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Puntura di ape: come riconoscerla e cosa fare

Una delle comprensibili paure quando si passa una giornata all'aperto, che siate in campagna, al mare, in montagna o in città, è la puntura di insetto. Se la puntura di ape è più rara rispetto alla puntura di una vespa, non è detto che non possa capitare. Ecco i sintomi e i rimedi e cosa fare per non farsi prendere dal panico!
Puntura di ape
Fonte: Web

Probabilmente sarà capitato anche a voi di correre urlando in un sentiero di montagna o di gettarvi precipitosamente nell’acqua gelida per sfuggire a una fastidiosissima puntura di ape.

Sembra assurdo avere paura di un essere tanto più piccolo di noi, eppure tutti sappiamo come possa farci male. Per alcuni basta solamente vederla o sentirne il ronzio per sprofondare nel panico, mentre altri seguono la filosofia “se non le do fastidio, lei non verrà a cercarmi”.

In ogni caso, che sia per sbaglio, perché infastidita, perché attirata dal cibo, può capitare di essere punti da un’ape. Ecco quali sono i sintomi e i rimedi.

Riconoscere una puntura di ape dai sintomi

Puntura di ape sintomi
Fonte: Web

Anche se a seguito di una puntura odiamo quel terribile (ma indispensabile) insetto che ci ha fatto questo, per l’ape la situazione è ben più grave dato che, una volta che il loro pungiglione si stacca e si conficca nella nostra pelle, muore. Per questo motivo è più difficile essere punti da un’ape rispetto a una vespa, molto più aggressiva al punto da pungere anche senza sentirsi minacciata.

Subito dopo essere stati punti, si prova un’immediata sensazione di dolore o di bruciore, estesa anche alla zona circostante. Guardando la parte colpita si delineerà immediatamente una parte arrossata in corrispondenza del pungiglione, una parte biancastra che indica dove ha perforato la pelle e un leggero gonfiore che nei casi meno gravi va via dopo qualche ora. Anche la comparsa di un eritema o di un indurimento legato al prurito locale è una reazione normale.

Si possono presentare, circa nel 10% delle persone, sintomi più persistenti come estremo rossore,
gonfiore nella sede della puntura che aumenta gradualmente nel corso dei giorni e grandi reazioni locali che tendono a risolversi tra i cinque e i dieci giorni. In questo caso è bene rivolgersi ad un medico per un trattamento preventivo per il futuro.

Alcune persone sono proprio allergiche e in seguito a una puntura di ape possono addirittura avere una anafilassi, condizione minacciosa per la vita. L’anafilassi si manifesta attraverso la rapida diffusione di reazioni cutanee in parti del corpo diverse dalla zona di puntura, come orticaria e prurito, accompagnate da pelle arrossata o pallida, difficoltà a respirare, progressivo gonfiore della gola e della lingua, il polso che diventa sempre più debole o rapido, nausea, vomito o diarrea, vertigini o svenimenti e la finale perdita di coscienza.

Può capitare anche di distruggere inavvertitamente un alveare e, in tal caso, più di una dozzina di punture può indurre una reazione tossica, a causa dell’accumulo di veleno. Nausea, vomito o diarrea, mal di testa, vertigini, sensazione di svenimento, convulsioni e febbre sono, in questo caso, tutte le conseguenze che ci possiamo aspettare.

Le punture possono rappresentare un’emergenza medica per bambini, anziani e persone che hanno problemi cardiaci o respiratori. I sintomi possono essere aggravati dall’assunzione di determinati farmaci, come un beta-bloccante. Nei giorni successivi alla puntura di ape, la zona colpita si potrebbe infettare, perciò bisogna fare molta attenzione e medicare costantemente.

“Ahi, mi ha punto un’ape!”: ecco cosa fare e quali sono i rimedi

Puntura di ape rimedi
Fonte: Web

La regola numero uno è niente panico. La tempestività è tutto, sia per far passare prima il dolore sia per soccorrere chi ha avuto reazioni più gravi.

Innanzitutto, la prima cosa da fare è rimuovere il pungiglione il prima possibile, poiché continua ad iniettare veleno fino a 60 secondi dopo il morso. È un’operazione delicata perché se si rompesse il pungiglione si provocherebbe un danno maggiore, in quanto si diffonderebbe tutto il veleno in esso contenuto. Per agire l’ideale sarebbe una pinzetta per le ciglia, altrimenti si può provare con l’unghia, in ogni caso dopo averle lavate o disinfettate. Dopo di che gli impacchi freddi alleviano il dolore, ma tra i rimedi naturali si annoverano anche la cipolla e il succo di limone

Se la persona è allergica bisogna subito applicare una crema di idrocortisone e prendere un antistaminico per bocca. Se ormai è troppo tardi, sarà necessario iniettare una dose di adrenalina, oltre a cercare di fornire ossigeno e di aiutare la respirazione con una iniezione cortisonica. Naturalmente è il caso di chiamare il 118 e recarsi al Pronto Soccorso per assicurarsi che la persona stia meglio e che lo shock anafilattico si risolva prontamente.