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Vamping, FOMO, nomofobia: le nuove patologie di ragazzi (e bambini) superconnessi

Ragazzi e bambini superconnessi. Le patologie del futuro Vamping, FOMO e nomofobia legate ai Social e all'utilizzo di Internet hanno effetti devastanti, ecco quali sono.
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Vamping, FOMO e nomofobia sono le patologie dei ragazzi e dei bambini del futuro: tutti disturbi legati all’eccessivo sfruttamento della tecnologia e di Internet fin dalla tenera età. Cerchiamo di capire quali sono i risvolti negativi legati all’iperconnessione?

Lo sguardo fisso sullo schermo, come incantato, un’attrazione fatale più di ogni cartone animato. Prima dell’avvento di Internet un bambino piangeva se un genitore non gli comprava il gioco desiderato, una bambina, se gli veniva tolta la bambola per andare a mangiare.

Oggi i bambini si disperano se gli viene strappato dalle mani uno smartphone e purtroppo, questo avviene durante anni in cui giocare con bambole e macchine sarebbe più adatto, e secondo la scienza, preferibile.

Internet ha condizionato la vita di tutti a tal punto che regalare uno smartphone ad un infante sembra d’obbligo, ma attenzione, le conseguenze sulla salute non sono di poco conto.

Secondo l’Unicef 1 utente su 3 è un bambino

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La tecnologia avanza e proporzionalmente di abbassa l’età di utilizzo di dispositivi come smartphone e tablet. Studi recenti sull’adolescenza rilevano che 3 adolescenti su 10 hanno iniziato a cliccare e strisciare il dito su dispositivi hi-tech a partire da 1 anno e mezzo, in presenza e per scelta dei genitori che stante la concessione prematura, si preoccupano almeno di bloccare le funzioni da adulti.

Secondo l’Unicef 1 utente su 3 è un bambino, ma i rischi dell’iperconnessione si estendono ai ragazzi e raccolgono una fascia d’età che va dai primi anni di vita ai 19 anni.

L’età media in cui si iniziano ad utilizzare quotidianamente smartphone e tablet è 10 anni (il 98% dei ragazzi fra i 14 e i 19 anni ne possiede uno da quell’età) mentre è a 9 anni che avviene l’accesso ad Internet vero e proprio e l’apertura di un profilo Social.

Se da una parte si abbassa la prima età di utilizzo, dall’altra crescono le ore trascorse a contatto diretto con i dispositivi. 5 adolescenti su 10 hanno dichiarato di trascorrere dalle 3 alle 6 ore con lo smartphone in mano (il 16% dalle 7 alle 10 ore e il 10% supera le 10 ore).

Per il maggior controllo dei genitori sui bambini, sono gli adolescenti ad essere più  precoci nell’utilizzo di tutte le funzioni Internet. Si pensi che il 95% di loro ha “almeno” un profilo Social -contro il 77% dei bambini- e la maggior parte arriva ad aprire e gestire fino a 6 diversi profili. il 14% inolte ha un profilo finto, necessario per evitare le intrusioni dei genitori e dedicarsi a comportamenti come il cyberbullismo e il sexting (l’invio di foto sessuali tramite Internet o cellulare).

Likemania e Followermania: esisto solo se piaccio

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Quale prezzo bisogna pagare per essere superconnessi?

Quali sono gli effetti dell’eccessiva esposizione della propria vita privata, di pensieri e immagini condivise in Internet? La filosofia dell’esistere per piacere, o della possibilità di esistere solo se si piace trova terreno fertile nella likemania e nella followermania.

La continua ricerca di approvazione che emerge dai profili social degli adolescenti è inquietante: secondo i dati disponibili 5 su 10 pubblicano tutto ciò che fanno, dalla mattina alla sera, e lo considerano normale, come se Internet fosse la vetrina della propria vita.

Molti like e molti follower accrescono l’autostima, pochi like la riducono e possono innescare depressione, ansia. Questo aspetto emerge in particolare nei selfie (il 13% dei ragazzi ha ammesso di essersi messo a dieta per ricevere): gli adolescenti fra i 14 e i 19 anni fanno almeno 5 autoscatti al giorno ma possono arrivare a 100.

Vamping e FOMO, chi è connesso non dorme o viene tagliato fuori

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Ore e ore trascorse su Internet, anche di notte, chiusi a chiave in camera o con lo smartphone sotto le coperte, quando i genitori dormono.

Questo comportamento prende il nome di Vamping (da vampiro) ed è diventata una vera abitudine fra gli adolescenti, che dichiarano di poter fare l’alba senza problemi davanti al proprio cellulare. Il 15% si sveglia tutte le notti per controllare la presenza di notifiche, leggere messaggi, comunque connettersi per paura di essere tagliato fuori dal Mondo virtuale condiviso (FOMO – Fear of Missing Out).

Le conseguenze del Vamping e del FOMO sono devastanti, non solo sulla salute per la perdita di ore di sonno ma anche per il rendimento scolastico, aumentano le possibilità di essere sopraffatti dall’ansia, suscettibili e naturalmente poco concentrati sulle attività diurne.

Alla FOMO, la paura di restare tagliati fuori dal web si lega la Nomofobia (deriva da no-mobile-phone), cioè la paura di rimanere senza cellulare: un vero e proprio terrore che si estende a tutti i casi in cui si si reca in luoghi dove non c’è rete.

Sfide Social estreme: cosa sono e cosa comportano i Challenge

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Una sfida a chi beve di più, o nei posti più improbabili. Un’altra a chi fa la foto più sexy, o somigliante ad una star. Un’atra sfida a chi riesce a fare foto di nudo coprendo le parti intime con un dito.

Sono questi i Challange, i contest di selfie che partono con una catena Social e fanno il giro di migliaia di utenti adolescenti attraverso i tag. Si dà il tema al contest e si invitano praticamente i ragazzi a postare foto o video in cui si fanno cose pericolose o che mettono a repentaglio la propria immagine (lo fa 1 adolescente su 10. Dagli studi sugli adolescenti è che il 12% è stato sfidato a fare un selfie estremo per dimostrare il proprio coraggio).

Ecco una lista di alcuni Challenge che si sono recentemente diffusi:

  • la catena alcolica. Vince chi beve di più e fa foto o video in cui vomita o si trova in luoghi strani;
  • thigh gap. Si scattano foto dell’arco fra le gambe;
  • belly sloat. Si scattano foto dell’ombelico.

La dipendenza da Whatsapp

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La quasi totalità (il 99%) degli adolescenti non può fare a meno di Whatsapp, di chattare tutto il giorno compulsiva, scambiarsi immagini, video, commenti Social etc etc… . Il 93% si scambia i compiti assegnati a scuola su gruppi di classe mentre il 70%  utilizza l’APP solo per messaggiare.

Quali comportamenti dovremo aspettarci in futuro?

La socialità in Internet cresce, ma si abbassa la socialità reale. Per rimanere aggiornati sull’evoluzione degli studi basta consultare i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza.