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Meditazione contro l'ansia e la depressione: la mindfulness

È davvero possibile combattere l'ansia e la depressione con la meditazione? Scopriamo insieme che cos'è la Mindfulness, una pratica che affonda le radici nel buddismo e che promette ottimi risultati contro lo stress, i disturbi d'ansia e la depressione, sfruttando i benefici della meditazione.
mindfulness per combattere ansia e stress
fonte: web

Ansia, depressione, attacchi di panico: il numero di persone che soffre di questo genere di patologie, in Italia e nel mondo, non accenna minimamente a diminuire, anzi, è in continuo aumento. Proprio per questo motivo, si moltiplicano i tentativi di trovare una risposta efficace, di natura terapeutica ma non solo, che permetta di affrontare, combattere e superare lo stress e le patologie ad esso correlate, migliorando nel complesso anche la qualità della vita di chi ne soffre.

Dopo avere letteralmente spopolato negli Stati Uniti, si sta rapidamente diffondendo anche in Italia la pratica della Mindfulness, particolarmente indicata per combattere stress, ansia e depressione, e spesso integrata in programmi terapeutici, soprattutto di natura cognitivo-comportamentale. Vediamo insieme che cos’è la Mindfulness, come si pratica, e se si può considerare una risposta veramente efficace per risolvere i problemi di ansia, stress e depressione.

Che cos’è la Mindfulness?

che cos'è la mindfulness
fonte: web

Il concetto di Mindfulness è piuttosto articolato: non si tratta semplicemente di meditazione, e neanche di una forma di filosofia. La pratica affonda le radici nella tradizione buddista, privata però della sua componente più strettamente religiosa, ed è insieme fortemente condizionata dalle tecniche della moderna psicoterapia occidentale, in particolare quella di matrice cognitivo-comportamentale.

Probabilmente, il modo migliore per definire la mindfulness è parlare di una tecnica di meditazione consapevole, che si propone, attraverso una serie di percorsi ben delineati e guidati, di aiutare chi la pratica a riprendere il controllo e la piena coscienza dei propri sentimenti e delle proprie emozioni, anche e soprattutto quelle negative, quelle che normalmente preferiremmo cercare di ignorare.

Vivere vuol dire accettare in qualche modo tutte le emozioni e gli stati d’animo, accettare di vivere sia il bello che il brutto: e dal momento che non è possibile isolare ed escludere il lato negativo della vita, un approccio consapevole, quindi un approccio mindfulness è quello che permette di entrare in stretta connessione e relazione anche con gli aspetti più brutti, come il dolore, la sofferenza, l’ansia. Bisogna far spazio a tutte le emozioni, soprattutto a quelle negative, osservarle rivolgendo loro piena attenzione e sospendendo ogni forma di giudizio, viverle e lasciarle esistere senza opporre resistenza, ma semplicemente acquisendo la consapevolezza di quello che accade nel proprio animo.

Solo accettando la presenza del dolore, dell’ansia, della depressione, e delle emozioni negative in genere all’interno della propria vita, osservandole e lasciandole esistere, è possibile riuscire a trovare una via d’uscita, magari anche riuscendo a trovare delle soluzioni creative.

Come si pratica la Mindfulness?

come si pratica la mindfulness?
fonte: web

L’approccio mindfulness per affrontare e combattere patologie come ansia, stress, depressione e attacchi di panico viene spesso utilizzato in associazione a percorsi specifici di terapia cognitivo-comportamentale. Tuttavia, da quando questo tipo di approccio ha cominciato a prendere piede anche in Italia, sono molti i corsi ed i percorsi proposti da istruttori professionali abilitati alla pratica della mindfulness, e da centri specializzati come la Associazione Italiana per la Mindfulness.

Il programma maggiormente diffuso si chiama MBSR, che sta per Mindfulness Based Stress Reduction: si tratta di un vero e proprio protocollo educativo elaborato negli Stati Uniti, nel quale, attraverso la pratica guidata da istruttori abilitati, è possibile insegnare alle persone a prendersi maggiormente cura di sé e a combattere stati emotivi negativi o veri e propri disturbi come l’ansia, il panico, lo stress e la depressione. Il metodo che viene appreso durante le sessioni di gruppo, che di solito sono dei veri e propri percorsi di otto/dieci incontri con cadenza settimanale, viene poi trasportato nella propria quotidianità, ed applicato giornalmente in maniera autonoma.

Le persone che partecipano a questi corsi vengono indirizzate al riconoscimento delle risorse di cui sono già in possesso, ma che normalmente non vengono sfruttate a pieno: si impara a diventare maggiormente consapevoli del proprio respiro, del proprio corpo e della propria mente, si impara a diventare osservatori esterni delle proprie emozioni sospendendo ogni forma di giudizio, e di conseguenza si raggiunge un maggior stato di rilassamento e di accettazione di sé stessi e del mondo. Imparato il metodo, è possibile riuscire ad applicarlo in maniera estremamente semplice, anche durante le proprie attività quotidiane.

Quali sono i benefici della Mindfulness?

benefici della mindfulness
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Diversi studi effettuati soprattutto negli Stati Uniti, come riporta il sito dell’ Istituto A.T.Beck di terapia cognitivo-comportamentale, hanno evidenziato che il protocollo MBSR e più in generale la pratica costante dell’approccio mindfulness producono effettivamente dei risultati concreti nella riduzione dei sintomi dello stress, e nella terapia mirata contro depressione, ansia e attacchi di panico.

Praticando costantemente la meditazione mindfulness, infatti, è possibile riuscire a ridurre sintomi sia di natura fisica che di natura psichica anche a lungo termine, e modificare in maniera sostanziale il proprio atteggiamento nei confronti della vita e delle difficoltà in genere, costruendo un approccio positivo alla luce di una migliore percezione di sé e degli altri. Ma, soprattutto, è possibile riuscire a rafforzare il proprio corpo ed il proprio spirito, riuscendo a reagire meglio alle difficoltà ed ai dolori della vita quotidiana, senza diventarne schiavi, prima che da stati di disagio emotivo si trasformino in vere e proprie patologie.