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Pillola dell'aborto: 4 cose che devi sapere

Che cos'è la pillola abortiva, come funziona e chi può usarla: qualche breve nozione per orientarsi se ci si dovesse rivolgere a un medico o a un consultorio.
Pillola abortiva
Fonte: Pixabay

La pillola abortiva è, in alcuni Paesi del mondo, un sistema di interruzione volontaria di gravidanza che non viene molto utilizzato rispetto al più tradizionale aborto chirurgico. In tal senso, l’Italia è ad esempio molto indietro rispetto alla Francia, ma più o meno in linea con i dati degli Stati Uniti. C’è da dire che a volte le cronache non sono d’aiuto e generano confusione: negli anni, le news ci hanno raccontato a volte di ragazze mandate via da ambulatori per aver chiesto la pillola del giorno dopo, con la scusa dell’obiezione di coscienza. C’è una bella differenza tra pillola del giorno dopo e pillola abortiva: la prima è un sistema di contraccezione d’emergenza, sul quale non ci può essere obiezione di coscienza (sarebbe come l’obiezione di coscienza sul preservativo o la spirale), mentre la seconda è un sistema di interruzione volontaria di gravidanza.

Ci sono dei vantaggi nella scelta della pillola abortiva anziché l’aborto tradizionale: non c’è anestesia e non si tratta di un processo invasivo. A questo dobbiamo aggiungerci anche i vantaggi emotivi: un aborto chirurgico non è solo fisicamente doloroso, ma lo è anche psicologicamente. Contrariamente ai luoghi comuni maschilisti, un aborto è un processo drammatico per qualsiasi donna. Non è facile. Non lo è mai. Abbiamo trovato quest’articolo su Cosmopolitan e ne abbiamo tradotto i passi più interessanti.

Pillola abortiva, cos’è

Pillola abortiva
Fonte: Pixabay

Un aborto chimico non è solo la pillola abortiva, ma una combinazione di due cure prescritte da un medico che operano insieme al fine di mettere fine a una gravidanza: i due medicinali utilizzati sono mifepristone e misoprostol. Il primo funziona come bloccante del progesterone, un ormone necessario a sostenere la gravidanza e causando il distaccamento dell’embrione alle pareti uterine. Il secondo si prende entro un giorno o due dalla prima pillola, di solito a casa, e funziona provocando crampi che svuotano l’utero come durante il ciclo mestruale. Secondo le statistiche di Planned Parenthood, un aborto chimico è efficiente al 98% entro le otto settimane di gravidanza, fino a 9 settimane l’efficienza scende al 96% e fino a 10 settimane al 93%.

Pillola abortiva, chi vi può ricorrere

La pillola abortiva è una sicura e comune procedura per porre fine a una gravidanza nel terzo trimestre, ma comunque entro le 10 settimane, dopo infatti si può avere solo un aborto chirurgico. È comunque bene optare per alcuni esami prima di prenderla, ovviamente sempre sotto consiglio e supervisione medica, come un’ecografia – infatti di solito un medico prescrive un esame a ultrasuoni: in Rete non mancano le esperienze relative a donne che hanno ricorso alla pillola abortiva ma l’embrione era già molto attaccato all’utero e si è presentato qualche tragico effetto collaterale in più.

Pillola abortiva, cosa può accadere

Pillola abortiva
Fonte: Pixabay

Partiamo dagli effetti normali: nausea, crampi e perdite. L’intensità di questi effetti cambia da persona a persona: per alcune donne non è un’esperienza troppo dissimile dalle mestruazioni, per altre invece la situazione può essere più problematica. E qui entriamo nel campo degli effetti collaterali. Non è assolutamente normali trovare pezzi di tessuto oppure grumi di sangue: la prima pillola abortiva causa sanguinamento per un paio di giorni e un po’ di nausea. Si possono prendere altri farmaci solo sotto indicazione medica e comunque è proibita l’aspirina. Dopo l’aborto si potrebbe continuare a sanguinare fino a tre settimane. Gli effetti collaterali, dicevamo, sono nausea, diarrea, vertigini, affaticamento e febbre. Se la febbre è alta, si deve contattare il medico: è abbastanza insolito riscontrare infezioni con un aborto farmacologico, ma può accadere e in quel caso il vostro medico potrebbe prescrivervi degli antibiotici. Dopo un certo periodo, il medico vi farà anche un’ecografia, per riscontrare se l’aborto sia andato a buon fine.

Pillola abortiva, quanto è sicura?

Le statistiche compilate da Princeton nel 2012 hanno riscontrato che solo l’1% delle donne che si sono sottoposte alla pillola abortiva ha avuto effetti collaterali gravi o aborti incompleti. In realtà è il secondo caso a essere più comune tra i due: le donne che lo riscontrano possono decidere poi di ricorrere a un altro aborto farmacologico o un aborto chirurgico. Sempre che si sia nei tempi che la legge prescrive per l’interruzione volontaria della gravidanza.