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Tumore al seno e ovaie: l'utilità del test genetico BRCA1 e BRCA2

Dalla metà degli anni '90 a seguito di studi condotti su un campione di famiglie in cui si erano registrati numerosi casi di tumori al seno e/o all'ovaio su donne di giovane età, sono stati identificati due geni, BRCA1 e BRCA2.

COSA SONOBRCA1 e BRCA2, (dall’inglese Breast Cancer Type 1 e Breast Cancer Type 2 susceptibility protein, ossia proteina di suscettibilità al cancro alla mammella di tipo 2) sono due proteine che negli esseri umani sono codificate dai geni BRCA1 e BRCA2 che appartengono alla famiglia dei geni onco-soppressori. I geni onco-soppressori sono geni che codificano per prodotti che agiscono negativamente sulla progressione del ciclo cellulare proteggendo quindi la cellula stessa dall’accumulo di mutazioni potenzialmente cancerose. Quando questi due geni sono assenti o inattivati, ad esempio in seguito ad una mutazione, la cellula può progredire verso la trasformazione in cellula cancerosa. Nonostante la struttura dei due geni sia differente, essi codificano proteine essenziali per la riparazione del DNA danneggiato. È stato dimostrato che una variazione di questi due geni provoca un aumento del rischio di contrarre un carcinoma mammario. I ricercatori, infatti, ritengono che un difetto nelle due proteine induca le stesse a non poter riparare le mutazioni in altri geni, in questo modo tali mutazioni si assommano e possono indurre la cellula a replicarsi in maniera incontrollata, dando vita ad una massa neoplastica.

IL TEST. Il tumore della mammella è una patologia assai frequente nella popolazione femminile, che si manifesta al di sopra dei cinquant’anni, mentre il tumore maligno dell’ovaio è una malattia poco frequente. Diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che donne con familiari di primo grado che hanno sviluppato uno di questi due tumori, riscontrano un rischio più alto di contrarre la patologia. Il test genetico dei geni BRCA1 e BRCA2 è un’analisi della mutazione dei due geni che è condotta al fine di valutare la predisposizione genetica del paziente allo sviluppo di tumori al seno e all’ovario. Dai risultati delle analisi mutazionali oggi disponibili si deduce che la probabilità di trovare una mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2 è alta (più del 50%) sopratutto quando la storia familiare riporta numerosi casi di tumore al seno o all’ovaio in giovane età, mentre è relativamente basso (circa il 10%) il caso in cui la mutazione dei geni si possa associare ai tumori al seno quando vi è un solo caso di tumore al di sotto dei quarant’anni.

I geni BRCA1 e BRCA2 rappresentano, quindi i principali geni responsabili della predisposizione ereditarie a queste patologie. Una parte dei tumori al seno e all’ovaio sono detti “sporadici”, poiché le mutazioni vengono acquisite in modo del tutto casuale durante il corso della vita e non vengono trasmesse alla progenie, ma una cospicua percentuale dei tumori può essere ereditaria. Circa il 14% dei tumori al seno e il circa il 10% dei tumori ovarici siano causati dalla mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2, le mutazioni avvengono a livello della linea germinale che possono essere trasmessi da entrambi i genitori, sia a figli maschi che a figlie femmine, in maniera autosomica dominante, cioè vi è il 50% di probabilità di ereditare la suscettibilità ai tumori. Le persone che ereditano una mutazione alla linea germinale nascono quindi con una copia del gene mutata, tuttavia è da sottolineare il fatto che i soggetti in questione non ereditano il tumore, ma hanno una probabilità più alta di predisposizione a svilupparlo.

L’utilità del test quindi è quella di cercare le mutazioni dei due geni in modo da poter controllare, attraverso altri esami quali ad esempio la mammografia, l’insorgenza di tumori al seno ed ovarici anche in soggetti in cui non vi sia una storia familiare con precedenti di neoplasie, in quanto il rischio è paragonabile in donne della stessa età. Naturalmente nei soggetti che presentano una storia familiare con soggetti affetti da tumori il test è utile per ricercare la diretta mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2. È bene svolgere il test, unito ad altri esami clinici, dai ventisei anni in su con maggiore frequenza ( nei casi del tumore al seno è bene svolgere la mammografia e la risonanza magnetica ogni 6 mesi, mentre nel caso del tumore ovarico gli esami vanno svolti ogni sei mesi) dai quarant’anni in poi.

È possibile che il test escluda la presenza di un alto rischio di tumore, in quel caso si consigliano le misure di sorveglianza solite: mammografia, screening, analisi generiche e/o specifiche.

Il test genetico BRCA1 e BRCA2 è utile quindi solo per determinare se vi è una predisposizione genetica alle mutazione dei due geni. Un risultato positivo indica la presenza di una o più mutazioni e quindi può essere stimato in termini probabilistici il rischio di sviluppare un tumore associato a quella mutazione. Un risultato negativo indica l’assenza di mutazioni, ma non sta a significare l’immunità totale alla comparsa di neoplasie.