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Mal di Natale: quando le Feste diventano sinonimo di Depressione

Il Natale è sicuramente una gioia per i bambini ma è lo stesso per gli adulti? Purtroppo no ed a volte questa festa può causare stati psicologici negativi. Vediamo perchè!
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Il Natale è sicuramente una gioia, una sorpresa ed un’emozione per i bambini ma è lo stesso per gli adulti?

Purtroppo no… i grandi possono mostrare reazioni diverse di fronte a questo evento.

Radunarsi con amici e parenti, festeggiare e scambiarsi regali dovrebbe portare solo serenità ma non è sempre così, si può anche vivere questa festività con emozioni contrastanti come ansia, depressione e stress.

Perché questa reazione così fuori luogo?

Perché il Natale è spesso idealizzato, ovvero ci si aspetta che porti serenità e gioia, senza pensare invece che anche in questo giorno così festoso i nostri sentimenti e le nostre emozioni possono e devono rendersi presenti come il resto dei giorni dell’anno.

Impedirgli di emergere significa sopprimerle e proprio sopprimendole andiamo incontro a patologie, perché ciò che è stato rinchiuso si ripresenterà in maniera più dirompente e decisa successivamente, ovvero a feste concluse.

La causa di questi problemi è quindi un’eccessiva enfatizzazione del Natale secondo cui è d’obbligo un clima sereno e gioioso, fatto di felicità e contentezza.

Un “obbligo” che porta le persone a scacciare malinconia e tristezza (che comunque si ripresenteranno al termine delle festività) ed a viversi l’”ansia da prestazione” per l’incontro con i parenti, per tutti i convenevoli, per il pranzo eccessivo ed abbondante per antonomasia e per l’abbondanza di doni anche in un periodo notoriamente delicato come quello che il nostro paese e le nostre famiglie stanno attraversando.

C’è quindi l’ansia di sentirsi all’altezza, di dimostrare che siamo in grado di fare qualcosa e di dimostrare che la nostra vita è serena e felice.

Un’ansia scaturita dal carico di lavoro dei preparativi e dalla necessità di soddisfare, con i regali, i bisogni altrui e propri.

Inoltre, in occasione del Natale spesso ci si ritrova ad affrontare delicate situazioni familiari, ovvero la scelta delle persone con cui condividere le festività e da qui i conseguenti malcontenti altrui o propri legati a questa scelta.

Una situazione che provoca ancora più agitazione. Non a caso il periodo natalizio è quello in cui statisticamente si registrano più liti familiari.

La vita frenetica che precede i giorni festivi in cui si cercano i regali in centri commerciali affollatissimi, l’organizzazione di pranzi e cene producono una situazione stressante inconscia che non emerge ma che il corpo percepisce e accusa.

I regali pertanto, diventano quasi un’ossessione, un’ombra che ci insegue finché non si riesce a fare anche l’ultimo regalo anche se in agguato c’è sempre un regalo d’emergenza: quello della collega che mi porta sempre qualcosa…. e perciò la corsa riparte.

Lo stress sembra dunque accompagnarci per tutte le festività e da qui allora è normale che, se non affrontato e risolto, porta alla depressione.

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Quali sono i sintomi del “mal di Natale”? Chi è più a rischio?

Mal di testa, mancanza di appetito, difficoltà nel sonno, questi possono essere i sintomi di una depressione in questo caso legata alle festività, i sintomi sono in genere di breve durata e solitamente scompaiono con la ripresa della tanto odiata routine quotidiana.

Le persone più a rischio sono coloro che si trovano da sole, perché il Natale richiama anche il concetto di famiglia e collettività ed è questo che può far emergere i sentimenti di solitudine e tristezza.

Però non è detto che chi si trova in compagnia sia invece immune!

Anche la compagnia di persone che si vedono solo a Natale e con cui magari si ha un semplice rapporto di formalità e quindi il conseguente obbligo di “buon viso a cattivo gioco” e del sentirsi felici e coinvolti a tutti i costi può trasformarsi da situazione positiva a disagio psicologico.

Essere poi circondati da tanta gioia, serenità ed atteggiamenti festosi ed avere invece nel cuore un umore nero magari da mesi e mesi… è come se lo rendesse ancor più pesante.

Non a caso il periodo pre e post Natalizio è quello con il maggior tasso di suicidi, a dimostrazione che non si riesce a sopportare il dovere di felicità per chi non ce l’ha nel cuore.

Che fare per contrastare le emozioni negative?

Prepariamoci alla campagna mediatica natalizia già da Novembre e consideriamo il Natale come un’occasione e non come un obbligo o un dovere.

Ricordiamo sempre che siamo dotati di facoltà di scelta: anche se è per far felici la mamma o la nonna, siamo noi che scegliamo di partecipare ai pranzi ed alle cene così poco “spontanee” e che ci riempiono quindi di sentimenti negativi e siamo sempre noi che possiamo scegliere di rifiutare l’invito.

Riflettiamo su questo: per noi è più “sano” far felici gli altri? E allora, con questo obiettivo così altruista, sarà anche più semplice affrontare i cenoni senza troppe conseguenze negative.

Se invece ci rendiamo conto che gli effetti su di noi sono ben più gravi, non abbiate remore a comportarvi da egoisti e decidete in tranquillità con chi passare il Natale, cosa donare ed a chi. Vogliamoci più bene ed investiamo prima di tutto sulla nostra soddisfazione e sulla nostra salute mentale!

Il consiglio quindi, è quello di tornare alle tradizioni senza obblighi e di riconsiderare il Natale non come una scelta formale ma come un giorno del calendario come un altro.

Cerchiamo di tornare al concetto del Natale che avevamo da bambini, la gioia dell’attesa, l’esplosione di colori in casa e per le strade, la sorpresa dei regali…

Cercate la soluzione che più fa al caso vostro ed evitate gli estremi: rintanarsi in solitudine per evitare ansia, depressione e stress è forse sbagliato ma anche partecipare con una gioia finta e obbligata!

Siamo sinceri con noi stessi accettando le emozioni che animano il nostro cuore in questo periodo particolare e siamo sinceri con gli altri, mostrandoci anche tristi se ci sentiamo così. Condividere il nostro stato d’animo senza vergogna può renderlo più leggero.

Tornare alla semplicità sembra dunque essere la soluzione migliore.

Vivere le feste come occasione di condivisione, di sincerità, di scambio del regalo inteso come “pensiero” così da star bene con le persone con cui si è scelto di condividere il Natale nel vero senso della parola.

 

Grazie alla Dott.ssa Martina Montesi per l’aiuto nella stesura.