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Stress da lavoro: riconoscerlo e curarlo

Lo stress da lavoro è molto diffuso e, oltre a non farci vivere bene il nostro impiego, può rovinare relazioni e addirittura la nostra salute. Soltanto ammettendo di soffrirne e individuando la causa principale possiamo liberarcene.
Stress da lavoro
Fonte: Web

Essere stressati, a volte, purtroppo non è soltanto uno stato d’animo, ma un vero e proprio stile di vita.

Lo stress da lavoro è una sindrome piuttosto diffusa che può avere molteplici cause: dall’ansia di non riuscire in quello che si fa alla pressione delle scadenze, da litigi con il capo o i colleghi alla precaria situazione economica, dall’insoddisfazione per i propri risultati troppo scarsi all’impossibilità di valorizzare appieno le proprie capacità… Fino a quella più comune, ovvero la difficoltà a conciliare la vita privata e familiare con quella lavorativa, come ha dimostrato uno studio dell’Università Bocconi di Milano.

In Europa, un lavoratore su quattro sembra esserne affetto e a risentirne non è soltanto lui, ma di riflesso le persone che lo circondano e l’ambiente lavorativo. Quando la situazione generale, sia dal punto di vista economico che delle prospettive lavorative, è abbastanza sfavorevole, e si aggiungono la mancanza di obiettivi, la scelta di un percorso che non ci piace e l’incapacità organizzativa o la scarsa programmazione, tutto di colpo appare insostenibile.

Stress da lavoro: come individuarne i sintomi e quali possono essere i rischi

Stress da lavoro sintomi
Fonte: Web

La lista dei sintomi dello stress da lavoro è molto lunga e chiunque ci sia passato si riconoscerà. Innanzitutto, si inizia a provare un senso di frustrazione e insofferenza, che coincide con l’esaurimento delle energie del nostro organismo.

Ciò si ripercuote in primo luogo sul proprio posto di lavoro: calano inevitabilmente l’attenzione, il rendimento e la memoria, aumentano ritardi e assenze così come possono insorgere problemi disciplinari o difficoltà a relazionarsi con gli altri.

Dopo di che, tutto inizia a ripercuotersi sul comportamento, anche nei momenti di tempo libero: insicurezza o impulsività, indecisione o impazienza, isolamento e consumo più frequente di sigarette e/o alcool sono già degli indizi che qualcosa non va.

Quando raggiungiamo davvero il limite, i disturbi diventano di carattere psicologico e il campanello d’allarme dovrebbe suonare, se non per noi, almeno per i nostri cari. Frequenti crisi di pianto, cattivo umore cronico, pessimismo, autocommiserazione, ansia, angoscia, depressione fino a veri e propri attacchi di panico ci avvertono che dobbiamo rallentare il ritmo, analizzare meglio i problemi e capire come stare meglio e fare di meglio.

Il rischio, altrimenti, non è soltanto perdere alcuni dei nostri clienti o essere licenziati, ma compromettere la nostra salute. Per prima cosa, l’alimentazione è uno dei primi campi che viene stravolto: si può avvertire una stretta allo stomaco o una continua fame. Di conseguenza, possono insorgere malattie digestive come ulcera e colite.

Anche il nostro sonno potrebbe risentirne, dato che l’ansia ci farebbe addormentare tardi e risvegliarci frequentemente nel corso della notte, andando ad incrementare le probabilità di soffrire di emicrania e mal di testa il giorno dopo e rendendo difficile il far svanire quell’orribile sensazione di spossatezza.

A seconda dell’individuo, si potrebbero verificare un aumento della sudorazione, un calo delle prestazioni sessuali, tensione muscolare, tic nervosi e sfoghi cutanei.
La tachicardia, un’altra delle più fastidiose conseguenze dello stress da lavoro, nei casi più gravi potrebbe provocare problemi cardiovascolari come l’infarto o l’angina!

Combattere lo stress da lavoro correlato

Stress da lavoro combattere
Fonte: Web

Dal 2009 è obbligatorio per le aziende far valutare i propri collaboratori in modo tale da curarli e da non perdere risorse essenziali. L’unica cura possibile, in realtà, siamo noi: dobbiamo renderci conto che il nostro carico è poco sostenibile e porci qualche domanda, magari analizzando le risposte assieme a qualche amico e cercando di capire quale possa essere l’origine:

  • Se riversiamo nel lavoro problemi esterni dobbiamo concentrarci sul lasciare separate le due sfere, dato che il lavoro non può risolvere problematiche personali, ma può non diventare un altro cruccio.
  • Se invece è proprio il lavoro a ridurci in questo stato, bisogna individuare e affrontare la causa all’interno del nostro luogo d’impiego. Bisogna non portare la tensione a casa per recuperare la calma e godere di tutte le piccole soddisfazioni e degli affetti che abbiamo al di fuori dell’ambiente di lavoro.

In ogni caso, non dobbiamo aver paura di chiedere aiuto e magari fare due chiacchiere con uno psicologo nel caso in cui insorgano attacchi di panico o si manifestino i primi sintomi dello stress da lavoro.

Ammettere il problema, in fondo, è sempre un passo verso la guarigione.