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Galleria: La battaglia di Cara Delevingne contro Photoshop: “L’acne è normale”

La battaglia di Cara Delevingne contro Photoshop: "L'acne è normale"

Cara Delevingne, anticonformista e trasgressiva per natura, nella vita e nel lavoro. I suoi ultimi obiettivi? Abbattere gli stereotipi di bellezza.

Che fosse anticonformista e al di fuori dei dettami standard della moda lo si era capito ormai da un pezzo. Cara Delevingne trova ogni volta una ragione diversa per sorprendere, e non solo per la vita privata (negli scorsi mesi molti giornali hanno parlato di una nuova storia con la figlia di Michael Jackson, Paris), ma anche per alcune scelte in fatto di beauty: dal look che ha riportato in auge le sopracciglia folte, all’apparizione con la testa completamente rasata, fino alla “battaglia” contro Photoshop. Lanciata, come spesso accade, attraverso Instagram.

Certo, non è stata la prima star a schierarsi apertamente contro i ritocchini alle immagini pubblicate sui social o sulle riviste, anzi ultimamente stiamo assistendo a una decisa virata delle celebrity verso il look naturale, anche nelle fotografie, trend che pare essere sempre più seguito persino da molti brand di moda, i quali ricorrono sempre meno ai programmi di modifica dell’immagine.

Stop quindi alle cancellature forzate di cellulite, smagliature, le imperfezioni fisiche, se ci sono, vanno mostrate, perché sono parte dell’essere donna e non c’è nulla di cui vergognarsi!

Ma la bella Cara, che nel 2018 vedremo nel film London Fields di Matthew Cullen, basato sull’omonimo romanzo del 1989 di Martin Amis, ha iniziato negli ultimi mesi la propria battaglia personale in favore… Dell’acne.

Un problema annoso per milioni di adolescenti in tutto il mondo, ragazzi e ragazze che quotidianamente combattono contro gli antiestetici brufoli cercando di farli sparire con creme o di sotterrarli sotto chili di fondotinta e cipria. Beh, ha affermato Cara, non c’è nulla di male nell’averli, e non dovrebbero essere coperti con Photoshop. Per dimostrarlo, ha postato l’immagine di una guancia affetta da acne accompagnata da una didascalia piuttosto eloquente che “manda a quel paese” (per usare un eufemismo) il ritocco fotografico.

Peccato che la guancia non fosse quella della supermodella londinese, ma di un ragazzo immortalato da un fotografo, Peter De Vito, il quale a sua volta è diventato una vera e propria star dei social per il progetto #AcneIsNormal, che mostra proprio i visi di alcuni giovani segnati dall’acne, dimostrando che non c’è alcuna necessità di ritoccare questi scatti e sostenendo, anzi, che le modifiche dell’immagine tramite Photoshop o programmi simili rappresentino quasi una sorta di “censura” verso qualcosa che è assolutamente naturale. Il rischio, ha sottolineato Cara nel repost, è che, a lungo andare, un’imperfezione sia associata quasi a qualcosa di inaccettabile, messaggio che non solo è assolutamente sbagliato, ma anche estremamente pericoloso.

Dunque viva i brufoli… Ne saranno sicuramente felici gli adolescenti!

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