamente risalenti alla nascita e legate a una famigliarità del fenomeno, mentre le seconde sono acquisite dal tipo di lavoro che si fa (per esempio, se si deve stare molte ore in piedi), dalle calzature sbagliate oppure da un trauma. Un esempio di trauma: avete una ferita sull’arco plantare, vi si forma una bolla e tendente ad appoggiare il piede all’esterno, modificando in questo modo la forma dell’estremità dell’arto.

Piede cavo: conseguenze e complicazioni

Le conseguenze di questo errato carico del piede possono interessare due articolazioni in particolare: caviglia e ginocchio. Per esempio, si possono verificare distorsioni in più gradi, perché la caviglia inizia a lavorare maggiormente all’esterno. In altre parole, dato che lavora di più la zona esterna della caviglia, si perde l’allineamento ideale, quindi su un ostacolo che può essere un ostacolo o un gradino, la possibilità che ci sia una distorsione aumenta perché il piede non poggia in maniera allineata e stabile sul terreno, perché non riesce ad assorbire i dislivelli, neppure quelli molto piccoli. In generale c’è un’instabilità sulla caviglia. Per quanto riguarda il ginocchio, anche questo può perdere allineamento ideale e lavorare male: la conseguenza è un’eccessiva stanchezza, progressiva, che può arrivare all’impossibilità di stare molte ore in piedi, camminare a lungo, praticare uno sport.

C’è un legame tra piede cavo e tacchi?

Esiste un’altezza ideale di tacco, tra i 2,5 e i 3 centimetri. Questo in generale, perché scarpe molto alte o flat possono provocare problemi all’organismo, come per esempio alla colonna vertebrale.

Nello specifico del piede, in condizioni ottimali (e quindi con una calzatura adeguata) le percentuali d’appoggio sono solitamente 60% avampiede, 40% retropiede. Un tacco troppo basso porta a far lavorare di più i tendini del retropiede, come il tendine d’Achille. Invece un tacco troppo alto sposta fino all’80% dell’appoggio sull’avampiede. Però una scarpa alta in effetti può favorire l’insorgenza del piede cavo e anche due altre patologie a esso collegate, alluce valgo e dito a martello.

Questo non significa che bisogna buttare via le ballerine e i tacchi 12. Se siete a una cerimonia, portate con voi anche un paio di sneakers, in modo da far riposare i piedi alla bisogna. Così come occasionalmente possono essere indossate ballerine o tacchi alti. Se possibile, quando possibile, optate sempre per un tacco ideale.

Piede cavo: esercizi, soluzioni e rimedi

Se il piede cavo sta iniziando a formarsi, ci sono dei plantari che permettono l’appoggio della pianta del piede in maniera più giusta, dando delle spinte correttive sui punti di maggiore pressione, per spostarla altrove. Il plantare può essere aiutato da una scarpa adatta, anche non strettamente ortopedica.

Importanti sono anche gli esercizi di allungamento dei muscoli, come gli esercizi di pilates dedicati alle estremità inferiori, in modo da consentire al piede un appoggio più naturale. Nei casi irrecuperabili c’è tuttavia un intervento chirurgico dedicato: ma ci si arriva solo quando si è impossibilitati a stare in piedi o si hanno forti distorsioni.

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