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Svapami lontano: gli effetti del nuovo fumo passivo su bambini e non

Anche la sigaretta elettronica produce fumo passivo, che ha dei rischi sulla salute di tutti coloro che ne vengono a contatto.

Per decenni sono state fatte campagne di sensibilizzazione non solo contro il fumo, ma anche contro i rischi derivanti dal fumo passivo – ovvero da quello che respirano coloro che si trovano vicino a un fumatore. Sono molte le persone che, grazie anche a questi interventi, hanno deciso di passare alla sigaretta elettronica, promossa come molto più salutare rispetto a quella normale. E vista l’enorme diffusione che l’e-cig ha trovato sul mercato, sono comparsi i primi studi sui possibili rischi cui vanno incontro coloro che respirano il nuovo fumo passivo, quello prodotto dal dispositivo elettronico.

Ebbene sì, anche svapare ha delle conseguenze sulla nostra salute e su quella di chi ci circonda. Alcuni ricercatori del Maine Medical Center hanno posto l’attenzione sui pericoli che può comportare l’inalazione del fumo passivo prodotto dalla sigaretta elettronica. La loro analisi, pubblicata sulla prestigiosa rivista medica JAMA Pediatrics, mette in allarme sull’utilizzo dell’e-cigarette, molto diffuso soprattutto tra chi ha in casa bambini e ragazzi al di sotto dei 18 anni. Il vapore emesso da chi svapa è davvero privo di pericoli per chi lo respira?

I rischi del nuovo fumo passivo

@pixabay

Nonostante il fumo prodotto dalla sigaretta elettronica abbia una minor quantità di sostanze cancerogene, non deve essere considerato completamente esente da rischi per la salute di chi lo respira. Al suo interno si trovano infatti particelle di nicotina, metalli pesanti e altre sostanze che hanno effetti negativi, in particolar modo sui bambini che ne vengono a contatto.

Attualmente non è ancora stata verificata l’effettiva pericolosità del vapore dei dispositivi elettronici, ma per il principio di precauzione sarebbe meglio evitare di svapare in presenza di bambini e di donne in gravidanza, proprio come accade per le sigarette normali.

Non solo inalazione: il pericolo di avvelenamento

Il rischio delle sigarette elettroniche non riguarda soltanto il fatto di respirare il loro vapore. Il liquido che viene fumato è pericoloso anche se viene assorbito tramite la pelle o, ancora peggio, se viene ingerito. Il dottor Robert Jackler, fondatore della Stanford Research into the Impact of Tobacco Advertising, ha infatti spiegato alla CNN come molte fialette contenenti il liquido da svapare siano prive di tappo a prova di bambino. Il loro odore dolce, inoltre, aumenta il rischio che i più piccoli possano inavvertitamente ingerire queste sostanze chimiche, avvelenandosi.

In alcuni casi, il contenuto di nicotina di una singola fialetta è così elevato da poter uccidere un’intera classe di bambini. E in effetti, da quando la sigaretta elettronica ha iniziato a diffondersi capillarmente, i centri antiveleno degli Stati Uniti hanno visto incrementare le chiamate d’emergenza per bambini che hanno ingerito questo pericoloso liquido.

Il problema dell’emulazione

Infine, un altro rischio da non sottovalutare è quello dell’emulazione. Il fatto che la sigaretta elettronica abbia avuto massima diffusione tra i genitori, piuttosto che nelle case di chi non ha bambini, è un chiaro segnale della volontà di ridurre i pericoli del fumo passivo. Ma ciò non tiene in considerazione il rischio di considerare innocuo l’atto dello svapare. I ragazzini, sempre più in tenera età, iniziano a fumare la sigaretta elettronica ritenendola non pericolosa per la loro salute, imitando i loro genitori.

Un sondaggio telefonico condotto tra il 2016 e il 2017 ha dimostrato che negli Stati Uniti il 4,9% degli adulti che vivono in casa con figli minori di 18 anni fa uso di sigaretta elettronica. Precedenti ricerche hanno portato alla luce come i ragazzini che vedono i loro genitori svapare sono più predisposti a iniziare a fumare a loro volta. Un’analisi del 2018 ha rivelato dati inquietanti: il 4,9% dei ragazzini in età da scuola media fuma la sigaretta elettronica, percentuale che arriva al 20,8% se si prendono in considerazione i ragazzi delle scuole superiori. Un incremento rispettivamente del 50% e di quasi l’80% rispetto all’anno precedente.

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