Salvatore Cascio è affetto da retinite pigmentosa. L’ex bambino co-protagonista di Nuovo Cinema Paradiso ha raccontato in un’intervista a La Stampa della sua malattia. Ora Totò – così lo si chiamava negli anni ’80, con il diminutivo, che è poi anche il nickname che usa su Twitter – è un imprenditore e si occupa anche della diffusione della cultura e della tradizione locale nella sua Sicilia.

È molto lontano dal cinema, anche se gli piacerebbe ricominciare. La sua carriera si è infatti interrotta a causa appunto di questa malattia che inficia gravemente la vista:

Non ne ho parlato mai, se non a chi conoscevo bene, per quella naturale riservatezza che interviene quando si deve parlare delle proprie cose, soprattutto quando sono negative – ha spiegato Totò Cascio – E anche perché ero sprofondato in un periodo buio, anche interiormente. È la prima volta che lo racconto pubblicamente. Mi ero chiuso in me stesso. Pazzesco. Grazie a Dio ci sono delle speranze nelle conquiste future della medicina. Spero sempre nella scienza, bisogna credere nella scienza. Grazie a Dio ho tanta fede. Ma ho vissuto anni difficili.

Ero nel clou della mia carriera ma ho dovuto rinunciare. Ho avuto la fortuna di parlare con persone come Andrea Bocelli, Alex Zanardi, Bebe Vio, Annalisa Minetti. Mi hanno trasmesso la loro forza di volontà grandissima e le risorse per dare voce a tutto ciò che ho vissuto. Anche Leonardo Pieraccioni è un amico vero, mi è stato sempre vicino. Scrivo perché ora sono rinato. Ho superato quel che mi portavo dentro. Bisogna accettare i problemi, accettare la disabilità, che non è una condanna ma una condizione.

Retinite pigmentosa, cos’è

Si tratta di una degenerazione progressiva della retina, che porta a una lenta riduzione del campo visivo. In altre parole, quando la malattia inizia a rivelarsi si vede un po’ meno, fino ad accrescere nel tempo il suo sintomo principale. La causa risiede nella mutazione di un gene che finisce per codificare male le proteine retiniche, come riporta MsdManuals. Può essere associata ad altre sindromi e, all’interno di esse, può portare alla perdita progressiva di un altro dei cinque sensi, come l’udito.

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Retinite pigmentosa, i sintomi

La prima manifestazione di questa malattia è la perdita della visione notturna e mano a mano può portare alla completa cecità. Tra i sintomi intermedi oppure delle forme più lievi ci sono manifestazioni comuni come miopia a cataratta. Ci vuole però un esame ad hoc per stabilire che questi sintomi siano legati alla retinite pigmentosa: è fondamentale l’esame del fondo oculare, ma anche l’elettroretinografia che è proprio un test dedicato (tanto che spesso i medici li richiedono insieme se sono alla ricerca possibile di questa malattia, magari da effettuare in tutta la famiglia, per rilevare eventuale famigliarità). Dalle cause sono esclusi sifilide, rosolia e tumore, perché possono causare una retinite simile alla retinite pigmentosa, ma non è la stessa cosa.

Retinite pigmentosa, le terapie

A chi è affetto da questa malattia vengono solitamente prescritti degli integratori, che in alcuni casi alleviano i sintomi, ma più spesso ne rallentano l’evoluzione verso la cecità. Tra questi ci sono

  • vitamina A palmitato;
  • acidi grassi omega-3;
  • luteina più zeaxantina;
  • inibitori dell’anidrasi carbonica per edema maculare cistoide.

Chi ha perso la vista può beneficiare di un intervento particolare, che prevede l’impianto nell’occhio di un chip di computer. Non risolve in toto il problema, ma alcune sensazioni visive possono essere ripristinate.

Sfogliate la gallery per conoscere meglio la carriera di Salvatore Cascio:

Cos'è la retinite pigmentosa che sta rendendo cieco l'attore Salvatore Cascio
Fonte: Nuovo Cinema Paradiso
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