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I rischi della "dieta della bella addormentata": dormire per dimenticarsi di mangiare

Dormire per non avere fame, per non mangiare e per riuscire a dimagrire in fretta. Si chiama la dieta della bella addormentata, ma il nome fiabesco nasconde gravi rischi per la salute. Ecco quali.
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fonte: web

Come riporta Vice, si chiama dieta della bella addormentata, ma con le favole, purtroppo, ha molto poco a che fare. Dietro un nome che evoca atmosfere fiabesche e i sogni di tante bambine si nasconde infatti un regime alimentare estremo, che espone a gravi rischi chi lo pratica. Di cosa si tratta? Del digiuno portato all’estremo: dormire per non mangiare, per non avere fame, per saltare i pasti e riuscire a dimagrire più in fretta. Sono soprattutto le giovanissime a esserne attratte: e con la complicità dei social, la dieta della bella addormentata sta tornando pericolosamente di moda.

Dormire almeno sette o otto ore per notte, per garantire al proprio organismo il giusto riposo, ridurre i livelli di stress, e di conseguenza lo stimolo della fame nervosa. Poi, a volte quella che in realtà dovrebbe essere una semplice e sana abitudine che migliora la qualità della nostra vita finisce per condurre su una strada davvero pericolosa. In alcuni casi si comincia prolungando il sonno notturno in modo da saltare il pasto serale: questo provoca i primi squilibri nel regime alimentare giornaliero. Si continua poi sostituendo gli spuntini con dei pisolini, fino a non avvertire più lo stimolo della fame, con conseguenze devastanti per la salute dell’intero organismo.

La dieta della bella addormentata ha fatto la sua comparsa per la prima volta negli anni Sessanta, tra le pagine del romanzo di Jacqueline Susann intitolato La valle delle bambole, in cui le protagoniste, tutte giovanissime, alcune attrici di Hollywood, si facevano addormentare o addirittura rinchiudere in vere e proprie “cliniche del sonno” per riuscire a dimagrire più in fretta. Oggi le ragazze ne parlano in chat e forum, dove si scambiano consigli per dimagrire rapidamente, per dormire di più, e mangiare sempre di meno. Il sonno viene infatti prolungato in maniera innaturale, a volte ricorrendo anche a dosi massicce di farmaci, come sedativi e antidolorifici. Nei casi più gravi, si arriva a dormire anche per venti ore di seguito: la vita si riduce a un lungo sonno, artificiale e malsano, con l’unico scopo, l’unica ossessione, quella di sconfiggere definitivamente lo stimolo della fame.

I rischi di un regime alimentare così estremo sono enormi, e facilmente intuibili: i disturbi alimentari sono praticamente dietro l’angolo, e nella maggior parte dei casi chi cade nelle grinfie di questa “bella addormentata” finisce per dover fare molto presto i conti con l’anoressia. Per non parlare poi delle conseguenze legate all’abuso dei farmaci, senza i quali dormire così a lungo sarebbe praticamente impossibile, e alla perdita quasi totale di contatto con la realtà e di rapporti umani, annullati dalle lunghe ore trascorse a dormire.

Nessuna favola ha mai avuto un finale più brutto di questo. E i disturbi alimentari continuano a essere un argomento sempre più tristemente attuale, che coinvolge donne, ma anche uomini, di tutte le età, senza risparmiare le giovanissime, le adolescenti e addirittura le bambine, colpite nelle loro più profonde fragilità, straziate nel loro corpo e nella loro anima da un nemico ferocissimo, e tanto duro, anche se non impossibile da combattere. È un dovere di tutte noi non smettere di parlarne, non smettere di cercare esempi positivi di chi ce l’ha fatta, per dimostrare a chi vive questo incubo che il mostro c’è ed è reale, ma può e deve essere sconfitto.

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