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Perdite vaginali marroni, bianche, gialle: cosa dicono sul tuo stato di salute

Le perdite vaginali sono un vero e proprio elemento di disturbo. Che siano marroni, bianche o gialle, entriamo subito nel panico. Ma quando dobbiamo preoccuparci e quando, invece, possiamo stare tranquille?
Perdite marroni, perdite bianche, perdite gialle
Fonte: Web

Noi donne ne dobbiamo sopportare veramente di ogni. Ammettiamolo: la natura non è stata molto clemente con noi. Già solo a pensare al ciclo mestruale e a tutte le “conseguenze” che comporta, tra sindrome premestruale, sbalzi d’umore, crampi uterini, dolore alle ovaie, nervosismo alle stelle… per non parlare della fame che ci assale a qualunque ora del giorno e della notte provocando una guerra interiore tra dieta e voglia isterica di cibo. Ovviamente ci sono delle eccezioni ed esistono donne che vivono il ciclo in maniera del tutto serena e tranquilla (beate loro!).

Oggi, però, vogliamo parlarvi di un argomento molto comune nel nostro piccolo mondo femminile, e che (soprattutto per chi le riscontra per la prima volta) è motivo di allarme (a volte inutile) perché non si riesce a capire il motivo della loro presenza; stiamo parlando di perdite marroni, bianche e gialle. Perché le abbiamo? Ci dobbiamo preoccupare?

Cosa dicono le perdite vaginali sulla nostra salute? Partiamo con ordine e scopriamo qualcosa in più al riguardo.

Perdite marroni: quali sono le possibili cause?

Perdite marroni, perdite bianche, perdite gialle
Fonte: Web

Le perdite marroni sono perdite di sangue scuro che generalmente non sono di tipo mestruale e si possono verificare sia nel periodo intermestruale (e quindi tra un ciclo e l’altro), sia poco prima dell’arrivo delle mestruazioni, sia durante la prima fase della gravidanza. In quest’ultimo caso, sono molte le donne che, sapendo di essere incinte si allarmano subito, perché come di norma accade, durante la gravidanza le mestruazioni prendono una piccola pausa per poi tornare subito dopo il parto.

Viene dunque spontaneo chiedersi: “come mai ho le mestruazioni se sono incinta?” Non sono mestruazioni e (in questo caso) la loro presenza non è affatto un problema, perché durante la prima fase della gravidanza, le perdite marroni sono date dall’impianto dell’ovulo nell’utero, che in medicina prende nome di impianto di sanguinamento.

Ma se quello delle perdite da impianto non è il nostro caso e il nostro ventre non ospita nessuna creaturina, come mai si presentano? Le cause possono essere di vario genere, il primo tra tutti: lo stress.

Il cortisolo (un ormone cui i livelli si alzano quando siamo stressate) e l’adrenalina (altro ormone e neurotrasmettitore) lavorano insieme e allarmano il nostro corpo influenzando l’ipotalamo (la parte del nostro cervello che regola anche l’attività delle ovaie) come tutti i bioritmi corporei.

Quando una donna ha problemi molto gravi con l’alimentazione, e quindi anoressia, bulimia e/o obesità data dall’ingurgitamento compulsivo di cibo, il ciclo mestruale ne risente molto e tende a perde la sua regolarità. Questo avviene soprattutto nel caso di bulimia nervosa, che può comportare anche ad altri problemi come l’amenorrea secondaria.

Nel 10% delle donne, tra un ciclo e l’altro, la presenza delle perdite marroni può essere causata dall’assunzione di pillole anticoncezionali e dall’anello vaginale. Tra le cause organiche, invece, spiccano le cisti ovariche e l’ovaio policistico, ma in questo caso bisogna verificare con un’ecografia pelvica.

Le perdite marroni possono essere causate anche dall’ectopia, che è la disposizione sbagliata di un organo del corpo, in questo caso parliamo del collo dell’utero; ma non si tratta di una condizione patologica perché generalmente si presenta dalla nascita. Oltre alle perdite marroni, l’ectopia può provocare una produzione maggiore del muco vaginale e piccole perdite di sangue durante i rapporti sessuali.

In altri casi, questo tipo di perdite funge da sintomo: è il caso dei fibromi o polipi, dei tumori benigni che crescono nell’utero che si possono diagnosticare molto facilmente attraverso le apposite ecografie. Possono essere esportati chirurgicamente, generalmente sono innocui.

Nonostante le perdite marroni non siano nulla di apparentemente così grave, averle spesso e frequentemente (soprattutto se si è già in menopausa), può celare qualcosa di più grave come lesioni precancerose e cancro. Si consiglia dunque di fare regolarmente dei pap-test dai 25 anni in su almeno una volta ogni 2 o 3 anni per prevenire queste patologie.

Perdite bianche: tutte le possibili cause

Perdite marroni, perdite bianche, perdite gialle
Fonte: Web

Generalmente, per chi le sa distinguere, le perdite bianche non sono gravi. A seconda della fase del ciclo mestruale, le perdite bianche possono cambiare consistenza, colore e quantità. Con gli anni, imparando a conoscere noi stesse attraverso il nostro ciclo, possiamo trarre le giuste conclusioni e capire quando bisogna mettere da parte le preoccupazioni inutili e quando, invece, bisogna rivolgersi a un medico.

Per essere considerate innocue, le perdite bianche non devono essere accompagnate da sintomi come prurito, irritazione, bruciore e arrossamento della vulva; non devono essere maleodoranti e devono cambiare consistenza e colore durante le diverse fasi del ciclo mestruale. Dopo l’ovulazione, che di solito avviene a metà ciclo, le secrezioni mucose cambiano colore (da trasparente diventano bianco perla) e consistenza (da liquide diventano un po’ più appiccicose).

Le perdite bianche possono apparire anche durante i primi tre mesi di gravidanza. Questo perché si presenta un aumento degli estrogeni che a sua volta provoca la leucorrea.

Oltre all’ovulazione, le perdite bianche si presentano quando siamo sessualmente eccitate, quando abbiamo dato alla luce un bambino, quando siamo in fase di allattamento e anche quando facciamo sesso non protetto. In questo caso, la mattina seguente al rapporto, le perdite bianche diventano più liquide, più abbondanti e hanno il colore del latte.

Quand’è, invece, che le perdite bianche sono sintomo di malattie infiammatorie? Tra i fattori più comuni, le cause di questo tipo di perdite sono l’uso di antibiotici, l’indebolimento del sistema immunitario, l’alterazione dei livelli ormonali in gravidanza, la contraccezione orale o ancora il diabete non controllato.

Tra le malattie infiammatorie più diffuse, quella più comune è la candidosi, la quale viene diagnosticata sulla base di sintomi ben precisi, di un esame ginecologico e sulla base di risultati di un campione vaginale. I sintomi collegati alle perdite bianche sono un forte prurito della vulva, forte dolore durante i rapporti sessuali, arrossamento e gonfiore della vulva. Ma attenzione, quest’infezione si può sviluppare quasi asintomatica, senza prurito o disagio.

In questo caso, anche se è sempre meglio fare una visita ginecologica, viene raccomandato monitorare le perdite per un po’ di tempo. Se all’inizio del ciclo diminuiscono e aumentano nella seconda fase dopo l’ovulazione, allora è normale. Al contrario, se il flusso è abbondante e continuo e ha un odore sgradevole, probabilmente c’è un’infezione in corso.

Perdite gialle: le cause più comuni

Perdite marroni, perdite bianche, perdite gialle
Fonte: Web

Veniamo a una delle perdite che preoccupano maggiormente le donne, perché, nella maggior parte dei casi, le perdite marroni vengono associate al ciclo, quindi, a meno che non si presentino durante la gravidanza o in menopausa, tendiamo a farci qualche piccola domanda sul colore scuro ma nulla di più. Le perdite bianche sono quasi sempre innocue. Ma le perdite gialle, invece, perché hanno un colore così strano? Non può certamente essere sangue, dunque… cos’è?

Nel caso in cui si presentino delle perdite gialle bisogna stare molto attente. Il flusso vaginale viene prodotto dal corpo per inumidire e pulire la vagina. Alcune perdite, a seconda del colore, possono indicare la presenza di infezioni in corso. Oltre al colore, i medici consigliano sempre di sentire l’odore perché, se particolare e diverso dal solito, questo potrebbe indicare una secrezione anormale.

Se il flusso è giallo, si presenta con una consistenza spessa ed emana cattivo odore, può essere sintomo di un’infezione batterica. Si consiglia dunque di fare una visita ginecologica per avere diagnosi e trattamento.

Ma quali sono, nello specifico, le cause delle perdite gialle?

Le perdite gialle si presentano generalmente prima del ciclo e durante il periodo della gravidanza. In quest’ultimo caso, è perché, durante questo delicatissimo periodo, le donne sono soggette ad alterazione del ph vaginale e a sbalzi ormonali.

Uno dei motivi per i quali le perdite gialle sorgono prima del ciclo può essere la vaginosi batterica, una condizione causata da batteri che normalmente vivono nella vagina. Il numero dei batteri cattivi aumenta e incombe l’infezione causando disagio, cattivo odore e perdite gialle che aumentano dopo il rapporto sessuale.

Altri casi sono: la vulvovaginite, un’infiammazione della vagina e della vulva causata della scarsa igiene e dall’azione di sostanze chimiche presenti all’interno dei saponi e di altri prodotti femminili. Funghi, batteri e virus possono causare irritazione dei genitali esterni e perdite vaginali gialle maleodoranti causando gonfiore e prurito nella zona interessata; la cervicite, una condizione caratterizzata dall’infiammazione della cervice che può essere provocata da funghi, batteri o virus. Cambiare frequentemente il partner con cui si fa sesso o fare sesso troppo frequentemente possono essere due cause. Oltre alla presenza di perdite di colore giallo, altri sintomi sono il sanguinamento dopo un rapporto sessuale e forte dolore.

Altro caso è la tricomoniasi, una malattia a trasmissione sessuale causata da protozoi. Se la donna è incinta e soffre di questa malattia, si corre il rischio di parto prematuro. I sintomi più comuni di tricomoniasi sono prurito, arrossamento, gonfiore e perdite gialle intense fortemente maleodoranti.