La masturbazione ha smesso da tempo di apparire come un tabù: al contrario tale atto si è trasformato in maniera sempre più naturale, in una parte integrante della sfera sessuale, costituendo un’esperienza profonda e intima al pari di una disciplina meditativa o di una vera e propria terapia di autoguarigione

Grazie alla masturbazione consapevole, più lenta, più attenta, più consapevole appunto, è infatti possibile imparare ad ascoltare il proprio corpo con maggiore attenzione, focalizzando i propri sensi sul “darsi piacere” e acquisendo di conseguenza, come suggerisce l’espressione, una maggiore consapevolezza di sé; la stessa che, stando ad alcune testimonianze e studi, permetterebbe di superare traumi e blocchi psicologici legati al piacere sessuale, anche quando provocati da stupri o abusi vissuti in precedenza.

A testimoniarlo Tilly O’Brien, laureata in letteratura inglese, giovane donna che ha intrapreso un master in giornalismo internazionale presso l’Università di Leeds nel Regno Unito e che proprio durante il primo anno di università, ha vissuto una tra l’esperienza aberrante dello stupro, che ha trovato il coraggio di raccontare tra le pagine della nota rivista Bust.

Allora la giovane Tilly era ancora vergine e il suo atteggiamento nei confronti degli uomini, proprio a causa di quella terribile esperienza, cambiò radicalmente: di fronte a qualsivoglia approccio sessuale da parte di chi cercava di compiacerla sessualmente, si sentiva impaurita e inadeguata, semplicemente accompagnata dalla sola voglia di piangere.  

Arrivò addirittura a pensare di essere “sbagliata” proprio perché l’abuso sessuale l’aveva letteralmente bloccata, non permettendole di provare piacere o eccitazione come un tempo. Questa profonda condizione di disagio psicologico, l’aveva portata a percepire un certo distacco dal proprio corpo, come se il carnefice che l’aveva violentata se ne fosse impossessato: lei per prima era stata portata, seppur inconsapevolmente, a percepirlo come un “pezzo di carne” letteralmente freddo e inerme.

Questo finché, a detta della donna, non ha scoperto il piacere della masturbazione consapevole così come degli orgasmi che derivano da tale pratica. Masturbarsi ha fatto sì che Tilly ritornasse a sentirsi in sintonia col proprio corpo, guarendo dal trauma sessuale e imparando  che il sesso non è solo violento o indesiderato, ma può essere piacevole e appagante.

Ora ha raccontato di vivere una vita sessuale sana e piacevole col proprio partner, grazie ad un maggiore controllo del proprio corpo, che a distanza di anni ha imparato nuovamente a percepire come suo, e non più in possesso degli sguardi indesiderati e delle sgradite attenzioni degli altri. 

La possibilità di controllare i tempi per raggiungere l’orgasmo, attraverso il lento movimento delle proprie dita, senza la necessità di dover fare affidamento su qualcun altro, è stato per lei di grande aiuto nel riconciliarsi finalmente con un corpo che per lungo tempo ha considerato estraneo, proprio a causa della violenza sessuale.

Mindful sex, come praticare il 'sesso consapevole' che unisce corpo e mente

A tal proposito, la psicologa Lauren Moulds fa presente come una disconnessione da noi stessi e dall’intimità, rappresenti un evento piuttosto comune dopo un trauma sessuale. In genere, dopo un abuso, il corpo tende a trattenere la “memoria” di quel momento, memoria che può influenzare negativamente i futuri incontri sessuali. Questo spiega perché coloro che sopravvivono alle aggressioni sessuali, devono lottare per riuscire nuovamente a fare sesso dopo aver subito un trauma, spesso colpite dalla cosiddetta condizione di victim blaming

Come afferma Staci Haines, autrice di Healing Sex: A Mind-Body Approach to Healing Sexual Trauma, la masturbazione consapevole consente alle vittime di imparare nuovamente a provare piacere sessuale, sottostando però alle loro condizioni. Questo dona loro una sorta di potere, lo stesso del quale durante l’evento traumatico, sono state private.

La masturbazione consapevole aiuta dunque a superare uno stupro o un abuso sessuale? Sembrerebbe di sì, poiché rappresenta una valida terapia, soprattutto psicologica, volta a combattere il cosiddetto disturbo di avversione sessuale, proprio delle vittime di traumi legati alla sfera sessuale.

Masturbarsi consapevolmente significa toccarsi in modo sensuale e sessuale, focalizzando i propri sensi sull’auto-provocarsi piacere, e percependo ogni stimolo come qualcosa di profondo da cogliere e assaporare fino in fondo. 

La masturbazione consapevole rappresenta pertanto uno degli strumenti più potenti al fine di raggiungere la “guarigione sessuale” per chi ha subito un trauma: attraverso tale atto è infatti possibile mettere in atto tutti quei meccanismi che compongono la “cura”, sollecitando il naturale processo di guarigione che coinvolge la sfera fisica e psicologica.

Masturbandosi in maniera consapevole, è possibile comprendere in toto cosa significa avere un corpo, percepirne i movimenti e le sensazioni che esso è in grado di provare, permettendo a poco a poco di “rinascere”: lavorare sugli stimoli corporei, e di conseguenza anche sui ricordi intrusivi che sollecitano la memoria legata al trauma subito, consente al corpo e alla mente di opporsi in maniera quasi naturale all’istinto di “fuggire”.  

Sono molti gli psicologi e psicoterapeuti che sostengono come, attraverso la masturbazione consapevole, sia possibile scoprire esattamente dove risiedono gli effetti dell’abuso sessuale sul corpo, sulle emozioni e sui pensieri: acquisire consapevolezza, permette di superarli, facilitando il futuro il rapporto di coppia.

Tuttavia molte vittime, tendono a considerare la masturbazione consapevole come qualcosa di sbagliato,  poiché trovano una sorta di correlazione con l’abuso sessuale subito:  non è raro infatti che gli stessi abusatori, effettuino tale pratica convinti di dare piacere. Al contempo, provare piacere viene spesso percepito come una colpa, come se tale sensazione rappresentasse una sorta di “prova tangibile” dell’avere in qualche modo acconsentito all’abuso.

Questo è senza alcun dubbio il motivo più frequente che spinge molte delle donne vittime di stupro, ad evitare la masturbazione consapevole, considerandola un tabù.

Superare un trauma di natura sessuale non è mai facile: ogni vittima di abuso necessita di aiuto e di un supporto psicologico in grado di accompagnarla nel tortuoso e difficile percorso di guarigione. La masturbazione consapevole che, come la mindfulness, privilegia la consapevolezza del sé, rappresenta uno strumento di auto-guarigione tra i più efficaci. Detto questo ogni storia di abuso è personale e necessità di tempi, modi, supporti differenti da persona a persona. 

Articolo originale pubblicato il 27 Settembre 2021

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