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Coaguli mestruali: come "leggere" quei grumi di sangue durante il ciclo

Durante le mestruazioni, può capitare di incontrare coaguli mestruali: ecco quando il sangue può presentarsi in grumi.
Coaguli mestruali

I coaguli mestruali sono un fenomeno in cui ognuna di noi può incappare. Ci si può spaventare sulle prime, ma in realtà molto spesso si tratta di grumi innocui, mentre a volte possono essere il sintomo di qualcosa che non va come dovrebbe.

In generale, è sempre bene parlare con il ginecologo di qualunque fenomeno abbia a che fare con il nostro apparato genitale. Non abbiate paura di disturbarlo e non vi sentite imbarazzate: lui ha studiato per questo, è il suo lavoro e saprà darvi le risposte giuste.

Quello che vi diremo ha quindi un mero valore informativo e indicativo: ogni caso è a sé. Come spiega Mestruazioni.it, i coaguli mestruali che risultano innocui si verificano per lo più nelle donne con un flusso abbondante o in generale nei giorni di tanto flusso – tanto che può capitare anche che successivamente, le mestruazioni si interrompano o continuino solo con piccolissime perdite. Il fenomeno dei grumi è infatti legato proprio al flusso abbondante.

Il sangue mestruale è sangue che ha nutrito la mucosa del nostro utero durante tutto il resto del ciclo mestruale – preparando la mucosa stessa al concepimento e alla gravidanza. Quando l’ovulo non incontra lo spermatozoo, significa che non siamo incinte e quindi arrivano le mestruazioni. Normalmente però, il sangue dell’organismo umano tende a coagularsi. Per essere espulso, il nostro apparato genitale produce quindi un anticoagulante. In caso di flusso abbondante, l’anticoagulante non basta: da qui i grumi.

Quando però i coaguli mestruali non dipendono dal flusso abbondante, possono considerarsi sintomo di un problema o comunque di un fenomeno fuori dall’ordinario. Una delle cause possono essere degli squilibri ormonali – cioè un disequilibrio tra il livello di estrogeni e quello di progesterone. Se questi squilibri capitano durante i grandi cambiamenti della vita nell’apparato genitale – il primo anno di mestruazioni, alcuni mesi successivi al puerperio e naturalmente l’avvicinarsi della menopausa – non c’è da preoccuparsi. A titolo illustrativo, se invece avete, ad esempio, 30-35 anni e non avete partorito da poco, forse è bene consultare un ginecologo.

Un’altra ragione legata ai grumi possono essere le carenze di ferro. È grazie a questa sostanza che l’organismo può produrre l’anticoagulante naturale, per cui, per escludere o verificare quest’ipotesi, il ginecologo potrebbe chiedervi di eseguire degli esami del sangue e, nel caso, di assumere degli integratori e condurre una dieta ricca di ferro.

Nei casi più gravi, quello che ci può apparire come un coagulo mestruale è invece un aborto spontaneo. C’è una differenza: i grumi innocui sono dello stesso colore delle mestruazioni, quelli dell’aborto possono essere giallognoli e grigi. Se li notate, è bene recarvi al più vicino pronto soccorso: non spaventatevi oltremisura però, anche in quel caso potrebbe trattarsi di uno scompenso ormonale che sta provocando l’aborto, ma i medici sapranno aiutarvi con un ciclo di ormoni progestinici che vi aiuterà a portare a termine la gravidanza.

Inoltre, i grumi sono comuni in malattie e condizioni ginecologiche, come l’endometriosi, o la malattia infiammatoria pelvica. Solitamente però in questi casi i grumi sono associati ad altri sintomi che non possono passare inosservati, come mestruazioni particolarmente dolorose oppure un intenso dolore nella zona dell’addome o del bacino.

SaluteLab individua anche altre possibili cause per i grumi. Tra queste c’è la formazione di fibromi uterini – per cui il ginecologo potrebbe disporre ecografia e biopsia per escluderli o confermarli – l’assunzione di contraccettivi ormonali ma anche delle anomalie ereditarie come la malattia di Von Willebrand – che è caratterizzata appunto da menorragia, cioè eccessivo sanguinamento durante le mestruazioni. Naturalmente, risalendo alla causa, il medico potrà indicarvi un’eventuale terapia da seguire, oppure consigliarvi di smettere di assumere la pillola anticoncezionale, soprattutto nel caso in cui sia questa a generare il vostro scompenso ormonale.

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