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7 Strani segnali che Rivelano la nostra Salute: la Dimensioni dei Polpacci, per esempio

Sappiamo che oscillazioni continue di peso o un colorito giallastro non sono certo indicatori di buona salute. Ma avremmo mai pensato di dover badare alla lunghezza delle gambe, delle dita o alla taglia di reggiseno? Ebbene sì, a volte l'organismo ci invia messaggi bizzarri e difficili da comprendere. Andiamo a conoscerli e a scoprire come interpretarli!
7 strani indicatori della nostra salute
Fonte: Web

Il nostro organismo cerca costantemente di inviarci messaggi in merito al nostro stato di salute generale. Metà del problema è imparare a riconoscere questi segnali, anche perché spesso non sono chiari come vorremmo che fossero. Siamo sufficientemente abili a comprendere i comuni allarmi che indicano salute carente: repentine oscillazioni del peso corporeo, pelle macchiata o con acne, cattivo odore. Ma non siamo abituate a interpretare segnali più bizzarri, come la lunghezza delle nostre dita.

Rebecca Goldin – riporta bustle.com -, una ricercatrice e matematica della George Mason University, ha spiegato a Wired che noi possiamo avere accesso a enormi database di informazioni curiose correlate con il nostro benessere. I medici possono usare strategie non convenzionali per diagnosticare cancro, problemi al cuore e malattie croniche.

La dottoressa Goldin ci ricorda anche che questi strani indicatori non dovrebbero essere presi come vangelo. Può essere frequente incontrare medici che non sono affatto d’accordo su alcuni argomenti; e quando qualcosa viene pubblicato sulle riviste mediche, viene immediatamente confutato con aria di sfida da un altro medico.

La cosa importante da sapere per noi, comunque, sono i potenziali rischi: dovremmo riuscire a tener sempre aperta la linea di comunicazione con il nostro organismo. La buona notizia è che se ascoltiamo i segnali del nostro corpo e cogliamo qualcosa con largo anticipo, potremo curarci a dovere e proseguire serenamente la nostra vita.

Ecco qui i 7 più bizzarri indicatori del nostro stato di salute!

1. Le unghie delle mani

le unghie delle mani
Fonte: Pinterest

Prima di prendere il prossimo appuntamento per mani- e pedicure, diamo una sbirciata alle nostre unghie, che potrebbero indicare se ci sia qualcosa che non va. Guardiamo anzitutto il colore: se ci sono zone rossastre, potrebbe essere un sintomo di lupus, una malattia che fa in modo che il nostro sistema immunitario attacchi i tessuti sani. Una condizione che generalmente va di pari passo con rash cutanei sul dorso delle mani e con rigonfiamenti alla base delle unghie. Facciamolo presente al nostro dottore, se notiamo sfumature giallastre, perché potrebbero essere il segno di disturbi respiratori gravi, come bronchiti croniche.

Può essere che il colore sia perfettamente normale. Bene, possiamo escluderlo dalla lista. Ma c’è qualcos’altro cui prestare attenzione. Per esempio, gli “avvallamenti” che attraversano l’unghia orizzontalmente. Anche quelli non sono un buon segno: si manifestano perché la crescita delle cuticole è interrotta da disturbi associabili a un diabete non curato correttamente e a disturbi della funzione vascolare periferica. Potrebbero anche indicare che stiamo soffrendo di morbillo, orecchioni o polmonite. Una potenziale causa meno grave potrebbe essere la carenza di zinco.

2. La dimensione dei polpacci

Fonte: Web
Fonte: Web

Nel 2009, uno studio pubblicato sulla rivista medica Stroke ha rivelato che le donne con polpacci piccoli – circa 33 centimetri o meno – sono più inclini a sviluppare placche alla carotide, che a loro volta possono condurre all’infarto. Le donne con polpacci più muscolosi hanno più grasso sottocutaneo nelle loro gambe, che prendono acidi grassi dalla circolazione sanguigna e li accumulano in posti in cui non danneggiano il corpo. I polpacci di dimensioni più ridotte non riescono a eseguire questo processo, quindi gli acidi grassi non sono trattati adeguatamente.

Se stiamo fissando i nostri polpacci da teenager e stiamo morendo di paura, fermiamoci finché siamo in tempo. Possiamo prevenire un attacco di cuore con una dieta sana e con esercizio fisico appropriato. Chiediamo al nostro medico se siamo seriamente a rischio, e nel caso iniziamo a inserire tè verde nella nostra routine quotidiana. Gli studi scientifici hanno dimostrato che i giapponesi che bevono cinque o più tazze di tè verde al giorno hanno minori possibilità di sviluppare disturbi cardiaci.

3. Il senso dell’olfatto

il senso dell olfatto
Fonte: Web

Abbiamo difficoltà a identificare gli odori o semplicemente non sentiamo gli stessi odori dei nostri amici? Le possibilità possono essere un banale naso tappato, ma anche un Alzheimer incipiente. L’istituto statunitense dei disturbi neurologici ha condotto uno studio che affermato che i topi che producono elevati livelli di proteina precorritrice della beta-amiloide – associata all’Alzheimer – hanno mostrato maggiori danni alle cellule nervose del naso. I topi privi della proteina dell’Alzheimer, nelle medesime condizioni di salute, non hanno avuto invece alcun problema con il loro olfatto.

Gli effetti di questo disturbo neurologico sull’olfatto sono simili a ciò che accade nel resto del corpo, ma la perdita dell’olfatto è uno dei primissimi segnali a manifestarsi. Se abbiamo una storia famigliare di Alzheimer e ci sembra che il nostro olfatto non funzioni come sempre, rivolgiamoci al nostro medico e chiediamo un parere.

4. La lunghezza del dito indice e dell’anulare

lunghezza dito indice e anulare
Fonte: Web

Guardando le nostre unghie, dovremmo dare un’occhiata anche alle dita. Ci sono due geni, chiamati HOXA e HOXD, che rilasciano la loro magia quando ancora siamo nell’utero materno: sviluppano la lunghezza del dito indice e dell’anulare, oltre a generare testosterone, un ormone estremamente importante sia per gli uomini che per le donne. Se c’è un qualche squilibrio di sorta, l’indice sarà più corto dell’anulare, e per le donne questo può significare osteoartrosi alle ginocchia, come afferma uno studio pubblicato nel 2008 su Arthritis & Rheumatism.

Se l’anulare è più lungo, potremmo registrare livelli più bassi di estrogeni rispetto alla media delle persone. Nonostante questo non sia una garanzia di sviluppare l’osteoartrosi, una carenza di estrogeni contribuisce per certo a questa possibilità. Trattiamo gentilmente le nostre ginocchia – questo vuol dire ridurre al minimo le attività sportive ad alto impatto per le ginocchia – e inseriamo nel nostro allenamento quotidiano esercizi di resistenza.

5. Gli occhi

gli occhi
Fonte: Web

Il dottor Andrew Iwach, professore associato di oftalmologia all’università della California San Francisco, ha spiegato che gli occhi sono l’unica parte del corpo in cui si possono vedere a occhio nudo i nervi, le arterie e le vene senza dover effettuare alcuna incisione. E questo può rivelare costa sta accadendo nel resto del corpo. Se normalmente abbiamo gli occhi più o meno iniettati di sangue, potremmo soffrire di un’emorragia subcongiuntivale. Tradotto: c’è una perdita nei capillari dell’occhio che potrebbe indicare un’elevata pressione sanguigna o disordini piastrinici, che interferiscono con la coagulazione.

Se una pupilla è più grande dell’altra, potrebbe essere un indizio di sifilide, sclerosi multipla o tumore cerebrale. È importante considerare anche il colore degli occhi: tonalità giallastre indicano un accumulo di bilirubina, una sostanza introdotta dalla rottura dell’emoglobina, la molecola che trasporta l’ossigeno. Ciò potrebbe voler dire che stiamo covando complicazioni al fegato, dall’epatite alla cirrosi. Facciamo attenzione a eventuali ingrossamenti delle palpebre, poi, che potrebbero evidenziare disturbi ereditari, e agli occhi sporgenti, causati da disordini della tiroide.

6. La lunghezza delle gambe

la lunghezza delle gambe
Fonte: Web

Il Journal of Epidemiology and Community Health afferma che donne con gambe “tozze” – ma noi preferiamo parlare di donne compatte – hanno bisogno di prestare maggiore attenzione al loro fegato. Se le gambe misurano tra i 50 e i 74 centimetri al’incirca, generalmente si registrano livelli più alti di enzimi associati a disturbi del fegato. Ma ci sono anche altri fattori da considerare, come per esempio lo stile di vita e l’alimentazione con cui siamo cresciute.

Per prevenire patologie del fegato, è bene limitare l’assunzione di alcol e proteggersi dalle sostanze chimiche contenute in alcuni prodotti per la pulizia. L’agopuntura è altresì un buon metodo per mantenere il fegato e gli organi circostanti in buona salute, riducendo le infiammazioni e migliorando la circolazione sanguigna.

7. La misura del seno

la misura del seno
Fonte: Web

Contro ogni aspettativa, la misura del seno può essere correlata alla salute mentale. Le donne con seno abbondante o asimmetrico sono più inclini a disturbi dell’alimentazione e a mancanza di autostima: lo rivela uno studio pubblicato su Plastic e Reconstructive Surgery. Tutto ciò si lega all’incapacità di allenarsi regolarmente e sentendosi a proprio agio. Una donna con una coppa D o superiore ha 1,5 probabilità in più di sviluppare il diabete di tipo 2, perché il tessuto adiposo accumulato in quell’area tende a respingere l’insulina.

Fare più esercizio fisico aiuta realmente, dimostrano gli studi. Anche 30 secondi di accelerazioni in bici migliorano la capacità dell’organismo di metabolizzare gli zuccheri nel sangue, e già dopo sole sei sessioni. Questo può aiutarci a prevenire il diabete così come a migliorare la condizione generale di benessere emotivo.

Bene, care amiche, ci è sembrato corretto illustrarvi nei particolari questi sette indicatori del nostro stato di salute. Ma attenzione: non dobbiamo intimorirci, né tanto meno impazzire o lasciarci prendere dall’ipocondria. Se realmente abbiamo qualche dubbio, rivolgiamoci serenamente al nostro medico di base (che eventualmente ci indirizzerà a uno specialista): siamo sicure che, nella stragrande maggioranza dei casi, sarà lui il primo a rassicurarci. Ok?