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Pericoli e dipendenze da Internet: psicologia della rete

Leggendo il titolo forse ciascuno di noi storcerebbe il naso e penserebbe: "ma quali pericoli... io sono del tutto padrone dell'utilizzo di internet" e può anche essere vero per molti di noi, ma molti altri, purtroppo possono, cadere in determinati meccanismi che portano inesorabilmente ad una patologia.


Alcuni campanelli d’allarme possono essere il bisogno di avere sempre il Computer acceso e di accedere ad internet anche in momenti impensabili come per esempio a notte inoltrata quando ci si alza per andare in bagno oppure la sensazione di vuoto terribile quando si spegne il modem… questo è il momento di rivolgersi ad uno psicologo perchè i campanelli di cui abbiamo parlato sono segni evidenti di una patologia chiamata in America Internet Addiction Disorder (disturbo da dipendenza da Internet).

Negli ultimi anni, diversi casi clinici analizzati, hanno spinto i ricercatori a coniare questo nuovo termine, figlio della società iper-tecnologica in cui viviamo e che ci bombarda a 360° di tentazioni: telefono, computer, televisione, tablet, apparecchi mp3 etc. In alcune persone, infatti, l’impiego esagerato di Internet può comportare il manifestarsi di disturbi psicologici, che a volte sfociano in veri e propri disordini psichici. Ossia:

1) Dipendenze da relazioni virtuali: le relazioni tramite l’esclusivo utilizzo di internet vanno a discapito dei contatti reali. La comunicazione nelle chat è dominata dalla sensazione, spesso illusoria, di essere capiti e di capire, di condividere le emozioni proprie ed altrui. Questa illusione, molto spesso, si rende evidente nel momento in cui si decide di abbandonare l’ambiente virtuale per quello reale: il meccanismo è semplice perchè la modalità di conoscenza virtuale offre l’impressione di conoscere bene ed in breve tempo un’altra persona poichè è come se annullasse la necessaria quantità di tempo per conoscersi e per provare tutte le relative sensazioni come per esempio l’incertezza, la curiosità o le piccole frustrazioni che possono verificarsi. Ma si tratta di una convinzione errata tanto che a volte le relazioni instaurate on line incontrano il primo scoglio nella prova della realtà e non lo superano.

2) Dipendenza da eccesso di informazione: Internet offre una ricchezza di notizie immensa tanto da indurre ad estenuanti zapping da un sito all’altro. La ricerca di nuove informazioni può far perdere il senso del tempo ed anche tante ore di sonno.

3) Dipendenza da giochi d’azzardo: la letteratura in materia ormai sottolinea quanto il gioco d’azzardo attragga un numero elevato di persone. Ora, con la diffusione di Internet, c’è anche la possibilità di giocare da casa, abbattendo non pochi limiti come per esempio la distrazione della presenza di altri giocatori. Tale semplicità d’accesso e di svolgimento facilita la durata del gioco che può quindi arrivare a diverse ore consecutive e quindi la possibile perdita di somme considerevoli. Il gioco d’azzardo classico, sebbene privo di tale caratteristiche, ha lo stesso grado di pericolo e purtroppo la stessa numerosità di vittime.

4) Dipendenza da sesso virtuale: questa è in realtà una patologia che aveva già fatto “vittime” in passato attraverso le linee telefoniche erotiche. Il telefono allora, Internet oggi… aumentano quindi la possibilità di disporre di siti e chat-line a luci rosse. Per alcuni il sesso virtuale comporta una gratificazione tale da ridurre il desiderio di una normale vita di relazione. Dietro la tastiera e quindi in modo anonimo, chiunque di noi si sente autorizzato ad essere molto più esplicito, senza tabù e tale modalità permette di affacciarsi a forme di eccitazione nuove tanto da renderle proprie perversioni. Purtroppo però si tratta di una vera e propria allucinazione del desiderio che non fa che allontanare dai rapporti reali che ormai, in confronto a quelli virtuali, perdono la loro valenza e si mostrano insignificanti e limitati.

Tutte queste patologie hanno in comune la Rete ma soprattutto un incremento della sensazione di poter controllare la realtà. La chat, in assenza di video-camera, permette di usare la fantasia a proprio piacimento sia nel presentarsi che nel trattare con gli altri ma anche nell’immaginare chi sta dall’altra parte dello schermo. E infatti spesso si dichiarano identità sessuali false, si migliora il proprio aspetto fisico, si diminuisce o aumenta l’età e si modifica la propria occupazione o stato civile. La menzogna offre un’euforia nuova, quella della libertà illimitata e anche di viversi diversi, di sentirsi affascinanti e mostrando lati di sè che in un contesto reale non si sente di poter esaltare.

L’utilizzo di internet permette quindi la costruzione di un mondo virtuale in cui il proprio IO è quello ideale e quindi conseguentemente si può godere di queste nuove caratteristiche. È facile quindi immaginare che, con queste sensazioni a portata di mano, spegnere il modem e tornare in famiglia o tra gli amici diventa difficile se non “impossibile”. La difficoltà di liberarsi da tale meccanismo risiede nel fatto che tale “compulsione” (bisogno irrazionale di compiere determinate azioni) si basa sul “piacere” anziché sulla “fobia” e proprio per questa caratteristica, per eliminarla è necessario impegnarsi a fondo con un professionista esperto.

Ma chi può cadere vittima di questo subdolo meccanismo?!
Potendo tracciare un identikit parliamo di una fascia d’età tra i 15 e 40 anni, un’ottima padronanza degli strumenti informatici e la possibilità di vivere momenti di isolamento a causa di turni lavorativi o condizioni geografiche particolari. A volte sono soggetti con pre-esistenti problemi psicologici, psichiatrici o con rapporti familiari difficili. Il soggetto-tipo che può essere predisposto a sviluppare tale disturbo è caratterizzato da tratti di ossessione e compulsione, prova inibizione nei rapporti sociali, può preferire l’isolamento e quindi Internet rappresenta un modo per fuggire dalla realtà. Arrivare ad abusare di Internet può essere la conseguenza di un senso di vuoto, di frequenti vissuti di solitudine o da insicurezza tale da impedire di affrontare la quotidianità tanto da negarla proprio per la sensazione di percepirla minacciosa e deludente.

Parlando di patologia purtroppo vanno annoverati anche i danni che provoca:

  1. obesità, dovuta alla mancanza di movimento ed alle cattive abitudini alimentari prese davanti al monitor. Contrariamente può verificarsi un’inappetenza dovuta alla stessa estraniazione dal mondo reale;
  2. dolori alle articolazioni;
  3. problemi alla vista;
  4. vertigini e nausea;
  5. alienazione;
  6. difficoltà nei rapporti familiari dovuti alla carenza comunicativa tipica di chi preferisce l’uso del pc.

Per quanto complicato, uscire da una tale situazione è possibile! La prima cosa da fare, se vi riconoscete in alcuni di questi sintomi, è parlarne con qualcuno e questo può essere il primo passo verso un maggior benessere. Poi rivolgetevi ad uno psicologo perché la psicoterapia è sempre un ottimo alleato e anche patologie del genere si risolvono spesso con un percorso mediamente breve!

Dott.ssa Cristina Colantuono