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Ovaria, un rimedio omeopatico per "curare" le tendenze lesbiche: è polemica

Non c'è mai fine al peggio, come si dice. Ma in questo caso la cosa è sinceramente grave: una parafarmacia online mette in vendita un prodotto omeopatico che, fra le altre cose, è in grado di curare le tendenze lesbiche. Sì, avete capito bene.

Che ignoranza e odiosi pregiudizi sull’omosessualità fossero ancora largamente diffusi, a dispetto della tanto ostentata apertura mentale -che evidentemente è tale solo a parole-, è purtroppo cosa nota. Ma mai ci saremmo aspettate che qualcuno sarebbe persino arrivato al punto di utilizzare uno pseudo farmaco per curare quello che sarebbe ritenuto un disturbo, una malattia.

Invece accade proprio che una parafarmacia romagnola, con tanto di autorizzazione del Ministero della Salute per il commercio online, proponga un prodotto omeopatico in grado di curare diverse patologie e sintomatologie, fra cui, udite udite, anche le tendenze lesbiche.

Naturalmente la diffusione della notizia, che noi abbiamo ripreso dal sito butac.it (Bufale un Tanto al Chilo), il primo ad averla resa nota, ha immediatamente sollevato un vespaio di polemiche. Ci auguravamo, anzitutto, che fosse definitivamente terminato il tempo in cui all’omosessualità veniva affibbiata la natura di malattia o deviazione mentale, e che, nonostante ci sia ancora chi storce il naso davanti all’argomento, perlomeno fosse superato questo arcaico concetto che sottenderebbe l’esistenza di una patologia alla natura omosessuale di una persona. A quanto pare, purtroppo, siamo ancora decisamente lontani dal raggiungere l’obiettivo, se addirittura viene concessa l’autorizzazione a una parafarmacia di vendere un prodotto che si propone di “curare” i sintomi dell’omosessualità.

Nonostante questi assurdi presupposti, il prodotto, che si chiama Dr. Reckeweg R20, viene venduto a 14 euro, se si richiede la confezione da 100 compresse, oppure a 13,60 euro se si preferisce il flacone da 22 millilitri, e sarebbe utile, come si legge “sostenere, stimolare e regolare le funzioni endocrine femminili“.

Certo, come se l’essere lesbica dipendesse da qualche disfunzione ghiandolare…

Il preparato è composto da cinque ingredienti fra cui spicca l’Ovaria, un principio con molti altri nomi (da Ovininum a Ovar, da Ovinium a Oophorinum), sulla cui origine si sa ben poco, se non, molto genericamente, che sia un estratto ovarico. Ciò che è incredibile, però, è leggere tutti i disturbi per cui l’Ovaria sarebbe indicata, fra cui impossibile non notare

… la frigidità femminile, tendenze lesbiche, oligo e azzoospermia, congestioni.

Oltre alla naturale sensazione di sgomento che suscita leggere cose del genere, nutriamo perplessità anche sull’efficacia del principio Ovaria, che dubitiamo possa effettivamente funzionare per una sintomatica così ampia ed eterogenea, insomma che possa essere utile per così tante patologie diverse.

Eppure, leggendo sul sito stesso della parafarmacia romagnola, il loro punto vendita rientra nell’elenco degli esercizi  commerciali, diversi dalle farmacie, autorizzati alla vendita di farmaci al pubblico, aggiornato dal Ministero della Salute solo lo scorso 14 febbraio. Tanto che i debunker di butac, ovvero coloro che lavorano proprio per smascherare le numerose bufale che corrono in rete, hanno rivolto un appello al Ministro Beatrice Lorenzin:

Cara Bea Lorenzin, non è che sarebbe il caso di intervenire in qualche maniera?

Io sul sito in questione non comprerò mai neppure i cerotti per i calli, ma tutti gli altri? Non vanno forse difesi da chi sostiene che esistano “rimedi” per le tendenze sessuali? 

Insomma, la storia è sempre, banalmente ma tristemente, la solita: nel 2017 ci troviamo ancora a parlare di persone che credono che le tendenze omosessuali siano patologiche e possano quindi essere curate. Come dire, donne che amate persone del vostro stesso sesso, prendete una pastiglia e tornerete ad amare gli uomini!

Quello che ci lascia davvero sconcertate, però, è che addirittura un esercizio commerciale con tanto di autorizzazione ministeriale spacci un suo prodotto come terapia valida contro l’omosessualità, lasciando passare un messaggio non solo, ovviamente, del tutto sbagliato, ma rischiando anche di espandere ulteriormente un’ignoranza già ampiamente diffusa. Chi fatica ad accettare l’omosessualità come altra faccia della normalità (per non dire di peggio) potrebbe certamente lasciarsi confondere le idee ancora di più, convinto che questo prodotto abbia in qualche modo avuto l’ “avallo” da un ministro, cosa assolutamente non vera. Per questo speriamo che chi di dovere agisca il prima possibile proprio in questo senso, contribuendo a costruire la tolleranza verso tutti e dichiarando apertamente la propria lontananza da chi vuol spacciare ancora l’ idea che l’essere omosessuale corrisponda all’essere malati.